{"id":2170,"date":"2017-10-02T18:45:53","date_gmt":"2017-10-02T16:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=2170"},"modified":"2017-10-02T18:45:53","modified_gmt":"2017-10-02T16:45:53","slug":"il-parlamento-dei-nominati-dufficio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/il-parlamento-dei-nominati-dufficio\/","title":{"rendered":"Il Parlamento dei nominati d\u2019ufficio!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Renzi, Berlusconi, Salvini<\/strong> e <strong>Alfano<\/strong>, hanno deciso. La legge elettorale si far\u00e0 e saranno le segreterie dei partiti a decidere chi entra in Parlamento. E\u2019 questo l\u2019epilogo che si intravede con l\u2019approvazione del \u201c<strong><em>rosatellum bis<\/em><\/strong>\u201d (dal nome del capogruppo Pd <strong>Ettore Rosato<\/strong>) la proposta di legge elettorale depositata in Commissione Affari costituzionali, che andr\u00e0 in Assemblea il prossimo 10 ottobre.<br \/>\nCon 382 seggi alla Camera (316 \u00e8 la soglia di maggioranza) e 179 al Senato (161 soglia maggioranza) il PD, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare, si apprestano ad approvare la legge che ci porter\u00e0 alle elezioni politiche che si terranno la prossima primavera.<br \/>\nContrari, Movimento 5 Stelle, Fratelli d\u2019Italia e Articolo 1 &#8211; Movimento Democratico e Progressista.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e8 abbiamo bisogno di una nuova legge elettorale? Non ne avevamo gi\u00e0 una approvata recentemente in Parlamento?<\/p>\n<p>Per capire come stanno le cose dobbiamo fare un passo indietro.<br \/>\nIl Partito Democratico fece approvare in Parlamento la legge elettorale n. 52\/2015 (c.d.\u201c<em>Italicum<\/em>\u201d), venduta come la \u201c<em>pi\u00f9 bella del mondo<\/em>\u201d, le cui norme per\u00f2, erano applicabili solo se veniva approvato anche il referendum di riforma costituzionale.<br \/>\nCome si dice dalle nostre parti, \u201c<em>Cianne non era nate e la mamme u sc\u00e8ve nzeranne<\/em>\u201d.<br \/>\nDetto in parole semplici Renzi, fece approvare una legge elettorale basata su qualcosa che sarebbe dovuto accadere. Poggiata cio\u00e8 sull&#8217;inconsistenza.<br \/>\nQuella legge, che dicevano \u201c<em>tutti i paesi ci invidiano<\/em>\u201d, venne censurata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 35 del 2017.\u00a0Fatto sta che il mese successivo alla sua entrata in vigore, e cio\u00e8 nel luglio 2016, senza essere stata mai applicata una sola volta, i suoi sostenitori, a cominciare dall\u2019emerito Presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>, ne invocavano la modifica. Eppure su quella legge il Governo Renzi aveva posto la fiducia \u201c<em>obbligando<\/em>\u201d il Parlamento a votarla.<br \/>\nL\u2019atteggiamento autoritario del segretario dem, determin\u00f2 una ferita profonda nel suo partito, dal momento che molti la ritenevano iniqua e dannosa per il Paese. <strong>Roberto Speranza<\/strong>, capogruppo dem alla Camera per questo si dimise. Ma Renzi non volle sentir ragioni.<\/p>\n<p>Sicuro dell\u2019approvazione del referendum, tir\u00f2 dritto, al punto tale da affermare \u201c<em>lascio la politica se non passa<\/em>\u201d.\u00a0<strong>Elena Boschi\u00a0<\/strong> lo emul\u00f2 \u00e8 giur\u00f2 che avrebbe fatto lo stesso.<br \/>\nI fatti, come sappiamo, andarono diversamente.<br \/>\nGli italiani il 4 dicembre 2016 bocciarono il referendum di riforma costituzionale, rendendo di fatto inapplicabile la legge elettorale.<br \/>\nPer questa leggerezza del Partito Democratico adesso \u00e8 inevitabile approvare una nuova legge elettorale, mentre Renzi, al contrario di quanto annunciato ha continuato a fare politica e la Boschi che lo avrebbe seguito, \u00e8 sottosegretario di stato.<\/p>\n<p>Questo breve excursus era necessario ripercorrerlo, non tanto per stigmatizzare le responsabilit\u00e0 di Renzi e del PD di quanto accaduto e del perch\u00e8 oggi abbiamo bisogno di una legge elettorale, quanto per \u201c<em>consigliare<\/em>\u201d la politica a maggiore cautela quando mette mano alle regole del gioco. E quindi, anche in questo momento che si apprestano ad approvare una nuova legge elettorale.