{"id":329,"date":"2005-01-17T15:18:16","date_gmt":"2005-01-17T14:18:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=329"},"modified":"2012-09-25T19:28:33","modified_gmt":"2012-09-25T17:28:33","slug":"leconomia-rallenta-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/leconomia-rallenta-che-fare\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia rallenta, che fare?"},"content":{"rendered":"<p>A conclusione di un periodo intenso per la politica locale modugnese, come \u00e9 stato il 2004, una riflessione pacata, al di l\u00e0 dei formalismi e della tradizione, pu\u00f2 rappresentare un&#8217;occasione per ripensare insieme, il senso del nostro vivere comune, definire meglio un modello di sviluppo economico-sociale per la nostra comunit\u00e0 e ricercare, attraverso una \u201d<strong>politica dell\u2019ascolto<\/strong>\u201d, le strategie per conseguirlo.<!--more--><\/p>\n<p>Le luci delle luminarie si sono spente e la gente \u00e8 tornata a misurarsi con le domande di ogni giorno, quelle che necessitano, a volte, di risposte inderogabili \u201c<em>oggi<\/em>\u201d, perch\u00e9 \u201c<em>domani<\/em>\u201d sarebbero inadeguate se non addirittura tardive. Ogni famiglia, ogni mese, \u00e8 alle prese con i conti che non tornano, i figli che non riescono a metter su famiglia a loro volta, a realizzarsi, a rendersi autonomi, perch\u00e9 il lavoro manca. Scostanti verso gli adulti, disillusi, questi ultimi lamentano di trovarsi calati in un mondo che non li pensa, senza chance, opportunit\u00e0. Il rischio di un salto generazionale \u00e8 sempre in agguato. La forbice sociale si allarga sempre di pi\u00f9, i poveri diventano sempre pi\u00f9 poveri e i ricchi sempre pi\u00f9 ricchi. Non di rado assistiamo a gente che rimane col naso schiacciato davanti alle vetrine perch\u00e9 la merce appare quasi irraggiungibile, le priorit\u00e0 sono altre e allora si tira avanti alzando le spalle, rimandando l\u2019acquisto a momenti migliori. Ma anche il sistema delle imprese, sotto la spinta della globalizzazione, perde sempre pi\u00f9 fette di mercato a vantaggio di nuove economie come la Cina e l\u2019India, giusto per fare degli esempi. La competizione internazionale sta letteralmente disintegrando i cosidetti \u201c<em>poli produttivi<\/em>\u201d ritenuti fino a qualche anno fa inattaccabili come il \u201c<em>salotto<\/em>\u201d. \u201c<em>La perdita dei posti di lavoro &#8211; ha detto il Presidente della Provincia\u00a0<strong>Divella<\/strong>\u00a0in un incontro sul futuro industriale in Terra di Bari &#8211; sembra inarrestabile, 5000 nel manifatturiero, 1000 nel salotto, 2500 nel tessile-abbigliamento<\/em>\u201d.<br \/>\nIn tale contesto, interessante \u00e8 capire come l\u2019azione politica, alla luce di un sano pragmatismo, possa sconfiggere da un lato le ragioni di un\u2019ansia e di un\u2019incertezza diffusa soprattutto tra i giovani, dall\u2019altro avviare processi economici e sociali virtuosi capaci di mettere in moto uno sviluppo economico e sociale che possa coinvolgere le nostre imprese.<br \/>\nIl quadro complessivo del sistema paese, in generale, non \u00e8 buono, al sud difficile. Le ricerche di Ecosistema Urbano 2005, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualit\u00e0 ambientale delle citt\u00e0 italiane che da quest\u2019anno si avvale della preziosa collaborazione de Il Sole 24 Ore, attraverso i dati raccolti \u201c<em>alla fonte<\/em>\u201d delle amministrazioni comunali, con i suoi 26 indicatori (dalla raccolta differenziata al trasporto pubblico, dall\u2019abusivismo edilizio al verde, dallo smog all\u2019acqua potabile) elaborati insieme all\u2019Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Ecosistema Urbano, vedono il sud, ed in particolare, tre capoluoghi di provincia pugliesi in coda alle classifiche di vivibilit\u00e0 (fonte il sole24ore). Perch\u00e9?