{"id":6607,"date":"2024-06-24T17:31:16","date_gmt":"2024-06-24T15:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=6607"},"modified":"2024-06-25T09:24:01","modified_gmt":"2024-06-25T07:24:01","slug":"parigi-fu-cosi-che-incontrai-dalida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/parigi-fu-cosi-che-incontrai-dalida\/","title":{"rendered":"Parigi, fu cos\u00ec che incontrai Dalida"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6617\" srcset=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Dalida-IMG_20221212_115638-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima volta che arrivi a <strong>Saint-Lazare<\/strong> col metr\u00f2, provi una sensazione di smarrimento. A <strong>Chatelet <\/strong>\u00e8 peggio. Per uscire dal reticolo delle gallerie della metropolitana devi districarti tra fiumane di persone che si incrociano senza toccarsi, salire e scendere scale e non perdere mai di vista le sorties che indicano l\u2019uscita, solitamente pi\u00f9 di una per ogni fermata. Prendere un\u2019uscita piuttosto che un\u2019altra non \u00e8 la stessa cosa. Lo scenario urbano che si presenta alla vista cambia radicalmente la prospettiva e ti pare di essere da un\u2019altra parte della citt\u00e0. Eppoi, ricorda prima di salire su un metr\u00f2, che non basta sapere la fermata dove scendere, devi anche&nbsp; conoscere la direzione da seguire. Se sbagli, te ne accorgi solo quando sei salito e vedi che il metr\u00f2 invece di procedere verso la meta, se ne allontana. Se dovesse accadere, vuol dire che hai preso la linea giusta ma la direzione sbagliata. Niente panico. La cosa da fare \u00e8 scendere alla fermata successiva e riprendere la stessa linea nella direzione opposta e tutto si aggiusta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno arrivai a Saint-Lazare con la RER C di prima mattina. Il profumo di caff\u00e8 e di croassant che proveniva dai grandi saloni di accesso alla stazione si diffondeva nelle gallerie sotterranee. I musicisti, gli artisti di strada, homeless, rifugiati e mendicanti, che di solito affollano l\u2019underground, non si vedevano ancora. I negozi striavano il buio della metropolitana con le loro vetrine illuminate, mentre la sicurezza prendeva posizione agli ingressi degli store. E\u2019 il bonjour che la gare, ogni giorno, regala a turisti e parigini.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscito da Saint-Lazare i palazzi di <strong>Hausmann <\/strong>si mostrano esuberanti. Ti guardano dall\u2019alto, austeri, decisi a ricordarti la grandezza di <strong>Napoleone<\/strong>. A sinistra Printemps e poco pi\u00f9 in l\u00e0 Lafayette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, le <strong>Galeries Lafayette<\/strong>. Ci arrivi dentro&nbsp; persino col metr\u00f2 senza vedere il cielo. La prima volta che ci metti piede ti gira la testa e non sai dove andare. Settantamila metri quadri non \u00e8 da scherzare. La cosa da fare \u00e8 lasciarsi andare e seguire profumi, sensazioni ed emozioni. A piano terra la miriade di corner occupati da prestigiose maison de parfum ti accolgono e ti invitano a proseguire. Lafayette \u00e8 una favola, un libro aperto e sempre diverso, dove vivere un\u2019esperienza vibrante di shopping parigino. E\u2019 come per un bimbo entrare al parco giochi.<\/p>\n\n\n\n<p>A dicembre un grande albero di natale posto al centro dell\u2019immensa hall si arrampica lungo i sette piani, fino a raggiungere la grande terrazza panoramica con vista su Parigi. Non perderla. Di fronte l\u2019Opera, allungando la mano, sembra di toccarla.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019albero, ogni anno diverso, come il tema delle vetrine in movimento che scatenano la fantasia dei bimbetti. Le Galeries Lafayette sono una fermata obbligata. Una meta per jeune e madame. Un sogno che s&#8217;avvera, da raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Svolto a destra costeggiando la stazione lungo <strong>Rue de Rome<\/strong>, la strada delle liuterie fino ad incrociare il <strong>Boulevard des Batignolles<\/strong>. Ancora a destra verso <strong>Place de Clichy<\/strong> e da l\u00ec fino a <strong>Pigalle<\/strong>. Il <strong>Moulin rouge <\/strong>mi dice che sono arrivato ai piedi di <strong>Montmartre<\/strong>. Raggiungo <strong>Place Abbesses<\/strong> e proseguo lungo la sua via fino a <strong>rue Lepic.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La giornata \u00e8 soleggiata e il fresco del mattino rende sopportabile la camminata.