{"id":3479,"date":"2021-07-27T15:33:26","date_gmt":"2021-07-27T13:33:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=3479"},"modified":"2021-07-27T16:08:40","modified_gmt":"2021-07-27T14:08:40","slug":"papa-francesco-allonu-la-fame-e-un-crimine-che-viola-i-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/papa-francesco-allonu-la-fame-e-un-crimine-che-viola-i-diritti-umani\/","title":{"rendered":"Papa Francesco all&#8217;ONU, la fame nel mondo \u00e8 un crimine che viola i diritti umani!"},"content":{"rendered":"\n<p>Papa <strong>Francesco<\/strong> nel Pre-Summit organizzato dalle Nazioni Unite a Roma fa sentire la sua voce vibrante:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&#8220;Produciamo cibo a sufficienza per tutti, ma molti rimangono senza il pane quotidiano. Questo &#8216;costituisce un vero scandalo&#8217;, un crimine che viola i diritti umani fondamentali<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora, viene da chiedersi, se abbiamo cibo per tutti, come mai esiste la fame nel mondo?<\/p>\n\n\n\n<p>In Why poverty?\u201d pubblicato nel 2012, riflettevo sulle considerazioni generali del 46\u00b0 Rapporto del Censis riguardo la situazione sociale del Bel Paese, del senso diffuso di smarrimento e di paura delle famiglie di non farcela, ma anche delle loro inquietudini e del timore di scivolare in uno stato di povert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso se il tema della fame e della povert\u00e0 sia entrato in modo dirompente nell\u2019agenda politica mondiale e quindi anche dell\u2019Unione Europea nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di coordinamento comunitario delle politiche economiche e occupazionali, stante la prolungata crisi economica prima e la pandemia da covid-19 poi, che ha impoverito milioni di famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>A occidente, ci interroghiamo sempre pi\u00f9 spesso sul tema della povert\u00e0 e fame del mondo. Non dimentichiamoci per\u00f2, che con la povert\u00e0 e la fame c\u2019\u00e8 chi ci ha sempre vissuto. Basti pensare ai paesi dell\u2019Africa subsahariana e dell\u2019Asia meridionale, dove il fenomeno \u00e8 cos\u00ec diffuso, rilevante e strutturato nella societ\u00e0, da spingere gli individui ad un vero e proprio esodo di massa dai luoghi d\u2019origine verso l\u2019occidente. Molto spesso affrontando viaggi rischiosi che mettono a repentaglio la vita di chi azzarda la fuga pur di fuggire dalla povert\u00e0 e dalla fame, ma anche dalle persecuzioni e dalle guerre, in cerca di cibo, sicurezza e libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli indicatori attraverso i quali viene analizzato il rischio povert\u00e0 ed esclusione sociale sono l\u2019assenza di un reddito o comunque un reddito netto inferiore al 60% di quello mediano nazionale, la bassa intensit\u00e0 di lavoro e la grave deprivazione materiale allorquando una famiglia presenta sintomi di deprivazione come l\u2019assenza di telefono, tv a colori, lavatrice, automobile, o magari non riesce a consumare un pasto a base di carne o pesce ogni due giorni, svolgere una vacanza di almeno una settimana o pagare regolarmente rate di mutui o affitto.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso tutti gli indicatori convergono verso un unico fattore e cio\u00e8 l\u2019assenza o l\u2019insufficienza di un reddito.<\/p>\n\n\n\n<p>E dal momento che esiste un legame diretto tra reddito, lavoro e cibo, in Europa, le politiche di contrasto alla povert\u00e0 sono sostanzialmente politiche economiche ed occupazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul tema, un punto di vista estremamente affascinante, che invito ad esplorare, \u00e8 quello di <strong>Amartya Sen<\/strong>, Nobel per l&#8217;Economia, che tra l\u2019altro firm\u00f2 (14 maggio 2015), la &#8220;Carta di Milano&#8221;, il documento di impegno collettivo sul diritto al cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nucleo principale del suo pensiero, espresso ripetutamente ed insistentemente in tutti i suoi lavori \u00e8 stato spesso ripreso da autorevoli economisti, politologi e sociologi di fama mondiale. Uno di questi \u00e8 stato <strong>Ralf Dahrendorf. L<\/strong>o cito per la sua lungimiranza nella sociologia e nella scienza politica contemporanea, ma anche perch\u00e8 assieme a Sen, hanno formato il mio pensiero dal punto di vista politico, sociale e d economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto spesso leggendo articoli ed interventi di natura politica e socio-economica, capita spesso di incrociare \u201cragionieri&#8221; della politica che corrono dietro i numeri e alla \u201cpareto ottimalit\u00e0\u201d (Vilfredo Pareto docet). Sen, al contrario, riconduce invece il tema della fame, delle carestie e della povert\u00e0 ad una questione di diritti e democrazia. In buona sostanza sposta l\u2019attenzione dalla produzione di cibo ai diritti