{"id":6827,"date":"2024-12-17T19:50:00","date_gmt":"2024-12-17T18:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=6827"},"modified":"2024-12-20T09:52:57","modified_gmt":"2024-12-20T08:52:57","slug":"puglia-societa-di-navigazione-a-vapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/puglia-societa-di-navigazione-a-vapore\/","title":{"rendered":"&#8220;Puglia&#8221;, Societ\u00e0 di Navigazione a Vapore"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"756\" src=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022-1024x756.jpg\" alt=\"Puglia, Societ\u00e0 di Navigazione a Vapore, Bari\" class=\"wp-image-6947\" srcset=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022-1024x756.jpg 1024w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022-768x567.jpg 768w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022-1536x1134.jpg 1536w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Puglia-con-filigrana-Discorso-del-6-luglio-1924-in-ocassione-della-lapide-ai-morti-in-guerra-della-societa-Puglia-affissa-sul-palazzo-sociale022.jpg 1625w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Puglia, Societ\u00e0 di Navigazione a Vapore &#8211; Bari<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1879 la navigazione a vela era abbondantemente superata per i tempi e bisognava cambiare in fretta, modernizzando i legni e gli armamenti mercantili, passando dalla vela al vapore e dalla propulsione a ruota a quella ad elica, guadagnando in sicurezza e velocit\u00e0. Solo cos\u00ec sarebbe stato possibile reggere la domanda, che si faceva sempre pi\u00f9 intensa, e la concorrenza con le altre compagnie di navigazione, sia italiane, come i Rubattino di Genova e i Florio di Palermo, ma anche estere, soprattutto francesi, come la Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale de Transport Maritimes, la tedesca North German Lloyd Company e l\u2019inglese Cunard Line. Inoltre, l\u2019apertura del Canale di Suez avvenuta nel novembre del 1869 e il fervore per la costruzione del nuovo porto di Bari spinse i baresi a dotarsi di una propria Societ\u00e0 di navigazione autonoma, che potesse far fronte al commercio con proprie unit\u00e0, calmierare i noli ed evitare il trasferimento dei propri capitali verso altre citt\u00e0 italiane o estere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo l\u2019assenza di uno spirito associativo dei baresi consentiva a compagnie di navigazione e speculatori di lucrare sui noli, molto spesso pi\u00f9 alti che in altri porti, per giunta, senza avere alcuna garanzia e sicurezza per le derrate trasportate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peso dell\u2019eredit\u00e0 feudale nel mezzogiorno si faceva sentire condizionando non poco l\u2019ascesa della borghesia armatoriale e con essa quel rinnovamento dei sistemi culturali e produttivi propri dei paesi centro europei, come Francia e Inghilterra, che vivevano da tempo la rivoluzione industriale, accompagnata da processi di trasformazione politica e sociale. Tali nazioni avevano da tempo sviluppato una potente marina mercantile, considerata universalmente uno strumento necessario per il commercio, accentuarono la loro presenza dove il movimento mercantile era pi\u00f9 fiorente, come avveniva nei porti di Napoli e Gallipoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La carenza di un sistema mercantile efficiente in grado di reggere la domanda del movimento merci, consent\u00ec alla societ\u00e0 di navigazione a vapore genovese \u201cPeirano Danovaro &amp; C.\u201d di avere il monopolio del commercio pugliese, approfittando del fatto di essere la sola a toccare il porto di Bari. Divenne persino dispotica e prepotente verso i commercianti baresi, esigendo per il trasporto delle merci per Venezia e Trieste, e viceversa, porti con i quali i commercianti baresi avevano fitti scambi commerciali, fino a 50 o 60 lire a tonnellata, quando invece per tratte simili si pagava al massimo dalle sei alle otto lire. Accadeva talvolta che i commercianti baresi implorassero la societ\u00e0 genovese, pur di vedersi effettuare le prestazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia l\u2019approdo dei piroscafi esteri nel porto di Bari fu un esempio per i baresi, spingendoli a mettersi insieme e dotarsi di una propria compagnia di navigazione a vapore che superasse i limiti insiti nel cabotaggio marittimo a vela, che la marineria barese effettuava lungo il mediterraneo, dapprima su pielaghi e trabaccoli e successivamente su