Modugno, la transizione ecologica che vogliamo!

Il ritiro del progetto di riqualificazione di Piazza Plebiscito da parte dell’amministrazione Bonasia, sollevato dal PSI in un post su Facebook, secondo il quale avrebbe aiutato a fronteggiare “l’atavico problema dei parcheggi nel centro urbano”, ci offre l’opportunità di dibattere l’argomento, per capire meglio in quale direzione si intende procedere, alla luce dei modelli di sviluppo urbanistici innovativi che affiancano la transizione ecologica, riducendo l’impatto ambientale, che sappiamo tutti, porta al cambiamento climatico.

Sgombriamo il campo dagli equivoci e diciamo subito una cosa. Il mio intervento, non mira a mettere in discussione la riqualificazione urbana della piazza, né tanto meno vuole essere una critica al progetto, che peraltro non conosco. Espongo un punto di vista particolare e circoscritto, ma critico all’idea di immaginare un parcheggio di ulteriori 60 posti auto in una piazza centrale della città già compromessa, e capire nel contempo se sia un’idea ecologicamente sostenibile e urbanisticamente praticabile, in assenza peraltro di un piano urbano della mobilità sostenibile.

L’esigenza di un ripensamento dei parcheggi è necessario, ma deve partire dall’imprescindibile presupposto che la città debba dotarsi di un sistema di trasporto pubblico in grado di rispondere efficacemente alla domanda di mobilità, se vogliamo attuare una transizione ecologica che disincentivi l’uso dell’auto.

Pur sapendo che non è percorribile l’idea di una totale eliminazione dei parcheggi per la funzione che svolgono, con l’introduzione di forme di mobilità alternative, possono comunque essere ridotti o reinterpretati in chiave ecologica, ponendo la massima attenzione all’accessibilità tout court, dei cittadini, ai servizi urbani. E questo, a mio parere, non può essere materia esclusiva dell’ereditarietà culturale di un entourage politico sopravvissuto, né tantomeno di un partito politico, e per dirla tutta, non può essere neanche appannaggio di una amministrazione, nonostante sia il decisore legittimato politicamente a scegliere e decidere. Penso invece che la direzione da imprimere deve essere frutto di una scelta condivisa che travalichi le visioni particolari delle parti in causa, per assurgere a questione di interesse pubblico generale, di cui l’intera comunità deve farsi carico.

Il conflitto culturale e politico che inevitabilmente ne deriva è certamente auspicabile, dal momento che nel conflitto le società moderne evolvono e progrediscono.

Nel merito, la mia opinione personale è che un incremento dei posti auto nel cuore della città, a ridosso del centro storico, dove insiste un crogiolo di piazze e vie monumentali come Piazza Plebiscito, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Sedile e “La Pineta”, luoghi di socialità caro ai modugnesi, incentivi il flusso veicolare ed il traffico cittadino, di per se già sostenuto e problematico in quelle zone, anche per le confluenze di arterie stradali ad intenso traffico veicolare, come via Roma. Al contrario. Dobbiamo pensare invece a “liberate” dalle molestie del traffico e dall’inquinamento quelle aree e renderle più sicure ed accessibili, soprattutto ai soggetti più fragili, come bambini, anziani e portatori di disabilità. Non è un caso che gli urbanisti sociali, invocano politiche disincentivanti dell’uso privato delle auto, per “svuotare” i centri urbani delle città dalle automobili e “riempirle” di persone, famiglie, socialità e cultura, generando economia.

Non vi sembra che è ora di dire basta? Di invertire la tendenza e destinare finalmente risorse, tempo e competenze nel progettare luoghi sicuri ed accessibili per le persone? 

Mi verrebbe da dire, se la soluzione per una mobilità sostenibile è quella di portare su Piazza Plebiscito 60 nuovi posti auto, perchè non lo facciamo anche per Piazza Sedile, dove ce ne possono essere 120 di posti auto? E perchè no su piazza Umberto, dove addirittura ne andrebbero 200? Oppure vogliamo interventi di rigenerazione sostenibili ed ecologici che mettono la salute ed il benessere delle persone in cima alle priorità?

Se è questo che vogliamo, mi sarei aspettato, per esempio, che qualcuno avesse posto il problema della presenza in Piazza Plebiscito di una pompa di benzina, che attrae giornalmente un numero sostenuto di autoveicoli che inquinano e generano traffico urbano inutile e dannoso. Un’attività peraltro che esige la presenza  pericolosissima di autocisterne stracolme di carburante che periodicamente entrano in città sfilando sul corso, come fossero modelle. Non oso immaginare le conseguenze in caso di incidente. Così come, penso sia giunta l’ora di concordare col gestore e proprietà, soluzioni magari più vantaggiose per loro, pur di “liberare” Piazza Plebiscito, come già accaduto per Corso Vittorio Emanuele e Piazza Garibaldi, da un distributore di carburante che non ha più ragione di essere.

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