{"id":954,"date":"2013-03-05T06:53:41","date_gmt":"2013-03-05T05:53:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=954"},"modified":"2013-03-05T07:53:58","modified_gmt":"2013-03-05T06:53:58","slug":"governo-del-cambiamento-con-o-senza-bersani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/governo-del-cambiamento-con-o-senza-bersani\/","title":{"rendered":"Governo del cambiamento, con o senza Bersani"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/15403966@N00\/3938655231\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"zemanta-img-inserted zemanta-img-configured\" title=\"Bersani a Bologna\" alt=\"Bersani a Bologna\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2640\/3938655231_da02e85cd5_m.jpg\" width=\"240\" height=\"160\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Bersani a Bologna (Photo credit: framino)<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cComico\u201d e \u201cpopulista\u201d. Sono questi gli aggettivi pi\u00f9 ricorrenti che il PD di <strong>Bersani<\/strong>, ma in generale tutto il mondo politico italiano (l\u2019establishment), ha usato per defnire il fenomeno del Movimento 5 stelle di<strong> Beppe Grillo<\/strong>. Adesso \u00e8 l\u2019ora delle conversioni. Tutti folgorati, come <strong>San Paolo<\/strong>, sulla via di Damasco.<\/p>\n<p>La piattaforma programmatica grillina (abolizione dei rimborsi elettorali, riduzione parlamentari, etc. etc.) \u00e8 diventato il nuovo linguaggio di PD, SEL e Socialisti dello 0,01%, in Italia. Puglia compresa.<\/p>\n<p>Fuor di metafora. Pu\u00f2 anche essere che nel movimento di Grillo ci siano vene di populismo, ma non possiamo non vedere che il Movimento 5 stelle coglie la voglia di cambiamento presente nel Paese e pone le basi di una riflessione molto seria sulla possibilit\u00e0 di estendere spazi di democrazia diretta attraverso la rete, sulle possibilit\u00e0 di sviluppo economico puntando sulla green economy. Sul terrreno dei diritti civili sociali proponendo il reddito di cittadinanza, sulla legalit\u00e0 affrontando la questione morale e i costi esorbitanti della politica, la riduzione dei parlamentari e l\u2019abolizione di privilegi e vitalizi della classe politica. Temi da anni agitati dall\u2019opinione pubblica che, nonostante la diffusione della rete, coglie impreparate le segreterie dei partiti, incapaci di avviare un serio e deciso processo di rigenerazione e ricambio della classe dirigenziale e delle strutture organizzative interne in tutto il Paese. Modugno compresa.<br \/>\nMi auguro che il tentativo interno al PD di avviare una forma di dialogo col PDL per la formazione del Governo sia immediatamente e definitivamente spento dal centrosinistra. Una strada che se intrapresa, negherebbe la domanda di cambiamento e spingerebbe il PD e SEL su posizioni decisamente conservative.<\/p>\n<p><strong>Ma cosa rappresenta davvero il Movimento 5 stelle?<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere il fenomeno del Movimento 5 Stelle, perch\u00e8 di fenomeno dobbiamo parlare quando un partito ottiene oltre il 25% dei voti dell\u2019elettorato al suo esordio, dobbiamo seguire le tracce, analizzare la genesi e l\u2019evoluzione dei movimenti sociali globali e delle libere forme associative che in tutti questi anni, dalle prime manifestazioni di Seattle del 1999 al G8 di Genova 2001, per arrivare al popolo viola, agli arancioni, agli Indignados al movimento NO TAV, si andavano man mano strutturando, attraversando trasversalmente tutti i settori delle vita politica, economica e sociale del Paese.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha fatto emergere e messo in evidenza la contrapposizione culturale, ancor prima che politica, di due modi diversi di intendere e concepire la politica e l\u2019economia. I movimenti globali, superando l\u2019anacronismo ideologico, ponevano trasversalmente questioni di giustizia sociale, diritti, partecipazione, democrazia, sviluppo sostenibile, lotta alla povert\u00e0 e alle diseguaglianze sociali, mentre i partiti, incapaci di comprendere il nuovo, \u201cresistevano\u201d al cambiamento e si \u201carroccavano\u201d su posizioni decisamente tradizionaliste.