golette e brigantini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni dell\u2019Ottocento il settore armatoriale era in grande fermento. L\u2019innovazione nei sistemi di propulsione era gi\u00e0 utilizzata dalle marinerie mercantili europee con l\u2019introduzione del vapore al posto della vela, e successivamente la propulsione dell\u2019elica al posto della ruota, grazie alla scoperta di <strong>Josef Ressel<\/strong>, ispettore forestale della Marina Imperiale Austro-Ungarica, il quale per primo la applic\u00f2, dopo alcuni tentativi falliti, facendo navigare il piroscafo \u201cCivetta\u201d nel Golfo di Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel gennaio del 1869 con una lettera aperta ai commercianti della provincia di Bari, alcuni imprenditori baresi denunciavano lo stato di languore e d\u2019inerzia in cui giaceva la marina mercantile barese, costretta ad abbassare i pennoni delle proprie navi, rese inoperose dal superbo cammino delle navi a vapore, che, ogni giorno di pi\u00f9, sottraeva merci e lavoro alla marineria barese, un tempo florida. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fatto sta che dopo alcuni tentativi infruttuosi da parte di gruppi imprenditoriali baresi, nel 1872 la Camera di commercio di Bari, interpretando l\u2019esigenza di dotare la citt\u00e0 di una propria compagnia di navigazione che potesse calmierare gli esosi noli che praticavano le altre compagnie che operavano quasi in regime di monopolio, ma anche per stimolare ed incentivare i commercianti e imprenditori baresi a mettersi insieme per dar vita ad una societ\u00e0 di navigazione a vapore, stanzi\u00f2 nel suo bilancio un premio di 5 mila lire a favore di chi avesse per primo nelle Puglie acquistato un battello a vapore e stabilito un servizio regolare di trasporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo il nuovo porto mercantile di Bari, da poco terminato, dopo lunghe vicissitudini, tra sospensioni e riprese dei lavori, si vide frequentato da piccole imprese di navigazione, soprattutto austro-ungariche, che con piccoli battelli a vapore iniziavano il cabotaggio nei porti dell\u2019adriatico. Una di queste faceva capo a N. Baccich di Fiume, agente in Bari era il Cav. Cesare Narducci della Thomas Wilsens Sons e C., societ\u00e0 di navigazione a vapore, che faceva cabotaggio tra i porti di Bari, Brindisi, Molfetta e Barletta, giungendo fino a Venezia e Trieste con due piccoli piroscafi di cui uno, il \u201cLiburno\u201d, sarebbe diventato il primo piroscafo della marineria barese a vapore, nonostante si fosse arenato nel porto di Molfetta per una errata manovra. Ma dopo essere stato recuperato e sistemato venne rimesso in condizioni di riprendere il mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale contesto economico e sociale il 28 maggio 1875 un gruppo di imprenditori baresi, tra cui il capitano Marco Sbis\u00e0 originario di Trieste e l\u2019agente marittimo Cesare Narducci, con atto del notaio Giuseppe Preite,&nbsp; registr\u00f2 la \u201c<strong>Prima Compagnia Barese di Navigazione a Vapore<\/strong>\u201d in Bari, la quale acquist\u00f2 e arm\u00f2 il piroscafo a vapore \u201cLiburno\u201d, incassando il promesso sussidio di 5 mila lire della Camera di Commercio di Bari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piroscafo, costruito per conto dell\u2019armatore Baccich nel 1870 nei cantieri \u201cSchlick\u201d di Fiume venne ribattezzato con orgoglio \u201cBari\u201d, mentre dai baresi era chiamato familiarmente col nomignolo \u201cU Baricch\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piroscafo \u201cBari\u201d venne posto in servizio lungo l\u2019Adriatico, toccando i porti di Bari, Venezia, Trieste, Brindisi, Monopoli, Molfetta e Bisceglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con una propria compagnia di navigazione i commercianti baresi, presero coraggio sapendo di poter disporre di un piroscafo a vapore e contenere cos\u00ec la prepotenza delle compagnie di navigazione che operavano in Puglia, ed in particolare della \u201cPeirano &amp; Danovaro\u201d di Genova, che imponeva un nolo di trasporto di 60 lire a tonnellata per la tratta da Bari ad Ancona, quasi il doppio di quello da Bari a Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tommaso Columbo, membro della Camera di commercio di Bari, nella tornata del 24 giugno 1875, pur compiacendosi per il primo piroscafo di Bari, esprimeva comunque seri dubbi che ci\u00f2 bastasse a sottrarre il commercio barese