Credit Raffaele Paparella
Paris, Place de la Republique (Credit Raffaele Paparella)

A Parigi, con la Marche républicaine , si è scritta una delle pagine più esaltanti della storia recente, non solo della V Repubblica francese di Charles de Gaulle, ma dell’intera Unione Europea. I leader politici di tutto il mondo, assieme ai rappresentanti delle comunità cristiane, ebraiche e musulmane, hanno sfilato tenendosi sottobraccio, lungo il Boulevard che congiunge Place de la Republique a Place de la Bastille, lambendo il Marais. Quasi a voler simbolicamente toccare i luoghi della tragedia, ma nel contempo contrapporre, i Diritti Universali dell’Uomo, sanciti con la Rivoluzione francese del 1789, alla barbarie consumata negli attentati alla redazione di Clarlie Habdo e ai magazzini ebraici Kosher.

La domanda di fondo, se la convivenza pacifica tra popoli con tradizione culturali e religioni diverse tra loro è possibile, resta ed è tutta da costruire. Ma una risposta importante in tal senso l’Europa, e più in generale l’Occidente, a Parigi, l’ha data. La Francia laica vive e sperimenta quotidianamente uno spazio politico-sociale comune entro il quale tutti hanno diritto di cittadinanza e diritto di professare la propria religione, in uno stato di diritto che ha come fondamento la Carta Costituzionale e non la Bibbia, il Corano o la Torah. Questo hanno voluto affermare i milioni di cittadini d’Europa che hanno manifestato a Parigi partecipando alla Marcia repubblicana.

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