{"id":403,"date":"2003-01-01T19:16:46","date_gmt":"2003-01-01T18:16:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=403"},"modified":"2022-12-22T18:55:17","modified_gmt":"2022-12-22T17:55:17","slug":"la-citta-giardino-che-vogliamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/la-citta-giardino-che-vogliamo\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 giardino che vogliamo"},"content":{"rendered":"<p>Riconosco il notevole contributo che l\u2019uso dell\u2019auto ha dato e d\u00e0 alla vita economica e sociale di una comunit\u00e0, ma non possiamo negare che il suo impatto sull\u2019ambiente ha determinato conseguenze gravi dal punto di vista ecologico, sociale e urbanistico nelle citt\u00e0, soprattutto dal punto di vista della mobilit\u00e0.<br \/>\nIl problema del traffico e pi\u00f9 in generale della mobilit\u00e0, rappresenta una delle conseguenze di quanto appena detto, n\u00e8 pu\u00f2 essere risolto semplicisticamente con misure che tendono a privilegiare in modo diversificato l\u2019uso dell\u2019auto, a scapito di coloro che la citt\u00e0 l\u2019hanno fondata: i cittadini. Perseguendo questa via finiremmo col fare come l\u2019ubriaco descritto da Watzlawick, che cerca la chiave sotto il lampione illuminato, lontano dal luogo dove l\u2019ha perduta, solo perch\u00e9 li c\u2019\u00e8 luce.<!--more-->Ritengo che una strada percorribile possa essere ricercata solo attraverso un pacchetto di misure che guardano in modo diverso lo sviluppo urbanistoco delle citt\u00e0, analizzando anche le relazioni urbanistico-sociale cercando di coniugare il ruolo di automobilista con quello di cittadino.<br \/>\nIn passato il problema del traffico veniva affrontato ampliando le carreggiate troppo anguste e i marciapiedi esageratamente larghi.<br \/>\nL\u2019esperienza quotidiana mi fa constatare, purtroppo, che lo sviluppo urbanistico a Modugno, ma anche in molte altre citt\u00e0, \u00e8 stato organico quasi unicamente alla stessa diffusione dell\u2019auto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.<br \/>\nVia Paradiso, Viale della Repubblica, Via Cornole di Ruccia, e molte altre vie che attraversano i nuovi insediamenti residenziali, anche in prossimit\u00e0 del \u201cdirezionale\u201d, luogo in cui si \u00e8 inteso sviluppare la citt\u00e0, non hanno marciapiedi, o laddove presenti sono larghi 70-75 cm. La ragione di questa dimensione ridicola, trova fondamento negli strumenti urbanistici e nelle loro norme tecniche di attuazione vigenti.<br \/>\nSi consideri inoltre che, lungo i marciapiedi sono installati pali di segnaletica stradale, elettrici, pubblicitari, cabine di servizi di pubblica utilit\u00e0 che costringono il pedone a comminare per lunghi tratti per strada, limitando di fatto le libert\u00e0 fisiche degli individui.<br \/>\nCamminare a piedi a Modugno \u00e8 un&#8217; impresa ardua. Provate ad osservare come si muovono le famiglie, i gruppi di persone, le coppie lungi i marciapiedi risicati. E se piove? Si salvi chi pu\u00f2!<\/p>\n<p>Questo tipo di citt\u00e0 urbanisticamente e socialmente poco includente risulta difficilmente fruibile alla maggiornanza dei cittadini, soprattutto a coloro strutturalmente o congiunturalmente deboli e quindi maggiormente bisognosi di attenzione.<br \/>\nMi riferisco ovviamente alle vittime temporanee di incidenti, obesi, gestanti, bambini, anziani, e coloro che hanno necessit\u00e0 di ausili per la loro deambulazione.<br \/>\nPer questi ultimi, lo spazio medio di cui hanno bisogno \u00e8 di circa 90 cm se l\u2019ausilio \u00e8 rappresentato da stampelle, di 160 cm se rappresentato da carrozzina &nbsp;privi di accompagnamento e dei relativi spazi di manovra.<br \/>\nAlla luce di quanto detto e allo stato attuale delle cose, si deve avere il coraggio, cos\u00ec come qualcuno ha gi\u00e0 cominciato a fare, di invertire la tendenza, rovesciare un punto di vista di retroguardia culturale, non solo costruendo parcheggi, spostando mercati, allargando marciapiedi, ma soprattutto intervenendo attraverso politiche urbanistiche che pongano il cittadino al centro dell\u2019attenzione di coloro che hanno responsabilit\u00e0 e potere politico-istituzionale &nbsp;decisionale.<br \/>\nIn questo senso parlare di interventi che scoraggino l\u2019uso dell\u2019auto, dell\u2019istituzione di isole pedonali, della restituzione di piazze alla fruibilit\u00e0 della gente, della chiusura al traffico di parte del centro urbano, dell\u2019allargamento di marciapiedi, del riordino della concessione di spazi pubblici a privati, di un piano della mobilit\u00e0, solo per fare degli esempi, risulta essere a mio avviso una via necessaria e ormai non pi\u00f9 procrastinabile nell\u2019interesse di tutti, anche di coloro che verranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riconosco il notevole contributo che l\u2019uso dell\u2019auto ha dato e d\u00e0 alla vita economica e sociale di una comunit\u00e0, ma non possiamo negare che il suo impatto sull\u2019ambiente ha determinato conseguenze gravi dal punto di vista ecologico, sociale e urbanistico nelle citt\u00e0, soprattutto dal punto di vista della mobilit\u00e0. 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