{"id":253,"date":"2006-04-07T19:35:07","date_gmt":"2006-04-07T17:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=253"},"modified":"2012-09-25T17:19:58","modified_gmt":"2012-09-25T15:19:58","slug":"il-9-e-10-aprile-un-voto-che-vale-doppio-bocciare-berlusconi-e-la-devolution","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/il-9-e-10-aprile-un-voto-che-vale-doppio-bocciare-berlusconi-e-la-devolution\/","title":{"rendered":"Il 9 e 10 aprile un voto che vale doppio: bocciare Berlusconi e la \u201cDevolution\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Riflettevo sulla nuova legge elettorale cercando di capirne le conseguenze, ammesso che ve ne siano, nel rapporto socio-politico della triade candidati, elettori e partiti.<br \/>\nA ben guardare, la scellerata legge elettorale approvata in Parlamento (dubito della sua legittimit\u00e0 costituzionale) con un blitz a pochi mesi dal voto, esercita un\u2019azione coercitiva sull\u2019elettore imponendogli una lista bloccata e preordinata. Abbiamo il diritto di sapere secondo quali criteri Tizio occupa nella lista la seconda posizione rispetto a Caio collocato in decima? E\u2019 legittimo pensare che i primi nella lista possono non essere i primi della classe?<!--more--><\/p>\n<p>Per non parlare del paradosso di questa legge, che a differenza del voto espresso in Italia, agli italiani all\u2019estero (che votano per la prima volta nella storia della nostra Repubblica) sar\u00e0 consentito indicare (scegliere) il nome del proprio candidato sulla scheda. E potremmo continuare.<br \/>\nDetto questo, risulta evidente come la legge elettorale in vigore, dalla quale gli stessi fautori hanno preso le distanze, \u00e8 da abolire o riscrivere quanto prima. Al di l\u00e0 degli effetti che avr\u00e0 nella composizione del Parlamento all\u2019indomani del 10 aprile, gi\u00e0 oggi produce uno svuotamento ed un impoverimento del rapporto politico tra rappresentante e rappresentato.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che la campagna elettorale a cui assistiamo risulta assai fiacca. Le icone dei candidati, molto spesso sconosciuti e lontani, svettano con i loro grandi faccioni sorridenti appiccicati sui tabelloni elettorali quasi vuoti, ricordandoci che stiamo in campagna elettorale. Gi\u00e0, l\u2019avevamo quasi dimenticato. A Modugno poi, le elezioni politiche sembrano passare inosservate per la presenza delle amministrative di maggio, che di fatto hanno monopolizzato la scena politica locale. Un vero peccato. Ritengo, a questo riguardo, che il centrosinistra abbia commesso un errore strategico. Non ha saputo organizzare e cogliere questa opportunit\u00e0 per strutturare un percorso unificante, lungo un continuum di azioni che lo avrebbe reso ancor pi\u00f9 visibile e riconoscibile portandolo di fila alla vittoria il 29 maggio, posto l\u2019affermazione di\u00a0<strong>Prodi\u00a0<\/strong>il 10 aprile. Occasione mancata? Chiss\u00e0! Avremo modo di parlarne in seguito ed in modo approfondito.<br \/>\nTornando alla nostra analisi, possiamo affermare, senza timore di smentita, che il candidato, con questa legge, perde l\u2019interesse personale a spazzolarsi il territorio a caccia di voti, avendo contrattato e incassato a monte la sua posizione in classifica. Insomma, oggi viene a mancare quel coinvolgendo, quella complicit\u00e0 della base politica elettorale che si \u00e8 sempre rapportata in modo stretto, diretto e continuo con il candidato.<br \/>\nVenendo meno tutto ci\u00f2, si \u00e8 inevitabilmente incrinato il rapporto politico della rappresentanza, e i partiti, tranne qualche rara eccezione, invece di arginare questa frattura, hanno fatto silenzio. Anche l\u2019associazionismo locale, molto vivo ed in fermento negli ultimi tempi, si \u00e8 mostrato distratto e disinteressato, snobbando questa importante competizione elettorale.<br \/>\nAccade cos\u00ec che svuotati i partiti e le piazze, retaggio romantico, quasi folcloristico di un tempo che fu, lo studio televisivo assurge a terreno di lotta. La battaglia politica \u00e8 anche battaglia mediatica fatta da annunci roboanti e offese agli avversari, per radicalizzare lo scontro ed allontanare lo sguardo da quelli che sono i veri problemi del Paese.<br \/>\n\u201cFar\u00f2 una campagna di attacco alla sinistra\u201d, aveva tuonato\u00a0<strong>Berlusconi\u00a0<\/strong>a Milano all&#8217;assemblea nazionale della Giovane Italia di\u00a0<strong>Stefania Craxi<\/strong>.nel luglio 2005. E cos\u00ec \u00e8 stato.<br \/>\nLa durezza dello scontro politico, l\u2019attacco sistematico alle istituzioni (magistratura, confindustria, sindacati, giornali) rappresenta l\u2019epilogo di un sogno a cui abbiamo creduto inutilmente. Non possiamo permetterci di passare da un sogno ad un altro sogno ed il gioco a dividere \u00e8 durato anche troppo. L\u2019Italia al contrario ha bisogno di essere ricucita per recuperare quello spirito unitario e solidaristico fondato e sancito con la costituzione del 1948. In questo Berlusconi rappresenta un ostacolo, scomodo persino ai suoi alleati moderati.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione nel voto del 9 e 10 aprile.<br \/>\nA giugno gli italiani saranno chiamati ad esperirsi sul referendum per confermare la riforma costituzionale (Devolution) approvata in parlamento dal centrodestra, che incoraggia la deriva leghista di\u00a0<strong>Bossi<\/strong>.<br \/>\nUna riforma che spacca il Paese, altera gli equilibri costituzionali, spezza il vincolo di solidariet\u00e0 nazionale alla base di ogni convivenza civile e democratica.<br \/>\nSono queste le ragioni, che pur con sofferenza, mi inducono a votare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflettevo sulla nuova legge elettorale cercando di capirne le conseguenze, ammesso che ve ne siano, nel rapporto socio-politico della triade candidati, elettori e partiti. 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