{"id":8405,"date":"2026-02-28T18:25:45","date_gmt":"2026-02-28T17:25:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=8405"},"modified":"2026-02-28T19:14:35","modified_gmt":"2026-02-28T18:14:35","slug":"alla-scoperta-del-neolitico-della-bassa-murgia-un-viaggio-nel-villaggio-di-balsignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/alla-scoperta-del-neolitico-della-bassa-murgia-un-viaggio-nel-villaggio-di-balsignano\/","title":{"rendered":"Alla scoperta del Neolitico della Bassa Murgia: un viaggio nel villaggio di Balsignano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8408\" srcset=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260227_190320-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Venerd\u00ec 27 febbraio, tra le sale del <strong>Museo Archeologico di Santa Scolastica<\/strong> a Bari, si \u00e8 svolto un evento che ha riportato alla luce un capitolo affascinante della nostra storia, attraverso la presentazione del volume <strong>&#8220;Il Neolitico della Bassa Murgia&#8221;<\/strong>, curato da <strong>Francesca Radina<\/strong> e <strong>Azzurra Tenore<\/strong>. Il libro, frutto di anni di ricerche archeologiche condotte nel villaggio neolitico di <strong>Balsignano<\/strong> a Modugno \u2014 risalente a circa 6.500 anni fa \u2014 emerge un quadro inedito del Neolitico e aggiunge un tassello fondamentale per comprendere la vita delle comunit\u00e0 che hanno abitato il territorio della Bassa Murgia su cui Modugno \u00e8 adagiata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evento, promosso dal <strong>Comune di Modugno<\/strong> e dalla <strong>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Citt\u00e0 metropolitana di Bari<\/strong>, ha visto la partecipazione dell\u2019assessore <strong>Antonio Alfonsi<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini archeologiche nelle diverse campagne di scavo hanno permesso di ricostruire aspetti inediti dell\u2019organizzazione del villaggio e delle attivit\u00e0 quotidiane, offrendo uno spaccato pi\u00f9 completo del Neolitico in questa area. Non solo. I risultati delle ricerche aprono nuove prospettive per leggere il territorio con strumenti innovativi, combinando dati scientifici e narrazione storica.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la presentazione, \u00e8 emerso come i gruppi umani di Balsignano intrattenessero <strong>relazioni complesse<\/strong> con altre comunit\u00e0, anche molto distanti. Ad esempio, si sono ricostruite le dinamiche di approvvigionamento di materie prime come l\u2019ossidiana proveniente dalle <strong>Lipari<\/strong> e la selce dalle cave del<strong> Gargano<\/strong>, utilizzate per la lavorazione di cereali, la concia delle pelli, la caccia e la decorazione. Questi scambi richiedevano un&#8217;organizzazione<strong> <\/strong>sociale articolata, con figure specializzate nel reperimento e nel commercio di risorse preziose.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento particolarmente suggestivo \u00e8 la <strong>relazione esistente tra le comunit\u00e0 neolitiche e i loro antenati<\/strong>. La scoperta di una sepoltura contenente i resti di un uomo adulto, risalente a oltre mille anni dopo la costruzione di uno dei capanni ritrovati, testimonia la <strong>continuit\u00e0 simbolica<\/strong> tra generazioni. Questo ritrovamento avvalora l\u2019ipotesi di un <strong>culto dei defunti <\/strong> e di una memoria collettiva che legava i vivi agli antenati. La sepoltura di Balsignano ha restituito i resti di un solo uomo di et\u00e0 adulta. Questo lascia immaginare che si trattasse di un individuo che occupava un posto di rilievo nell&#8217;organizzazione sociale dei nuclei familiari che hanno abitato quel territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal 6.200 a.C.il pianoro vicino al <strong>Casale medievale di Balsignano<\/strong>, affacciato sulla lama <strong>Lamasinata<\/strong>, ospitava un villaggio stabile. Le comunit\u00e0 di agricoltori esperti costruivano grandi capanne quadrangolari, con pavimentazioni in pietra e strutture in legno e argilla (ritrovati resti di intonaco). Le fondazioni e gli strati abitativi sono stati conservati in modo eccezionale grazie ad una coltre di terreno vegetale di appena 50 cm, offrendoci l&#8217;opportunit\u00e0 di ammirare una finestra unica su un passato lontano. La pubblicazione dei risultati delle ricerche rientra in un progetto pi\u00f9 ampio di valorizzazione dell\u2019area, che parte dall\u2019acquisizione pubblica del sito. Un impegno condiviso tra <strong>Comune di Modugno<\/strong> e <strong>Soprintendenza<\/strong>, che da anni lavorano per la conservazione e la conoscenza di questo patrimonio archeologico e monumentale. Al termine dell\u2019evento si \u00e8 potuto visitare la sezione <strong>&#8220;Preistoria e protostoria in Terra di Bari&#8221;<\/strong> del museo, dove sono esposti i reperti neolitici rinvenuti a Balsignano. Un\u2019occasione per <strong>toccare con mano<\/strong> la storia e immaginare la vita di chi, migliaia di anni fa, ha abitato questi luoghi.<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 27 febbraio, tra le sale del Museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari, si \u00e8 svolto un evento che ha riportato alla luce un capitolo affascinante della nostra storia, attraverso la presentazione del volume &#8220;Il Neolitico della Bassa Murgia&#8221;, curato da Francesca Radina e Azzurra Tenore. 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