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo al <strong>Cimeti\u00e8re du Nord<\/strong>, conosciuto come cimitero di Montmartre. Lo vedi dall\u2019alto al di &nbsp;sotto del livello stradale, nell&#8217;area delle antiche cave. Le stesse dove, durante la Rivoluzione francese vennero gettati i corpi delle vittime del furore giacobino. E, sempre in queste cave, si concluse la vita delle guardie svizzere intervenute in difesa della famiglia reale, massacrate alle Tuileries. In quelle cave vi giunsero anche le spoglie di parigini che non potevano pi\u00f9 essere sepolte nei cimiteri dentro le mura della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla strada scendo una scalinata e quasi nascosto tra i palazzi,&nbsp; raggiungo l\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel cimitero di Montmartre \u00e8 sepolto <strong>\u00c9mile Zola<\/strong>, E<strong>dgar Degas<\/strong> ma anche <strong>Dalida<\/strong>, al secolo, <strong>Iolanda Cristina Gigliotti<\/strong>, il motivo della mia visita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi volesse cogliere aspetti particolari della citt\u00e0 di Parigi visitare un cimitero \u00e8 curioso e interessante. Certo<strong> P\u00e8re lachaise<\/strong> dall\u2019altra parte della citt\u00e0 verso <strong>Bastille <\/strong>\u00e8 tutto un\u2019altra storia. Assomiglia pi\u00f9 ad un grande parco con viali alberati, anche se, appena entrati, si coglie subito il discreto via vai di chi rende omaggio ai propri cari.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro, e mentre percorrevo i vialetti stretti che si insinuano tra le sepolture, guardando distrattamente da una parte e dall\u2019altra, incuriosito e voglioso di conoscere, avverto di essere osservato. Mi fermo, guardo intorno e non vedo nessuno. Torno sui miei passi e ripercorro lo stesso tratto. Ancora. Sento che qualcuno mi osserva, ma non vedo nessuno. Avvio la telecamera e riprovo a ripercorrere lentamente quel tratto puntando l\u2019obiettivo a destra e a sinistra, cercando di cogliere qualsiasi stranezza. Sulla destra noto il busto in marmo di un personaggio posto davanti alla sepoltura e, mentre cammino lungo il vialetto, noto che il suo sguardo segue il mio percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicino. E\u2019 la tomba di <strong>Guy Pitchal <\/strong>morto nel 1989. La scultura lo ritrae con il volto scolpito in negativo (tale circostanza produce un\u2019illusione ottica quando l\u2019osservatore \u00e8 in movimento), mentre tiene in mano una pipa e abbozza un sorriso sornione, quasi divertito della sorpresa prodotta nel passante che ignaro non si aspetta di essere osservato. O forse chiss\u00e0, sorride, solo per esorcizzare la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguo, a pochi metri da Pitchal, a sinistra incontro Dalida.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua tomba \u00e8 adornata di fiori freschi. Una statua ad altezza naturale la ritrae&nbsp; mentre attraversa una rappresentazione del <strong>Grande Arche de la Fraternit\u00e9<\/strong>, quello che si trova alla <strong>D\u00e9fense<\/strong>, lungo l\u2019asse storico culturale parigino. Alle sue spalle un sole nascente&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scoprii, in seguito ad alcuni approfondimenti, che Pitchal era lo psicoanalista di Dalida. Egli l\u2019avrebbe scelto come medico dopo averlo sentito parlare in una trasmissione televisiva ed averne condiviso alcune affermazioni \u201cla psicoanalisi \u00e8 l&#8217;archeologia dell\u2019anima\u201d e la convincevano i suoi ragionamenti circa il rapporto esistente tra anima e religione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalida and\u00f2 a trovarlo in un periodo particolarmente tragico della sua vita. <strong>Jacqueline<\/strong>, moglie di Pitchal, racconta che dopo alcune consultazioni, Dalida trov\u00f2 nei Pitchal &#8220;una famiglia sostitutiva&#8221;. Un legame fraterno legava la cantante e attrice italo-francese al suo medico. Ma questo, non le bast\u00f2 a tenere lontano i demoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Due anni dopo la morte di Dalida,, Pitchal la raggiunse e chiss\u00e0, forse continuano ancora oggi a dialogare in un\u2019altra dimensione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--1024x577.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6614\" srcset=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--300x169.jpg 300w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--768x433.jpg 768w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--1536x866.jpg 1536w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/DSC07965-Dalida--2048x1154.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Parigi, fu cos\u00ec che incontrai Dalida - Guy Pitchal, Cimitero di Montmartre\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zOQYc_EaAR0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che arrivi a Saint-Lazare col metr\u00f2, provi una sensazione di smarrimento. 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