<br \/>\nSul fronte occupazionale, l&#8217;Istat rileva che la disoccupazione in Italia e&#8217; scesa nel terzo trimestre 2004 al 7,4% mentre al mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro scende e si attesta al 13,6%. Accanto a questi segnali positivi, assistiamo ad una sfiducia nel trovare un posto di lavoro che ha portato ad una riduzione del numero delle persone in cerca di occupazione. Il fenomeno ha interessato maggiormente, la componente femminile (-106.000 unita&#8217;, pari al -9,9 per cento) in confronto a quella maschile (-31.000 unita&#8217;, pari al -3,6 per cento). Nel contempo uno spettro aleggia sul mercato del lavoro e lo caratterizza: la precariet\u00e0 del posto di lavoro. Una condizione che non risparmia nessuno e che insinua il germe dell\u2019incertezza, dell\u2019instabilit\u00e0.<br \/>\nNel rapporto annuale 2004 del\u00a0<strong>Censis<\/strong>\u00a0(Centro Studi Investimenti Sociali), leggiamo che gli interventi e gli indirizzi di politica economica varati nel corso del 2004 hanno generato risultati poco brillanti. In generale l\u2019anno appena trascorso si \u00e8 caratterizzato soprattutto per un rallentamento dell&#8217;economia<br \/>\nLe spinte inflazionistiche degli ultimi due anni hanno ridotto la capacit\u00e0 di spesa di molte famiglie, inducendole a modificare stili di consumo indirizzandole verso le offerte speciali; il 70% acquista pi\u00f9 frequentemente prodotti a marca commerciale (cos\u00ec dette private labels) mentre il 60% utilizza i propri risparmi per affrontare nuove spese.<br \/>\nAnche se appare fuorviante dedurre dai dati raccolti un diffuso impoverimento delle famiglie \u201c<em>\u00e8 opportuno \u2013 dice il Censis &#8211; non sottovalutare il senso di disagio manifestato da un cospicuo numero di persone<\/em>\u201d.<br \/>\nLe nostre imprese hanno bisogno di recuperare competitivit\u00e0 ed efficienza e per far questo devono innovarsi ed investire. I problemi legati allo sviluppo economico, all\u2019inflazione, al mercato del lavoro sembrano refrattari alle vecchie teorie economiche. Si avverte la necessit\u00e0 di trovare nuove strategie.<br \/>\nIl dibattito sul ritardo della piccola impresa in termini di innovazione e di sviluppo tecnologico assume, toni allarmati, anche se sono riconoscibili, fattori positivi, non solo dell&#8217;Ict, (Information and Comunication Tecnology) ma anche, si legge nel rapporto annuale 2004, \u201c<em>del farmaceutico, del chimico e della meccanica, che mostrano un accentuato dinamismo che lascia ben sperare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>In tale contesto quale ruolo possono svolgere le amministrazioni locali?<\/strong><\/p>\n<p>Come l\u2019<strong>FMI<\/strong>\u00a0(Fondo Monetario Internazionale) indica ai governi, le linee guida di politica economica e monetaria da seguire per superare momenti di crisi, anche il Censis nella sua analisi macro-economica, per il sistema Italia, suggerisce alcune indicazioni. In uno scenario in cui produzione e consumi non riprendono slancio, \u201c<em>il territorio, il localismo, le geocomunit\u00e0 &#8211; sostiene il Censis &#8211; appaiono come punti saldi intorno ai quali ricominciare a ragionare di sviluppo<\/em>\u201d.<br \/>\nIl richiamo ai processi determinanti del localismo economico, alla forza della piccola e media impresa e alla proliferazione del lavoro individuale \u00e8 perentorio.<br \/>\nQuesto ci fa capire il ruolo fondamentale che le istituzioni locali hanno per rimettere in moto lo sviluppo.<br \/>\nLa stretta relazione individuata dal Censis tra sviluppo e territorio ci induce a riflettere e ad interrogarci sullo stato di salute della nostra amministrazione locale, sulle sue reali capacit\u00e0 di innescare circuiti virtuosi i cui effetti ricadano sul \u201c<strong>Sistema Modugno<\/strong>\u201d.<br \/>\nSe \u00e8 vero, come \u00e8 vero che l\u2019attuale crisi che il nostro sistema economico sta vivendo non \u00e8 congiunturale, significa che per poter agganciare la ripresa al prossimo ciclo economico positivo, il \u201c<em>Sistema Modugno<\/em>\u201d deve mettere in atto una serie di misure strutturali ed infrastrutturali capaci di attrarre investimenti, dare certezze alle imprese, sviluppare ed incentivare il lavoro autonomo ed artigianale, coinvolgere le classi sociali ed imprenditoriali del territorio nei processi decisionali, realizzare accordi geopolitici con altre comunit\u00e0, migliorare e valorizzare l\u2019immagine di Modugno sui mercati internazionali. Cos\u00ec facendo il \u201c<em>Sistema Modugno<\/em>\u201d si qualifica e si connota in seno alle relazioni economiche e sociali di riferimento esprimendo il suo \u201c<strong>essere modugnese<\/strong>\u201d.