Con voto segreto il Consiglio regionale ha approvato martedì 25 ottobre con 24 voti favorevoli e 14 contrari, la mozione promossa da Domenico Damascelli (Forza Italia) relativa alla “Affissione del Crocifisso nella sala consiliare dell’Assemblea legislativa della Regione Puglia“.
La mozione approvata fa riferimento al parere del Consiglio di Stato n. 556 del 2006 secondo cui si deve pensare al Crocifisso come ad un simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza e tolleranza, idoneo ad esprimere “l’elevato fondamento dei valori civili” che hanno un’origine religiosa, ma, dice la sentenza, “sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”.

Con questa decisione la più alta istituzione della Regione Puglia arretra sul piano dei diritti civili. Non può un crocifisso avere la pretesa di rappresentare in modo universale tutti gli uomini a prescindere dal loro sesso, razza o religione, senza il quale uno spazio comune non può definirsi laico.
Penso invece che l’istituzione consiliare sia essa stessa garante dei principi di libertà, uguaglianza e tolleranza, che non ha bisogno di simboli, trovando il proprio fondamento laico nel fatto stesso di essere istituzione rappresentativa di una comunità. Qualunque essa sia.

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