di accesso al cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>La teoria di Sen nasce dal suo desiderio di sconfiggere la fame nel mondo, a partire dal suo paese di origine, l\u2019India, e lo fa con studi empirici sulle serie storiche di carestie in Bangladesh. Analizzando i dati egli osserv\u00f2 che anche nei momenti in cui vi era enorme disponibilit\u00e0 di cibo si verificavano comunque carestie. Ed \u00e8 quello che accade nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui la sua convinzione che si pu\u00f2 morire di fame anche in mezzo all&#8217;abbondanza. Questo perch\u00e8, dice Sen, la deprivazione di cibo non dipende dalla diminuzione della disponibilit\u00e0 di alimenti, bens\u00ec dall&#8217;assenza di diritti di accesso agli alimenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue conferenze internazionali sul tema Sen parla spesso di \u201cshering\u201d, citando l\u2019esperienza dell\u2019Inghilterra della prima met\u00e0 del \u2018900 durante le due guerre mondiali, sostenendo che attraverso politiche economiche di condivisione e controllo sui prezzi si era riusciti, pur in presenza di scarsa disponibilit\u00e0 di cibo, ad evitare che parte della popolazione ne rimanesse totalmente esclusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dalle considerazioni di Sen, Dahrendorf introduce il concetto di <em>entitlements set<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza dice Dahrendorf, ogni individuo per il fatto stesso di appartenere ad una comunit\u00e0 deve avere un set di diritti all&#8217;interno dei quali, oltre ai diritti politici, giuridici e sociali, deve esserci il diritto di accesso al cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste semplici considerazioni possono essere da parte di tutti noi oggetto di riflessione, senza avere la pretesa di una soluzione capace di fornire una risposta completa ed esaustiva alla fame e alla povert\u00e0, che si annida in ogni sud del mondo. Un esercizio per\u00f2, necessario per tenere alto il livello di attenzione dell\u2019opinione pubblica sul tema e fornire alla politica una base teorica da cui far discendere azioni pragmatiche. di intervento.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure tale diritto \u00e8 sancito nella Dichiarazione Universale Diritti dell&#8217;Uomo in cui all\u2019articolo 25 si legge \u201c<strong>Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all\u2019alimentazione<\/strong>, &#8230;.) .<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento che l\u2019enunciazione di tale diritto nei fatti ha avuto pi\u00f9 una valenza programmatica che precettiva si avverte la necessit\u00e0 che la politica crei le condizioni affinch\u00e8 tale diritto sia effettivamente esercitato da tutti per evitare il paradosso di morire di fame in mezzo all\u2019abbondanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Una prima condizione quindi \u00e8 che ci sia un sistema politico democratico che possa garantire entitlement set a tutti. Una rete di sostegno o se vogliamo un pavimento sociale comune al di sotto del quale nessun cittadino deve poter cadere senza che ci sia un welfare capace di sostenerlo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda condizione \u00e8 che ci sia disponibilit\u00e0 di cibo e che tutti ne abbiano diritto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La terza \u00e8 che gli individui siano dotati di un reddito sufficiente per accedervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, che l\u2019individuo sia nelle condizioni fisiche di accedere dove il cibo (e l&#8217;acqua) \u00e8 allocato. Se cos\u00ec non fosse bisognerebbe fare in modo che ci\u00f2 accada.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta che una sola di queste condizioni non venga soddisfatta per impedire all\u2019individuo di esercitare il suo diritto universale di accesso al cibo compromettendo la sua stessa sopravvivenza. E dal momento che una delle condizioni di adesione al contratto sociale tra l\u2019individuo e lo Stato, secondo una concezione contrattualistica \u00e8 che, a fronte di una cessione di una parte della propria sovranit\u00e0 verso un Uomo o Assemblea, il leviatano, cio\u00e8 lo Stato, l\u2019individuo riceve in cambio pace e sicurezza, verrebbe meno il patto sottoscritto.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora viene da chiedersi, perch\u00e8 devo osservare le regole di una societ\u00e0 che mi tiene fuori e mi impedisce di accedere a un diritto umano fondamentale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco nel Pre-Summit organizzato dalle Nazioni Unite a Roma fa sentire la sua voce vibrante:&nbsp; &#8220;Produciamo cibo a sufficienza per tutti, ma molti rimangono senza il pane quotidiano. Questo &#8216;costituisce un vero scandalo&#8217;, un crimine che viola i diritti umani fondamentali&#8220;. 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