<br \/>\nI partiti moderni, storicamente nati nella met\u00e0 dell\u2019800 in stretta correlazione con il sistema politico di democrazia rappresentativa per organizzare interessi, proporre idee, interpretare istanze sociali, selezionare la classe politica provvedendo altres\u00ec al loro ricambio, hanno fallito. E, nonostante la loro importanza e affermazione nella societ\u00e0 siano tali che che il nostro ordinamento giuridico riconosce e conferisce loro valenza costituzionale (art.49 cost.), i partiti devono essere ripensati, pena la loro dissoluzione nelle forme e nei modi sinora pensati.<br \/>\nQuesta incapacit\u00e0 a cambiare dall\u2019interno e a resistere alle pressioni dell\u2019esterno che spingono verso la modernizzazione e lo svecchiamento delle strutture organizzative per renderle pi\u00f9 dinamiche e flessibili e adeguate ad una societ\u00e0 in movimento, ha portato negli ultimi anni al declino dei partiti tradizionali che si \u00e8 espresso soprattutto con l\u2019indifferenza dei cittadini, che hanno guardato la politica con sempre maggiore distacco. I privilegi prima, gli scandali e le ruberie poi, hanno fatto il resto.<br \/>\nLa dis(affezione) della gente ai partiti tradizionali che si \u00e8 espressa da tempo attraverso l\u2019astensionismo crescente alle varie tornate elettorali, il calo vertiginoso dei loro iscritti, la diffusione dell\u2019associazionismo, la nascita di movimenti politici e sociali pi\u00f9 o meno organizzati e trasversali, avvalora questa tendenza. Erano i segni di una crisi che i partiti attraversavano, in una fase in cui non riuscivano a cogliere o a dare risposte adeguate alle nuove istanze sociali che la societ\u00e0 richiedeva. Non si \u00e8 compreso che bisognava accettare ed imparare a dialogare con i nuovi soggetti socio-politici, portatori di nuove idee, nuovi modi di essere, che potevano essere introdotti e sperimentati nell\u2019agor\u00e0 della politica .<br \/>\nDa tempo tutte le analisi sociologiche, nei rapporti CENSIS, alla domanda da chi si sentissero rappresentati, la percentuale degli italiani che rispondeva a gran voce: \u201cDa nessuno\u201d aumentava sempre di pi\u00f9.<br \/>\nEra evidente che c\u2019era un vuoto, una distanza tra rappresentanti e rappresentati che andava colmata per evitare un corto circuito sociale. Abbiamo rischiato e forse per la crisi economica che nel frattempo si \u00e8 insinuata in queste dinamiche, rischiamo ancora seri problemi di coesione sociale che potrebbero portare addirittura a forme di rottura del \u201ccontratto sociale\u201d mentre la povert\u00e0 cresce, e per finire nella zona grigia della societ\u00e0 basta semplicemente perdere il lavoro, separarsi o ammalarsi.<br \/>\nLa paura del nuovo che avanzava impetuoso ha spinto la classe politica a chiudersi in s\u00e8, formulando un linguaggio fatto di offese tese a denigrare l\u2019avversario pi\u00f9 che cercare di dare nuove risposte a nuovi problemi. Ci\u00f2 dimostra l\u2019assenza di argomenti e l\u2019incapacit\u00e0 a comprendere un modo nuovo di fare politica e partecipazione alla vita democratica, liquidando i fermenti sociali e definendoli \u201cantipolitica\u201d.<br \/>\nIn realt\u00e0 parlare del Movimento 5 stelle come dell\u2019antipolitica equivale ancora una volta a persistere nell\u2019autoinfingimento e perpetrare un auto inganno che tende ad allontanare da s\u00e8 la responsabilit\u00e0 di un fallimento e nel contempo l\u2019incapacit\u00e0 a saper intercettare le questioni poste alla base della protesta, lo scontento e la delusione della gente e a capire nuove forme di sensibilit\u00e0 e cultura politica ormai diffuse nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 definire antipolitico un movimento che fa dell\u2019impegno politico la sua ragion d\u2019essere, che argina l\u2019astensionismo al voto, che si afferma in tutta la penisola dimostrando di essere un movimento nazionale e interclassista, che si pone il problema della questione morale e dei fenomeni di corruzione, di illeciti e ruberie (Penati, Fiorito, gli scandali della Lombardia, del Lazio e del Molise), che evidenzia un sistema consolidato di malaffare, degrado diffuso e scadimento morale, fatto di connivenze e commistioni in tutti i settori delle vita politica economica e sociale del paese.