dal giogo delle compagnie di navigazione estere, e proponeva che il sussidio dovesse imporre alla compagnia barese appena nata, anche l\u2019obbligo di costruire o acquistare un secondo piroscafo. La proposta non attecch\u00ec, anche perch\u00e8 il consigliere della Camera di Commercio Favia, fece osservare che il sussidio serviva per incoraggiare l\u2019iniziativa e che l\u2019aumento delle unit\u00e0 sarebbe avvenuto naturalmente,&nbsp; in seguito ai guadagni ricavati con il commercio che ne sarebbe seguito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti i profitti non tardarono ad arrivare e furono da subito notevoli. Il \u201cBari\u201d si mostr\u00f2 ben presto insufficiente a sostenere la mole di traffico marittimo, dal momento che quasi tutti i commercianti baresi che avevano sottoscritto la costituzione della \u201cPrima Compagnia Barese di Navigazione a Vapore\u201d, avevano rapporti commerciali lungo l\u2019adriatico con l\u2019Austria-Ungheria, e, Venezia e Trieste, erano i porti dove i pugliesi vantavano il maggior numero di \u201cMaison\u201d da tempo remoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esempio fu cos\u00ec efficace che immediatamente dopo, il Columbo, che da tempo progettava di impostare una nuova compagnia di navigazione a vapore con pi\u00f9 larghe vedute ed un ristretto numero di azionisti che ne facilitasse la gestione, raccolse le dimissioni di Giuseppe Moscelli, capitano del piroscafo \u201cBari\u201d, l\u2019adesione di Giuseppe Scorcia, commerciante di coloniali con bottega in Piazza del Ferrarese 2 e di Nicola Pantaleo, anch\u2019egli commerciante, e, dopo aver coinvolto gli industriali Marsteller e Zublin, agenti della Fred. Leyland e C., una societ\u00e0 di navigazione a vapore tra Liverpool, Genova, Livorno, Napoli, Bari, Trieste, Venezia; della Real Compagnia Olandese di navigazione a vapore di Amsterdam; della Societ\u00e0&nbsp; Lloyd Inglese per le perizie in caso di danni marittimi e dell\u2019industriale Rakosi, tutti appartenenti alla generazione di imprenditori tedeschi giunti a Bari nella met\u00e0 dell\u2019ottocento, decisero di dar corso al progetto di fondare una nuova societ\u00e0 di navigazione a vapore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo nel 1875 fu lanciata dapprima una sottoscrizione di un milione di lire, ma non ebbe successo. Subito dopo venne riproposta riducendola a 300 mila lire, venendo accolta dall\u2019imprenditoria barese. Il capitale in breve tempo raggiunse la somma di 1 milione e cos\u00ec, il 9 febbraio 1876, fu costituita in Bari, con atto del notaio Michele Attoma, ed approvata con R.Decreto del 25 luglio 1876,&nbsp; la Societ\u00e0 anonima di Navigazione a Vapore \u201cPuglia\u201d con capitale sociale di 1 milione di lire. L\u2019agenzia era in via Roberto da Bari, 26 a Bari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il consiglio di amministrazione era composto dal Presidente Cav. Alberto Marstaller, consigliere: Carrassi Michele, Liebe Maurizio, Manzari Vito di Mauro, Sapper Gustavo, Scorcia Giuseppe di Leonardo e Zonno Salvatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle prime operazioni da compiere per la societ\u00e0 di navigazione a vapore \u201cPuglia\u201d dopo la sua costituzione, era quella di procedere all\u2019acquisto di alcune unit\u00e0 per iniziare a dar corso alle attivit\u00e0 mercantili istituzionali. Per questo il Consiglio di amministrazione incaric\u00f2 Giovanni Pantaleo, azionista della societ\u00e0 e commerciante molto presente sulla piazza di Venezia, assieme al presidente Marstaller, di recarsi in Inghilterra, per acquistare un piroscafo di seconda mano in buone condizioni. A Londra fu acquistato il \u201cFifeshire\u201d di 456 tonn.s.l. e 340 cavalli vapore, costruito nel 1873 nei cantieri navali di Kirkcaldy in Scozia, a cui venne dato il nome di \u201cPeuceta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I viaggi del Peuceta nel volgere di alcuni mesi produssero cos\u00ec tanti guadagni che la societ\u00e0 Puglia decise di acquistare altro materiale navigante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora una volta ad occuparsene fu Giovanni Pantaleo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso l\u2019intermediazione dei Sigg.ri Moss di Londra nel gennaio 1877 venne acquistato il \u201cSophie Jobson\u201d, un piroscafo ad elica in ferro di 578 tonn.s.l. e 300 cavalli di potenza, costruito nel 1873 nei cantieri navali di Sunderland nella contea di Durham, Inghilterra