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L’appello del partito socialista europeo a popolari e liberali alla vigilia del voto europeo per erigere un muro comune  contro la destra, “qualsiasi cosa succeda”, non ha prodotto alcun risultato.

In Francia Macron esce sconfitto mentre si afferma la destra di Marine Le Pen

Con un gesto eclatante spiccatamente gollista, quasi a voler indossare la divisa del generale De Gaulle, che tirò la Francia fuori dalle paludi della crisi di Algeria nel 1958, dando vita alla V Repubblica, Macron scioglie l’Assemblea Nazionale e indice nuove elezioni.

Parigi metropolitana è con lui, il resto della Francia con Le Pen.

I francesi si sono impoveriti negli ultimi anni e si percepiscono fragili e insicuri. Hanno perso la verve di grandezza che li ha sempre contraddistinti. La Francia non è più la stessa dopo gli attentati al Bataclan. L’inflazione si mangia i salari, l’età pensionabile si allontana, lo stato sociale  arretra e l’uscita dal tunnel sembra lontana.

Il vento di destra soffia anche sulla Germania di Scholz. L’Afd, il partito di estrema destra mai entrato finora in un governo federale o regionale, è diventato il secondo partito.

In Italia la Meloni al governo si era già mossa sulle orme di Orban.

L’Europa, febbricitante ma gravida di speranza è cambiata. Delusi dalle socialdemocrazie i cittadini europei cercano rifugio nelle destre liberali ma rischiano di ritrovarsi nei bassifondi di nuove forme di totalitarismo o democrazie dimezzate.

In Francia, sabato 15 e domenica 16 giugno, in vista delle elezioni legislative che si terranno prossimamente, la sinistra, il gruppo intersindacale e alcune associazioni marceranno insieme per manifestare contro l’estrema destra, partendo da Place de la Republique in direzione della Nation, nella speranza di creare una mobilitazione generale e impedire che si determini nell’Assemblea Nazionale una maggioranza di estrema destra.

La tensione sociale e l’incertezza politica, che cristallizzano il malcontento latente è palpabile a Parigi come nel resto della nazione e, molto probabilmente, attraverso i cortei si mobiliteranno un numero consistente di cittadini non sindacalizzati, lontani dall’appartenenza politica ai partiti tradizionali.

In Italia, dopo il grave episodio di aggressione avvenuto in Parlamento, ci sarà a Roma martedì 18 giugno, una manifestazione unitaria delle opposizioni in difesa della Costituzione e dell’unità nazionale. Un modo per mobilitare i cittadini per fermare la riforma costituzionale del premierato e l’autonomia differenziata.

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