Nuovo affondo di Patrizia del Giudice, presidente della Commissione regionale Pari opportunità.

“Qualche giorno fa abbiamo letto sui giornali che per il Governo non è necessaria una legge regionale per recepire la norma statale (art. 1 legge 20/2016) che impone la doppia preferenza di genere in quanto questa deve intendersi auto-applicativa. Pertanto, come annotato da eminenti costituzionalisti ed esperti di diritto pubblico, il Governatore Emiliano, nel decreto di indizione delle elezioni, ben potrebbe, anzi ben dovrebbe, in diretta applicazione della legge statale disporre in tal senso.

La questione appariva così risolta in senso positivo per le battaglie condotte in questi anni da donne e uomini per la piena applicazione dei principi costituzionali in tema di parità di genere.

Apprendiamo ora che il Consiglio regionale per la Puglia è chiamato nei prossimi giorni  a votare una legge di recepimento della doppia preferenza nell’ordinamento elettorale della Regione.

Fa piacere vedere che in articulo mortis il Consiglio pare essersi svegliato. Ci chiediamo, però, se non sia una mossa propagandistica del Presidente  Emiliano  volta a far vedere il suo solo formale impegno ma che magari, nei corridoi della maggioranza  che lo sostiene, già si sa scientemente condannata all’insuccesso. Rivolgiamo allora pubblicamente due  domande al Presidente Emiliano.
È disposto ad imporre politicamente, come  già in passato tante volte, alla sua  maggioranza  l’approvazione della legge come richiesto dalla Costituzione e dalla legge statale?
E, soprattutto, gli chiediamo, domanda ancor più importante e dirimente: se il Consiglio non votasse la legge lui  è pronto ad emanare il decreto di indizione delle elezioni prevedendo in esso il principio della doppia preferenza  di genere in diretta applicazione dell’articolo 1 legge statale  n. 20/2016? Presidente, i tempi delle chiacchiere sono oramai scaduti e  le donne aspettano  una risposta a questa domanda! Diversamente, in questi mesi, avremmo assistito alle spalle dei diritti delle donne ad una farsa indecorosa”.

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