nord-orientale, a cui venne dato il nome di \u201cFieramosca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In aprile dello stesso anno, con la stessa procedura venne acquistato il piroscafo \u201cStudent\u201d,&nbsp; di 727 tonn.stazza lorda, costruito dalla Thos. &amp; Jas. Harrison di Liverpool nel 1871 e ribattezzato \u201cMessapo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La societ\u00e0 cresceva, gli affari si sviluppavano al punto tale che nel maggio del 1878 la \u201cPuglia\u201d ordinava ai cantieri inglesi di Paysley la costruzione di un nuovo vapore in ferro di 455 tonnellate s.l. e una potenza di 222 cavalli indicati cui venne dato il nome di \u201cDauno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La marina a vapore in Puglia era ormai un realt\u00e0 e godeva del pieno appoggio, non solo dell\u2019opinione pubblica, ma di tutti i commercianti della citt\u00e0 di Bari e dell\u2019intera Puglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La flotta costituita poteva intensificare i consueti viaggi nel mediterraneo toccando i porti di Venezia e Trieste con i quali i baresi commerciavano con molta frequenza da sempre, e settimanalmente, toccare i porti di Cette (attuale Sete), Marsiglia, Nizza, Genova, Bisceglie, Trani, Molfetta, Barletta, Napoli,&nbsp; Messina, Catania, Taranto, Gallipoli, Brindisi, Spalato, Vatlona (attuale Valona), Lissa, Durazzo e Corf\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la Camera di commercio di Bari fece sentire la sua presenza promettendo di sovvenzionarla con un premio di 25 mila lire per quattro anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo la \u201cPrima Compagnia Barese di Navigazione a Vapore\u201d falli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la nascita della Societ\u00e0 di Navigazione a Vapore \u201cPuglia\u201d,&nbsp; la societ\u00e0 genovese \u201cPeirano &amp;&nbsp; Danovaro\u201d, per battere la concorrenza dei baresi abbass\u00f2 i prezzi dei noli del 40 per cento. Ma nonostante il ribasso i commercianti baresi per spirito meramente campanilistico restarono fedeli a \u201cPuglia\u201d. preferendo pagare noli di 2,5 lire a quintale alla societ\u00e0 barese piuttosto di 80 centesimi alla \u201cPeirano &amp; Danovaro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza di una nuova marineria a vapore che sostitu\u00ec interamente i vecchi trabaccoli a vela port\u00f2 notevoli vantaggi al commercio barese, ma anche a quello dell\u2019entroterra che del porto di Bari ne aveva fatto un punto di riferimento per esportare la produzione di cereali, vino, olio, mandorle, candele, botti da vino e bottiglie bordolesi, nei porti del mediterraneo e sui mercati internazionali attraverso viaggi transoceanici grazie ai piroscafi a vapore. Basti pensare che nel decennio che va dal 1873 al 1883 i navigli entrati nel porto di Bari passarono da 590, per un totale di 142 mila tonnellate di stazza, a 977 navigli con 290 mila tonnellate di stazza. Nel triennio 1879 &#8211; 81 si ebbe un movimento complessivo di merci in arrivi e partenze di oltre 2 milioni e 220 mila tonnellate mentre l\u2019esportazione nel 1883 era salita a circa 105 milioni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza di tale incremento commerciale port\u00f2, attraverso la Dogana di Bari, a versare nelle casse dello Stato 2 milioni e 90 mila lire nel 1879, 2 milioni 111 mila 890 lire nel nel 1880 e circa 3 milioni di lire nel 1881.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il continuo prosperare della societ\u00e0 Puglia, che ormai solcava il mediterraneo, toccando i porti di Venezia e Trieste, Cette e Marsiglia, trasportando i prodotti tipici di puglia, si rese necessario rafforzare la flotta mercantile. Fu cos\u00ec che nel 1880 la societ\u00e0 ordin\u00f2 presso i cantieri navali di Low Walker di Newcastle on Tyne, in Inghilterra, la costruzione del piroscafo \u201cBarion\u201d di 1067 tonnellate di stazza lorda e 400 cavalli di potenza, che gli permettevano di raggiungere la velocit\u00e0 massima di 11.2 nodi. Il Barion era l\u2019unico piroscafo in adriatico ad avere la prora \u201ca veliero\u201d con tanto di bompresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il successo dell\u2019imprenditoria armatoriale barese spinse la Societ\u00e0 di Navigazione a Vapore \u201cPuglia\u201d a sollecitare la costruzione nel porto di Bari di un suo pennello, il molo sporgente o San Vito, dove aveva sede la Capitaneria di Porto, affinch\u00e8 divenisse