<br \/>\nIn realt\u00e0 ha ragione <strong>Marco Travaglio<\/strong> quando afferma che: \u201cGrillo salva la politica dall\u2019antipolitica\u201d. Ci vuole poco a capirlo. Chi non intende farlo \u00e8 proprio la vecchia politica che parla di Grillo come un \u201ccampanello d\u2019allarme\u201d per la societ\u00e0, che lo definisce comico, populista, qualunquista, che non si confronta, che non risponde alle domande, etc. etc.. Insomma, la retorica propagandistica dei partiti per auto assolversi e spostare sugli altri i propri errori e la propria incapacit\u00e0 a cogliere il nuovo. Un nuovo che si esprime con richieste pressanti di contenimento dei costi della politica attraverso la riduzione dei parlamentari, con l\u2019abolizioine dei vitalizi o la riduzioni degli stipendi e chiede di puntare dritto sulla green economy, sulla diffusione della banda larga e wi-fi, open data, ma sopratutto pone la questione dei diritti civili sociali introducendo il reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p><strong>Possiamo liquidare tutto questo semplicisticamente definendolo populismo?<\/strong><\/p>\n<p>Bersani quando ha sorriso e banalizzato sulla proposta di introdurre il reddito di cittadinanza dicendo \u201cvuole dare mille euro a tutti\u201d, riferendosi a Grillo, ha mostrato il volto peggiore del conservatorismo e segnato una distanza siderale dai cittadini su un tema che resta appannaggio dell\u2019intellettualit\u00e0 liberal-democratica e delle moderne social-democrazie europee, quando invece doveva essere il cavallo di battaglia di una sinistra moderna, europea e riformatrice.<\/p>\n<p>\u201cCompagni\u201d, con l\u2019abbandono, o peggio ancora, con la banalizzazione del tema del reddito di cittadinanza, che disegna il pavimento socio-politico di una futura Europa di cittadini avete abdicato alla vostra stessa natura di democratici(?). Non vi rendete conto che il tema del reddito di cittadinanza rappresenter\u00e0 una parte importante dell\u2019agenda politica che accompagner\u00e0 i prosssimi anni? Avete persino dimenticato che lo stesso <strong>Prodi<\/strong> nel 1999 lo introdusse (reddito minimo di inserimento) ancorandolo ad aspetti meramente economici (sbagliando, a mio avviso), piuttosto che ai diritti civili sociali, tutelati costituzionalmente per garantirne l\u2019inattaccabilit\u00e0, quale invece deve essere.<\/p>\n<p>\u201cCompagni\u201d non avete capito che le nuove questioni che una societ\u00e0 complessa ed articolata pone alla politica non possono pi\u00f9 essere disattese o comprese filtrandole attraverso le arcaiche categorie del politico.<br \/>\nSe parliamo di diritti civili per esempio, \u00e8 di destra o di sinistra la questione della procreazione assistita? E\u2019 di destra o di sinistra parlare di testamento biologico? E\u2019 di destra o di sinistra estendere diritti civili a nostri concittadini sinora relegati ad essere considerati di serie B approvando le unioni civili?<br \/>\nE\u2019 di destra o di sinistra desiderare un ambiente vivibile puntando su una crescita ecologica e sostenibile? E\u2019 di destra o di sinistra preservare l\u2019ambiente inteso anche come diritto futuro da tutelare per le prossime generazioni? E ancora. E\u2019 di destra pensare alla crescita mentre \u00e8 di sinistra puntare sui diritti? E gli OGM sono di sinistra mentre il biologico \u00e8 di destra?