{"id":599,"date":"2012-10-13T10:15:34","date_gmt":"2012-10-13T08:15:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=599"},"modified":"2025-02-18T16:36:28","modified_gmt":"2025-02-18T15:36:28","slug":"modugno-it-good-bye","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/modugno-it-good-bye\/","title":{"rendered":"Modugno.it, good bye"},"content":{"rendered":"<p>Nel settembre 2002 nasceva <strong>Modugno.it<\/strong>. Il suo esordio ufficiale avvenne qualche mese dopo, esattamente il 23 gennaio 2003, in una conferenza pubblica tenutasi in una delle sedi pi\u00f9 rappresentative della cittadina modugnese: il Palazzo del Sedile.<br \/>\nIl portale viene presentato e fatto conoscere alla cittadinanza che da subito mostr\u00f2 interesse per la sua struttura interattiva, al punto tale che, due mesi dopo, nel marzo 2003, venne registrato come testata giornalistica telematica presso il Tribunale di Bari.<br \/>\nPer la prima volta nella sua storia, Modugno aveva un giornale, e per di pi\u00f9, innovativo. La citt\u00e0 entrava cos\u00ec a pieno titolo nella modernit\u00e0. Persino il settimanale nazionale l&#8217;Espresso percep\u00ec l&#8217;elemento innovativo del \u201cblog\u201d adottato da Modugno.it, lo riconobbe, e lo defin\u00ec \u201cfenomeno nel sud\u201d.<br \/>\nLa ragioni che mi spinsero a realizzare il progetto erano quelle di riuscire a bilanciare il rapporto di forza esistente tra coloro che detenevano la comunicazione, o semplicemente la capacit\u00e0 comunicativa, quindi un potere, e i cittadini, privi di strumenti appropriati per far sentire la propria voce.<br \/>\nAccadeva spesso che il cittadino, ed in linea di principio tutti i cittadini, qualsiasi fosse il ruolo che rivestivano nella comunit\u00e0, dagli artisti agli artigiani, dagli studenti ai commercianti, dagli imprenditori agli stessi politici (soprattutto quelli di minoranza), per poter far sentire la propria voce, mostrare il proprio ingegno, diffondere i propri progetti, dovevano passare necessariamente attraverso strutture organizzate sul territorio, come associazioni, circoli culturali, riviste, partiti. E non di rado accadeva &#8211; e a me \u00e8 capitato &#8211; che il \u201cpadrone\u201d di turno, per ragioni sconosciute decideva se pubblicare o meno una riflessione o un pensiero. Insomma la condizione esistente dell\u2019informazione e della sua diffusione sul territorio consentiva da un lato ai nuovi <strong>Catone<\/strong>&nbsp;di esercitare forme di censure, e dall\u2019altro, ai nuovi <strong>Cesare<\/strong>&nbsp;di volgere il pollice verso; non comprendendo che il mondo stava cambiando. Il particolare il mondo della comunicazione, e quindi dell\u2019informazione, stava prendendo nuove strade percorrendo nuovi canali di diffusione, e gli scambi di pensiero e di cultura, ma anche di economia e di politica spingevano e acceleravano sempre pi\u00f9 questa tendenza.<br \/>\nDa questo punto di vista Modugno.it ha rotto gli argini e semplificato il rapporto arcaico e vetusto in termini di relazioni sociali, tra coloro che intendevano comunicare e diffondere un pensiero e coloro che invece esercitavano forme di controllo sul pensiero, individuale e collettivo.<br \/>\nModugno.it consentiva al cittadino di esprimere e comunicare un&#8217;opinione libera e critica, a volte anche dura e serrata verso il potere costituito. Lo faceva direttamente, senza filtri e senza negoziazione alcuna.<br \/>\nQuesto fu possibile perch\u00e8 Modugno.it intu\u00ec e colse da subito l&#8217;opportunit\u00e0 offerta dalle nuove tecnologie della comunicazione e le offr\u00ec alla citt\u00e0. Le mise al suo servizio attraverso un sistema innovativo di interattivit\u00e0, di dialogo, di partecipazione immediata, di scambio continuo di idee e progetti. La condivisione, intesa come modello organizzativo sociale, diventava un vero e proprio modo di essere, un ambiente nel quale ad essere premiato \u00e8 sempre colui che possiede i contenuti pi\u00f9 interessanti da comunicare e che li trasmette col linguaggio pi\u00f9 semplice e diretto.<br \/>\nL&#8217;idea ambiziosa del progetto Modugno.it era di superare i limiti della carta stampata perch\u00e8 la tecnica lo consentiva. Il suo spazio fisico, praticamente illimitato (pubblicare 50 oppure 50 mila parole era indifferente), consentiva approfondimenti, rimandi, collegamenti ipermediali, descrizioni minuziose, senza doversi preoccupare in alcun modo di eventuali limiti imposti dall\u2019impaginazione dei giornali tradizionali. Inoltre, la presenza di un database, a differenza della carta stampata, consentiva la storicizzazione delle pubblicazioni e la ricerca delle informazioni in tempo reale, attraverso un potente e stabile motore di ricerca interno. Tutto ci\u00f2 che veniva pubblicato era sempre e ovunque disponibile.<br \/>\nL&#8217;informazione, superava cos\u00ec la connotazione elitaria riservata a pochi (i soci, gli abbonati) per assumere un aspetto pi\u00f9 democratico e popolare, in cui, a prescindere dalle relazioni socio-politiche, chiunque fosse nelle condizioni di connettersi alla rete poteva accedere direttamente all&#8217;informazione, sostanziando quel diritto costituzionale ad informarsi ed essere informati.