{"id":6709,"date":"2024-07-20T09:43:57","date_gmt":"2024-07-20T07:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=6709"},"modified":"2024-07-20T10:01:01","modified_gmt":"2024-07-20T08:01:01","slug":"lettere-ad-un-giovane-poeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/lettere-ad-un-giovane-poeta\/","title":{"rendered":"Lettere ad un giovane poeta"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Max Weber<\/strong>, sociologo e politologo tedesco, riteneva che ogni azione umana \u00e8 mossa da un interesse.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Questa interpretazione, o concezione della vita, \u00e8 a sua volta plasmata da fattori sociali, culturali e individuali. In altre parole, il nostro sistema di valori, le nostre credenze e le nostre esperienze influenzano il modo in cui percepiamo le situazioni e decidiamo di agire.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec inteso l&#8217;interesse<strong> <\/strong>si configura quindi, come motivazione, o, se vogliamo, necessit\u00e0,\u00a0 che spinge l&#8217;individuo ad agire in coerenza con la propria concezione della vita e la sua intimit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>E questo vale per tutti. Siano essi cittadini, politici, giovani artisti, poeti, scrittori, musicisti o pittori, che si cimentano nella creazione di un\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora ha senso chiedere come fa Kappus, un giovane poeta, se i suoi versi, cio\u00e8 la sua opera, e,  in linea di principio qualunque altra opera, \u00e8 buona oppure piace? O forse la domanda da porsi deve vertere sulla motivazione e quindi sulla necessit\u00e0 che spinge le persone a produrre un&#8217;opera, e pertanto, sulla felicit\u00e0 che ne deriva dall&#8217;averla compiuta?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza \u00e8 sostanziale. La prima mette in relazione il tuo stato d\u2019animo con una variabile esterna che \u00e8 fuori di te (esogena), sulla quale non hai alcun potere e pertanto non puoi modificarla. Eppoi \u00e8 cos\u00ec importante? Mentre l\u2019altra attiene uno stato psicologico che \u00e8 dentro di te (endogena) su cui hai tutto il potere.<\/p>\n\n\n\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 un valore essenziale nella vita delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d\u2019America<\/strong> del 1776, nel suo preambolo, oltre ad affermare che \u201c<em>tutti gli uomini sono creati eguali<\/em>\u201d, vagheggia il diritto delle persone alla \u201c<em>ricerca della felicit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non parliamo della felicit\u00e0 eterna, quella cio\u00e8 che l\u2019uomo persegue attraverso un\u2019esperienza personale, sia essa etica, morale o religiosa, ma quella terrena o se vogliamo politica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec importante nell&#8217;esperienza di ognuno di noi che persino <strong>Papa Francesco<\/strong> nel suo messaggio augurale di alcuni anni fa si \u00e8 rivolto ai fedeli dicendo \u201cTI AUGURO DI VIVERE UN FELICE 2016\u201d, e lo ha fatto accompagnandolo con un autentico inno alla felicit\u00e0 che si chiude con \u201cNon rinunciare mai alla felicit\u00e0, poich\u00e9 la vita \u00e8 uno spettacolo incredibile!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Kappus \u00e8 un giovane poeta a cui piace comporre poesie. Manda alcuni versi a Rainer Maria Rilke e gli chiede un parere su come egli scrive e se i suoi versi siano buoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Rilke, tra il 1903 e il 1908 intrattiene una fitta corrispondenza epistolare col giovane poeta. Le lettere furono pubblicate postume nel 1929. Nei paesi di lingua tedesca si diffusero cos\u00ec rapidamente da diventare una specie di breviario di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante leggere come Rilke risponde al giovane poeta, in una delle sue lettere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Lettera inviata da Parigi il 17 febbraio 1903<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Egregio signore,<\/p>\n\n\n\n<p>la sua lettera mi \u00e8 giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poich\u00e9 ogni intenzione critica \u00e8 troppo lungi da me. Nulla pu\u00f2 toccare tanto poco un\u2019opera d\u2019arte quanto un commento critico: se ne ottengono sempre pi\u00f9 o meno felici malintesi. Le cose non si possono tutte afferrare e dire come d\u2019abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e pi\u00f9 indicibili di tutto sono le opere d\u2019arte, esistenze piene di mistero la cui vita, accanto all\u2019effimera nostra, perdura.<\/p>\n\n\n\n<p>omissis \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poich\u00e9 mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all\u2019esterno, ed \u00e8 appunto questo che ora non dovrebbe fare. Nessuno pu\u00f2 darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v\u2019\u00e8 che un mezzo. Guardi dentro di s\u00e9. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto pi\u00f9 profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell\u2019ora pi\u00f9 quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di s\u00e9 alla ricerca di una profonda risposta. E se sar\u00e0 di assenso, se lei potr\u00e0 affrontare con un forte e semplice \u00abio devo\u00bb questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessit\u00e0. La sua vita, fin dentro la sua ora pi\u00f9 indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ci\u00f2 che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d\u2019amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le pi\u00f9 difficili, poich\u00e9 serve una forza grande e gi\u00e0 matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perci\u00f2 rifugga dai motivi pi\u00f9 diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerit\u00e0, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non \u00e8 abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poich\u00e9 per chi crea non esiste povert\u00e0, n\u00e9 vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga l\u00ec la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell\u2019ampio passato; la sua personalit\u00e0 si rinsalder\u00e0, la sua solitudine si far\u00e0 pi\u00f9 ampia e diverr\u00e0 una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verr\u00e0 in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. N\u00e9 tenter\u00e0 di interessare le riviste a quei lavori: poich\u00e9 in essi lei vedr\u00e0 il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un\u2019opera d\u2019arte \u00e8 buona se nasce da necessit\u00e0. \u00c8 questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v\u2019\u00e8. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di s\u00e9, esplori le profondit\u00e0 da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte trover\u00e0 risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedr\u00e0 forse che \u00e8 chiamato a essere artista. Allora prenda su di s\u00e9 la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che pu\u00f2 venire dall\u2019esterno. Poich\u00e9 chi crea deve essere un mondo per s\u00e9 e in s\u00e9 trovare tutto, e nella natura sua compagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, per\u00f2, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovr\u00e0 rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perch\u00e9 non sia concesso). Ma anche allora, l\u2019introversione che le chiedo non sar\u00e0 stata vana. La sua vita in ogni caso trover\u00e0, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro pi\u00f9 di quanto sappia dire.<br \/>Cos\u2019altro dirle? Mi pare tutto equamente rilevato; e poi, in fondo, volevo solo consigliarla di seguire silenzioso e serio il suo sviluppo; non lo pu\u00f2 turbare pi\u00f9 violentemente che guardando all\u2019esterno, e dall\u2019esterno aspettando risposta a domande cui solo il sentimento suo pi\u00f9 intimo, nella sua ora pi\u00f9 quieta, pu\u00f2 forse rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>omissis \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Suo devotissimo<br \/>Rainer Maria Rilke, <em>Lettere a un giovane poeta <\/em>(Mondadori, 1994), a cura di M. Bistolfi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Max Weber, sociologo e politologo tedesco, riteneva che ogni azione umana \u00e8 mossa da un interesse.\u00a0 Questa interpretazione, o concezione della vita, \u00e8 a sua volta plasmata da fattori sociali, culturali e individuali. 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