<br \/>\nSono solo degli esempi che tendono a far capire che non possiamo continuare a guardare le cose attraverso le ideologie. Il secolo delle ideologie accanto ai totalitarismi del XIX secolo \u00e8 stato fortunatamente archiviato. Non possiamo continuare a spiegare i nuovi fenomeni sociali con lo sguardo rivolto al passato. Abbiamo bisogno di altro, di un nuovo corso, di un New deal che rimetta l\u2019Uomo con le sue speranze e desideri di felicit\u00e0 al centro dell\u2019azione politica. Bisogna muoversi lungo i binari che guardano al cittadino come la \u201cstella polare\u201d e al suo territorio come la \u201ccroce del sud\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019indomani del voto in Sicilia (leggi \u201c<a title=\"Modugno e la lezione siciliana\" href=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/2012\/11\/modugno-e-la-lezione-siciliana\/\" target=\"_blank\">Modugno e la lezione siciliana<\/a>\u201d), \u00e8 apparso subito chiaro che il sentimento siciliano verso una classe politica corrotta ed incapace, involuta verso un autentica oligarchia, che trova la sua ragion d\u2019essere nella propria conservazione era lo stesso che attraversava l\u2019intero Paese.<br \/>\nCon il voto politico delle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 questo \u00e8 accaduto e non serviva la laurea alla <strong>Harvard University<\/strong> per capirlo.<\/p>\n<p>La mancata riforma elettorale da tutti voluta a parole, ma osteggiata nei fatti, anche dallo stesso Partito Democratico che avrebbe potuto approvarla nei due anni di governo 2006-2008 ha fratturato e messo in discussione il rapporto fiduciario tra rappresentanti e rappresentati. La riserva alle segreterie dei partiti del \u201cdiritto di nomina\u201d, di \u201cderoga\u201d ad un corpus di regole che si \u00e8 dato, accompagnato da forme di nepotismo che ne impediscono un ricambio generazionale sono gli esempi pi\u00f9 eclatanti che avvalorano l\u2019incapacit\u00e0 dei partiti a rigenerarsi dall\u2019interno e segna nel contempo una netta distanza dalla comunit\u00e0 che pensa di rappresentare.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo vuoto che possiamo trovare le ragioni del successo del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo. E sono le stesse ragioni che ci impongono di cambiare. Adesso!<br \/>\nMa penso anche che l\u2019approvazione di una nuova legge elettorale, di una legge anticorruzione, la stessa riforma delle province per il contenimento della spesa pubblica, la questione morale, giusto per fare solo alcuni esempi, siano elementi insufficienti per avviare \u201cil cambiamento\u201d, se privo di un ammodernamento costituzionale, istituzionale, ordinamentale e sociale che lo accompagni e, sapratutto di un (ri)cambio generazionale che non sia solo anagrafico ma che consideri anche un\u2019et\u00e0 politica.<br \/>\nE lo possiamo fare solo attraverso un (ri)pensamento delle istituzioni, funzionali ad una societ\u00e0 impoverita per l\u2019esclusione di un\u2019intera generazione di giovani e di una parte importante di essa, le donne, a cui \u00e8 stata negata la possibilit\u00e0 di assumere responsabilit\u00e0 di Governo o di amministrazione di comunit\u00e0, e consentire cos\u00ec uno sviluppo sociale ed economico sano e felice del Paese.<\/p>\n<p>E mentre vecchi ottuagenari o vetusti politici sbavano tra scandali, doppi e tripli incarichi incassando lauti vitalizi, liquidazioni e pensioni da sogno per una legislatura o un incarico, intere famiglie di operai, impiegati e piccoli imprenditori si indebitano fino allo spasimo per resistere. Come sul Piave.<\/p>\n<p>Viviamo in una societ\u00e0 dove la differenza di genere \u00e8 vista ancora come una conquista sociale da attuare a forza di legge che riconosce quando e dove vuole \u201cquote di parit\u00e0\u201d a individui naturalmente e civilmente uguali.<br \/>\nCome pu\u00f2 una societ\u00e0 cambiare se non consentiamo un ricambio generazionale nei luoghi del potere, della politica, delle istituzioni, dell\u2019economia che sono ancora ricoperti e appannaggio di anziani e veterani che non hanno pi\u00f9 interesse e tensione ideale al cambiamento?<br \/>\nL\u2019orizzonte temporale di un giovane \u00e8 naturalmente pi\u00f9 lontano di quello di un anziano che aspetta solo il \u201csuono della campanella\u201d, e la sua mente biologicamente pronta al (ri)nnovamento. Una differenza non solo anagrafica e quindi generazionale ma che investe anche la modalit\u00e0 di concepire la politica e amministrare la cosa pubblica.