Le proteste in Albania contro la costruzione di un resort di lusso promosso da Jared Kushner (genero di Donald Trump) nella laguna di Narta (Valona) – un ecosistema di inestimabile valore naturalistico, habitat di fenicotteri, foche e tartarughe marine – hanno distolto l’attenzione da situazioni analoghe in Italia, dove Sardegna e Puglia sono teatro di conflitti simili.

In Sardegna, un progetto proposto da una società brasiliana su una superficie di circa dieci ettari ha ottenuto l’approvazione nazionale nonostante i pareri contrari del Comune gallurese, della Regione e della Soprintendenza (l’ufficio statale preposto alla tutela dei beni paesaggistici). L’unica istituzione a esprimere parere favorevole è stata la Struttura di missione della ZES Unica, l’organismo governativo che gestisce le Zone Economiche Speciali. (Fonte: Gazzetta Sarda)

La mobilitazione popolare, simile a quella albanese, ha già ottenuto risultati concreti: la pressione ha spinto il sindaco di Loiri Porto San Paolo a fare marcia indietro sull’autorizzazione per la costruzione di una struttura a cinque stelle a Cala Finanza, promossa dalla società Tavolara Bay. Contestualmente, Riccardo Biancu, assessore e fratello dell’amministratore delegato dell’azienda costruttrice, ha rassegnato le dimissioni dalla giunta comunale.
(Fonte:Gazzetta Sarda)

In Puglia, il progetto per un mega-resort Four Seasons a Ostuni, in contrada Mogale, prosegue tra contrastanti pareri istituzionali. L’area, situata sul litorale e caratterizzata da un elevato valore paesaggistico e archeologico, ospiterebbe 49 fabbricati tra suite, spa, ristoranti e piscine. Il progetto, avviato tramite la procedura semplificata della ZES, ha sollecitato reazioni opposte: mentre la Soprintendenza ha espresso perplessità e richiede la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), la Regione Puglia ha confermato il proprio parere favorevole, sostenendo la compatibilità del resort con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR).

Durante la conferenza di servizi del 23 giugno 2026, indetta dalla Struttura di missione ZES, la Soprintendenza ha ribadito la necessità della VIA, mentre la Regione ha riaffermato la propria posizione, in aperta antitesi con l’ente di tutela.
(Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno)

Entrambi i progetti – autorizzato in Sardegna e in corso di valutazione in Puglia – sono stati avviati tramite le procedure semplificate delle ZES. La ZES Unica per il Mezzogiorno, istituita dal Decreto Legge n. 124/2023 (noto come Decreto Sud) e operativa dal 1° gennaio 2024 (art. 9, comma 2), ha sostituito il precedente sistema frammentato di otto ZES regionali, semplificando le normative e allargando la platea dei beneficiari.

Con l’introduzione della ZES Unica, il Procedimento Unico (art. 14 del D.L. 124/2023) e l’Autorizzazione Unica (art. 15 del D.L. 124/2023) hanno centralizzato il rilascio di pareri e licenze per attività industriali e logistiche. Di fatto, i Comuni sono stati esautorati delle proprie competenze in materia urbanistica e decisionale, a vantaggio di una Cabina di Regia nazionale e dei poteri sostitutivi statali.

Per mitigare gli strapoteri delle ZES e tutelare il paesaggio, è necessario escludere esplicitamente dall’applicazione delle procedure semplificate i Beni paesaggistici (ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, D.Lgs. 42/2004), le Aree protette, i Siti di Interesse Comunitario (SIC) e i Parchi naturali. Solo così sarà possibile impedire che le ZES prevalgano sulle tutele ambientali e paesaggistiche, sugli interessi dei territori e delle comunità locali, garantendo uno sviluppo davvero sostenibile e rispettoso del territorio.

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