il luogo di attracco dei numerosi piroscafi a vapore della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per queste ragioni quel molo venne chiamato anche, molo Puglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La societ\u00e0 di Navigazione Puglia assumeva sempre pi\u00f9 un ruolo di primo piano nella vita economica e sociale della provincia e nel contempo rappresentava un riferimento istituzionale per il valore patriotico che esprimeva, tant\u00e8 che nel 1882 in occasione della morte di Garibaldi mise a disposizione di una delegazione del comune di Bari e della Camera di Commercio di Bari, un piroscafo a vapore per il pellegrinaggio a Caprera alla tomba dell\u2019Eroe dei due mondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull\u2019onda dei successi di \u201cPuglia\u201d, sorsero altre compagnie di navigazione, mosse dal desiderio di emulare la grande compagnia barese. Tali armamenti contribuirono non poco allo sviluppo economico della Puglia che portava cos\u00ec i suoi prodotti sui mercati del Sud est d\u2019Italia ma anche del nord europa attraverso i porti di Cette, Marsiglia, Venezia e Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una di queste compagnie di navigazione venne fondata il 1888 e si dette il nome di&nbsp; \u201cAdriatica\u201d. Sorse con la fusione della famiglia Giotta, originaria di Genova, e della ditta \u201cLeopoldo Scorcia &amp; Figli\u201d. Questa arm\u00f2 i piroscafi \u201cCamilla\u201d, \u201cEuropa\u201d, \u201cAsia\u201d e \u201cAmerica\u201d. Il suo presidente fu il senatore Giuseppe Sagarriga Visconti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I colori di bandiera della compagnia impressi sui fumaioli era una stella a 5 punte bianca in campo celeste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La societ\u00e0 Adriatica si occupava prevalentemente del trasporto di prodotti tipici pugliesi come il vino, mandorle e olio, collocando questi prodotti in tutti i porti del mediterraneo. A cavallo dei due secoli tra ottocento e novecento, l\u2019armatore barese Vincenzo Granata prosegu\u00ec l\u2019impresa della compagnia di navigazione Adriatica che si sciolse nel luglio del 1886, rilevandone i piroscafi e acquistandone altri tre: il \u201cMario\u201d il \u201cLina\u201d e l\u2019\u201cOlga\u201d, tutti adibiti a trasporto merci nel mediterraneo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I colori di bandiera della compagnia di navigazione era una fascia bianca con impressa una \u201cG\u201d in nero posta su un fondo nero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piroscafo \u201cMario\u201d fu costruito nel 1870 della compagnia di navigazione \u201cEngles Line\u201d col nome di \u201cDe Ruyter\u201d. Nel 1873 fu acquistato dalla Royal Mail Steam Packet Co.e rinominato \u201cLarne\u201d. Nel 1900 fu venduto all\u2019Italia e chiamato \u201cLittle Mary\u201d ma con il successivo acquisto dell\u2019armatore barese Vincenzo Granata nel 1901, prese il nome di \u201cMario\u201d. Un piroscafo di 1725 tonnellate di stazza lorda, 1137 netto, potenza nominale 135, indicati 810.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Societ\u00e0 Anonima di Navigazione a Vapore \u201cPuglia\u201d, nel 1891 estese le sue rotte commerciali di merci e passeggeri tra Genova, Napoli e il Sud America. Tra il 1902 e il 1904 la compagnia effettu\u00f2 con i suoi piroscafi sei viaggi dai porti italiani a New York per il trasporto di emigranti. Questi furono probabilmente sotto contratto con l\u2019agente di emigrazione E. Saviotti di Genova coprendo un periodo tutto sommato breve della sua storia, dal momento che i servizi passeggeri per il Sud America cessarono nel 1902 e la compagnia si concentr\u00f2 unicamente sui servizi postali e sul trasporto marittimo lungo le rotte del Mar Adriatico e del Mar Tirreno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Puglia&#8221;, Societ\u00e0 Anonima di Navigazione a Vapore con sede in Bari, nel 1936 venne Incorporata per fusione alla neonata Compagnia di Navigazione Adriatica, con sede a Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_0_placeholder\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1879 la navigazione a vela era abbondantemente superata per i tempi e bisognava cambiare in fretta, modernizzando i legni e gli armamenti mercantili, passando dalla vela al vapore e dalla propulsione a ruota a quella ad elica, guadagnando in sicurezza e velocit\u00e0. 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