<\/p>\n<p><strong>J.S.Mill<\/strong>, politologo ed economista inglese dell\u2019800, in una delle sue opere fondamentali \u201c<strong>The Subjection of Women<\/strong>\u201c (Sulla soggezione delle donne) sosteneva che l\u2019assenza delle donne nella direzione e responsabilit\u00e0 della vita politica della societ\u00e0 inglese impediva uno sviluppo economico e sociale completo. Ne fece una battaglia politica, ancor prima che civile ed economica, presentandosi alle elezioni sostenendo che l\u2019arretratezza economica e sociale del suo paese era dovuta all\u2019esclusione delle donne dalla vita economica e sociale e per questo proponeva il diritto di voto alle donne.<br \/>\nDa noi tale diritto (voto alle donne) venne molto dopo. Ed oggi, a distanza di 200 anni, stiamo ancora discutendo di parit\u00e0 di genere, di quote rosa, di candidature donne al 50%, e della loro presenza nel mondo dell\u2019economia, della finanza del lavoro, della cultura e nei consigli di amministrazione.<\/p>\n<p><strong>Ecco l\u2019opportunit\u00e0 per la politica di cambiare.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco la necessit\u00e0 di una classe politica moderna, che interpreti e capisca che solo il cambiamento pu\u00f2 tirarci fuori dalle paludi della discussione per incanalarla verso una \u201cRiforma\u201d sociale, politica ed economica del Paese, smantellando strutture di potere e rendite di posizioni. Solo cos\u00ec riusciremo a liberare energie, chance e opportunit\u00e0 e restituire quella libert\u00e0 che consente a tutti, giovani, donne e talenti soffocati dalle oligarchie di una classe politica corrotta ed incapace, di esprimersi liberamente.<\/p>\n<p><strong>Dare un Governo al Paese.<\/strong><\/p>\n<p>Che Bersani abbia vinto le primarie del centrosinistra \u00e8 vero, ma questo non gli attribuisce ipso jure il diritto della guida del Paese.<br \/>\nSarebbe stato vero se avesse vinto le elezioni e lui invece le ha perse.<br \/>\nA qualcuno forse sfugge che alla Camera il Pd di Bersani ha ottenuto il 25.4% mentre il Movimento 5 stelle di Grillo il 25.5%.<br \/>\nCi\u00f2 significa che il diritto di Bersani a formare il Governo non nasce da una legittimit\u00e0 data dal corpo elettorale, bens\u00ec da una legge elettorale definita da tutti \u201cporcellum\u201d.<\/p>\n<p>Nel merito.<br \/>\nCome possiamo affidare le sorti del Paese ad un uomo che sta dimostrando di non avere un\u2019idea del cambiamento o meglio che la sua idea di cambiamento la mutua dalla domanda pressante che \u00e8 emersa all\u2019indomani del voto e che oggi si limita a barattare con la concessione di qualche punto programmatico ai grillini in cambio di una fiducia ad un programma che non c\u2019\u00e8 e per giunta limitato nel tempo (facciamo sei o sette cose tra cui la legge elettorale e poi torniamo a votare).<\/p>\n<p>Ha ragione <strong>Renzi<\/strong> quando afferma che Grillo ed il Movimento 5 stelle non va inseguito ma affrontato in Parlamento. Ma per farlo devi avere una piattaforma programmatica che si misuri ed ottenga la fiducia in Parlamento.<\/p>\n<p>E che senso ha minacciare il \u201ctutti a casa\u201d in caso di mancata fiducia al suo Governo (Bersani) se non la presunzione di essere il primo l\u2019unico e il solo ad avere il diritto di formazione del Governo e non pensare invece ad un gesto di umilt\u00e0 e mettersi da parte per favorire la nascita di un Governo?<br \/>\nIl Governo si fa se il Parlamento dice si.<br \/>\nE allora perch\u00e8 non immaginare che il Presidente della Repubblica <strong>Napolitano<\/strong> individui un leader capace di dialogare con l\u2019intero centrosinistra, ivi compreso il Pd, e concordare con esso una piattaforma programmatica per dare agli italiani un Governo che interpreti ed attui il cambiamento?<\/p>\n<div class=\"zemanta-pixie\" style=\"margin-top: 10px; height: 15px;\"><a class=\"zemanta-pixie-a\" title=\"Enhanced by Zemanta\" href=\"http:\/\/www.zemanta.com\/?px\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"zemanta-pixie-img\" style=\"border: none; float: right;\" alt=\"Enhanced by Zemanta\" src=\"http:\/\/img.zemanta.com\/zemified_e.png?x-id=08076df2-8516-419c-84b2-a06907be9212\" \/><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cComico\u201d e \u201cpopulista\u201d. 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