<\/p>\n<p>Modugno.it \u00e8 stata anche la storia di un incontro con la citt\u00e0, scritta da tutti coloro che per ragioni diverse alimentavano uno spazio pubblico accessibile da tutti. Era il tentativo di costruire una comunit\u00e0 di scambio di pensieri, di proposte, ma anche un luogo dove discutere e cercare consenso su ipotesi e progetti, per scongiurare il pericolo di svegliarci la mattina e ritrovarci con una centrale in pi\u00f9 o un nuovo tracciato ferroviario, senza che fossero stati discussi, richiesti o voluti.<\/p>\n<p>Il portale ha sempre guardato con attenzione ai giovani, e osservato i loro fermenti, le loro molteplici originalit\u00e0, i loro tentativi di emergere e farsi conoscere tra mille difficolt\u00e0, ma anche e soprattutto i loro orizzonti lontani, le loro genialit\u00e0, le loro potenzialit\u00e0, il verde della loro linfa negata, molto spesso trascurati da adulti distratti, presi da cose avulse dalla vita. Quegli stessi adulti testardi, fermi e bigotti che arroccati su posizioni di privilegio non si rendevano conto ciecamente che un&#8217;intera generazione stava saltando perch\u00e8 estromessa dalla politica e dalla responsabilit\u00e0 nel dirigere lo sviluppo di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Modugno.it sin dal suo esordio, \u00e8 stato un servizio volontario prestato alla citt\u00e0, libero e plurale, autofinanziato, privo di sponsorizzazioni, esente da ogni forma di condizionamento o dipendenza economica e politica. Da questo punto di vista l&#8217;esperimento potrebbe definirsi riuscito.<br \/>\nSi \u00e8 reso disponibile a tutti senza distinzione di sorta, uno strumento che ha consentito di allargare spazi di democrazia, di confronto e di sana dialettica, anche se, da questo punto di vista c\u2019\u00e8 che da registrane un fallimento, segnando cos\u00ec l\u2019enorme distanza che separa l\u2019idea originaria dai risultati ottenuti.<br \/>\nUn fallimento ancora da studiare e analizzare fino in fondo per capirne gli errori.<\/p>\n<p>Continuare? Perch\u00e8? E per chi?<\/p>\n<p>Modugno.it non \u00e8 un destino da subire, ma una scelta da fare.<br \/>\nProbabilmente ad oggi questo spazio libero di comunicazione ha esaurito il suo compito, e come per tutte le cose che nascono devono finire.<br \/>\nForse a qualcuno \u00e8 sembrato banale, com&#8217;\u00e8 banale il volo degli aerei, l\u2019uomo nello spazio oppure che la ricerca scientifica si accinge a sconfiggere il male del secolo.<br \/>\nTutto sembra essere normale, quando conosciuto.<br \/>\nNon \u00e8 cos\u00ec. Non \u00e8 banale il volo di un aereo, non \u00e8 banale l\u2019impegno dell\u2019uomo proteso verso le sue aspirazioni universali di libert\u00e0 e di felicit\u00e0, non \u00e8 banale la ricerca, l\u2019ingegno, \u201cattraverso il quale l\u2019uomo s\u2019india\u201d (Fedone di Platone), cos\u00ec come non \u00e8 banale il sacrificio delle donne e delle madri, sempre presenti al dolore e pronte al sacrificio.<br \/>\nPer questo il progetto Modugno.it non \u00e8 stato banale. In esso invece, c\u2019\u00e8 stato l&#8217;impegno, il sacrificio, la professionalit\u00e0, l\u2019investimento, il sonno perduto, ma soprattutto, la spinta motivazionale di chi ha creduto e voluto tentare nuove forme di partecipazione e di compensazione del potere, allargando gli orizzonti democratici di un \u201cpaese\u201d alla ricerca spasmodica di una modernit\u00e0 tutta ancora da (ri)scoprire e chiss\u00e0, forse anche da (ri)pensare. Un \u201cpaese\u201d povero nei suoi sub-strati pi\u00f9 intimi, ancor di pi\u00f9, misero nell&#8217;arte come nella cultura, nelle relazioni come nella politica che sfocia in un modo di governare una comunit\u00e0, arcaico e pastorale. Un \u201cpaese\u201d che poteva e pu\u00f2 fare di pi\u00f9 ma che stenta ad emanciparsi, ad abbattere il campanile e aprirsi agli \u201cstranieri\u201d.<\/p>\n<p>Non servono salvatori della patria n\u00e8 atteggiamenti letargici che trascendono la colpa nel destino.<br \/>\nAccanto al determinismo meccanicistico del giorno e della notte, dell\u2019alternarsi delle stagioni, esiste l\u2019indeterminismo delle nuvole che ci impone un agire personale e responsabile, creativo e ardimentoso per essere artefici del nostro destino.<br \/>\nNon siamo come le termiti soldato, programmate al sacrificio per difendere il termitaio, siamo tutti degli <strong>Ettore<\/strong>, il migliore guerriero di Troia, liberi e responsabili. Ed \u00e8 proprio in questa libert\u00e0 che possiamo decidere se affrontare o meno <strong>Achille<\/strong>, il prode guerriero degli Achei.<br \/>\n<strong>Homo faber fortunae suae<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel settembre 2002 nasceva Modugno.it. Il suo esordio ufficiale avvenne qualche mese dopo, esattamente il 23 gennaio 2003, in una conferenza pubblica tenutasi in una delle sedi pi\u00f9 rappresentative della cittadina modugnese: il Palazzo del Sedile. 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