I leader politici discutono di legge elettorale quando la sinistra, la destra ed il centro potevano farlo negli anni passati con Berlusconi o Prodi. Non l’hanno fatto, ma una nuova legge elettorale resta una priorità. Ma sui territori locali i partiti e le associazioni ne discutono?
Oggi il PD fa patti con SEL, fuori IDV. Troppa propaganda dice Vendola. Casini alle elezioni va da solo, ma aggiunge, per il governo mi apparento con il centro-sinistra. Monti tira (spera) per l’intera legislatura. Poi chissà!
E così sulla Terra continua l’esodo involontario di famiglie verso la povertà.
20 mila famiglie a Taranto temono il peggio. L’aiuto spirituale della chiesa non basta.
Per il 2013 l’OCSE stima per il sistema Italia un -2.4% del PIL (recessione). Le aziende quindi, continueranno a chiudere, i posti di lavoro a perdersi e i consumi si ridurranno sempre più al lumicino.
L’Italia, per quanto stia facendo, non è credibile agli occhi dei mercati, non ostante le rassicurazioni di Monti e Draghi.Spostandoci dal piano dei “massimi sistemi” di una economia aperta e globale ad una economia locale, gli elementi che compongono lo scenario sinteticamente descritto, prendono il nome di variabili esogene. Sono sostanzialmente elementi su cui non possiamo esercitare un’influenza. O meglio. Quello che possiamo fare è così infinitamente piccolo da non poter incidere. Sono elementi dati.
Ma a ben guardare, la ricaduta di elementi recessivi (calo consumi, perdita posti di lavoro, etc.), su un territorio locale, riduce l’intensità del fenomeno diventando meno refrattario a politiche di contrasto e contenimento, proprio perchè circoscritto. Questo, accompagnato da interventi di politiche economiche territoriali adeguate possono rappresentare una strategia di uscita da una condizione che diventa giorno dopo giorno insostenibile.