<br \/>\nI fattori classici della produzione (capitale e lavoro) non sono pi\u00f9 sufficienti a garantire la permanenze delle nostre imprese sui mercati, bisogna innovarsi. Le imprese devono imparare a percorrere nuove vie ed un nuovo approccio culturale per acquisire pi\u00f9 competitivit\u00e0 nei mercati internazionali agendo non solo sul costo del lavoro, ma anche riducendo i propri margini. Anche il sistema bancario deve riposizionarsi ed essere attore dello sviluppo. La sua azione sul mercato non pu\u00f2 ridursi unicamente a mero commercio finanziario (vendere soldi), ma deve altres\u00ec porsi come erogatore di servizi alle imprese, svolgere un\u2019azione di sostegno e, perch\u00e9 no, di partecipazione al rischio d\u2019impresa, entrando direttamente nei progetti e nelle commesse internazionali meritevoli di essere sostenute.<br \/>\nAnche l\u2019amministrazione comunale ha necessit\u00e0 e urgenza di essere (ri)pensata in un progetto di rinnovata democrazia nei rapporti con cittadini ed imprese, per andare al di l\u00e0 del semplice rilascio di un certificato o mero atto autorizzativo. In questo ambito, l\u2019innovazione tecnologica risulta essere una delle vie percorribili capaci di realizzare la tanto agognata rivoluzione della \u201c<em>cittadinanza digitale<\/em>\u201d e introdurre nelle pubbliche amministrazioni veri concetti di efficienza ed efficacia dei servizi erogati.<br \/>\nMa ahim\u00e8, Modugno \u00e8 ferma agli anni \u201980. Anche l\u2019attuale amministrazione<strong>Rana<\/strong>\u00a0non ha mosso un dito in questa direzione. Non ha avuto la forza o la capacit\u00e0 di innovarsi e governare il cambiamento in atto nel \u201c<em>Sistema Italia<\/em>\u201d.<br \/>\nAbbiamo una organizzazione del lavoro, all\u2019interno della pubblica amministrazione locale vecchia e stantia, un modello burocratico tayloristico abbondantemente superato, personale demotivato, decentramento degli uffici comunali privi di piani di armonizzazione e razionalizzazione dei flussi informativi, orario di accesso agli uffici fuori dal tempo.<br \/>\nUn appello alla citt\u00e0 a rimboccarsi le maniche e non lasciare che anche lo sviluppo economico della nostra comunit\u00e0 sia relegato e chiuso nelle stanze del \u201d<em>palazzo<\/em>\u201d.<br \/>\nLavoriamo per creare, \u2013 come dice\u00a0<strong>Divella<\/strong>\u00a0\u2013 un\u2019armatura di sostegno alle imprese attraverso sinergie e raccordi istituzionali tra banche, associazioni di categoria, camere di commercio, Universit\u00e0, Fiera del Levante.<br \/>\nMa soprattutto introduciamo il concetto di una \u201c<em>Politica dell\u2019ascolto<\/em>\u201d attraverso l\u2019istituzionalizzazione di una conferenza permanente sull\u2019economia e lo sviluppo (sostenibile) nella citt\u00e0 di Modugno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A conclusione di un periodo intenso per la politica locale modugnese, come \u00e9 stato il 2004, una riflessione pacata, al di l\u00e0 dei formalismi e della tradizione, pu\u00f2 rappresentare un&#8217;occasione per ripensare insieme, il senso del nostro vivere comune, definire meglio un modello di sviluppo economico-sociale per la nostra comunit\u00e0 e ricercare, attraverso una \u201dpolitica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[8,1],"tags":[45,46],"class_list":["post-329","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-politica","tag-innovazione-tecnologica","tag-occupazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=329"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":504,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/329\/revisions\/504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}