<\/p>\n<p>Le regole devono valere per tutti, per questo \u00e8 necessario siano condivise da tutti, o quantomeno da maggioranze ampie e qualificate. Ma non basta. Esse devono ispirarsi ai principi democratici della nostra costituzione che vede nel POPOLO il sovrano (Art. 1 cost.it.). Ed \u00e8 sempre il Popolo, detentore della sovranit\u00e0, a conferire il suo potere all\u2019Assemblea (il Parlamento), attraverso l\u2019elezione dei suoi rappresentanti. Solo in questo modo un Governo \u00e8 legittimato a governare. (Leggi a riguardo \u201c<a href=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/2017\/02\/gentiloni-un-governo-dimezzato\/\">Gentiloni, un governo dimezzato!<\/a>\u201c)<\/p>\n<p>Il \u201c<em>rosatellum bis<\/em>\u201d, con le liste e capilista bloccati e le segreterie dei partiti che decidono chi entra in Parlamento, si connota manifestamente come autoritario sul piano politico e illegittimo su quello giuridico-costituzionale.<br \/>\nRicordiamo che la Corte costituzionale a tale riguardo si era gi\u00e0 espressa con la sentenza n.1\/2014 sulle liste bloccate, sostenendo che il \u201c<em><strong>voto in tali casi sia sostanzialmente \u2018indiretto\u2019, e, quindi, n\u00e9 libero, n\u00e9 personale, in violazione dell\u2019art. 48, secondo comma, Cost.it.<\/strong><\/em>\u201d<br \/>\nNon sono questi atti di spoliazione dei diritti e delegittimazione politica che generano sfiducia nelle istituzioni ed alimentano i POPULISMI?<\/p>\n<p>Nel merito.<br \/>\nIl \u201c<em>Rosatellum bis<\/em>\u201d suddivide il Paese in circoscrizioni all\u2019interno delle quali troviamo i collegi uninominali e plurinominali.<br \/>\nIl 36% (\u2153) della rappresentanza parlamentare nei collegi uninominali \u00e8 assegnato con formula maggioritaria. Vince il candidato pi\u00f9 votato. Mentre il 64% (\u2154) della rappresentanza parlamentare nei collegi plurinominali \u00e8 assegnato con con metodo proporzionale.<br \/>\nQuindi, il 64% del parlamento viene nominato esclusivamente dai partiti, mentre il restante 36%, viene scelto dagli elettori in regime di \u201csemi-libert\u00e0\u201d elettorale, dal momento che la scelta va operata unicamente tra i candidati che il partito ha deciso di candidare, senza che il cittadino possa interferire o condizionare in alcun modo tale scelta. Per esempio attraverso le primarie.<br \/>\nMa il potere delle segreterie si spinge oltre, attraverso il sistema delle pluricandidature. Questo tra l\u2019altro, introduce un\u2019ulteriore elemento di destabilizzazione della democrazia che si somma ad una discriminazione tra candidati.<br \/>\nInfatti le segreterie possono rafforzare una candidatura del collegio uninominale a scapito di altre, generando una disparit\u00e0 di opportunit\u00e0 e trattamento tra candidati, presentandola in pi\u00f9 collegi plurinominali (massimo tre). Cos\u00ec come, possono candidare un candidato del collegio plurinominale in pi\u00f9 collegi plurinominali, avvantaggiandolo rispetto ad altri. Criteri quindi discrezionali, di natura paternalistica o negoziale (\u201cDo ut des\u201d \u2013 \u201cDammi questo in cambio di\u201d) che hanno poco a che fare con la democrazia.<br \/>\nInoltre in un collegio plurinominale ogni lista \u00e8 composta da un elenco di candidati (da 2 a 4) presentati con un determinato ordine numerico.<br \/>\nBene. E\u2019 lecito chiedersi chi decide il capolista e l\u2019ordine numerico di candidatura? Ricordiamo che nei collegi plurinominali scattano gli eletti partendo dal capolista e a seguire in ordine numerico di elenco.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 dell\u2019altro. Il \u201cRosatellum bis\u201d mostra elementi di debolezza sul piano politico, non garantendo stabilit\u00e0 di governo, sia per la sua natura proporzionale, ma anche per l\u2019assenza di premi di maggioranza; sia tecnico per l\u2019assenza di coalizioni omogenee, dal momento che gli apparentamenti tra liste \u00e8 puramente burocratico e formale, prescindendo dall\u2019indicazione di un programma condiviso comune.<\/p>\n<p>Il quadro istituzionale inoltre, risulterebbe particolarmente parcellizzato considerando che la soglia di sbarramento del 3 per cento per le liste singole pu\u00f2 essere raggirata e ridotta all\u20191 per cento se la lista va in coalizione, a condizione del raggiungimento del 10 per cento di quest\u2019ultima.<br \/>\nInfine, sia per la Camera che per il Senato ogni elettore dispone un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale.<br \/>\nNon essendoci le preferenze e voto disgiunto, l\u2019elettore scegliendo il simbolo, sar\u00e0 costretto a prendersi, come si dice, pacco, doppio pacco e contropaccotto. Tutto pronto e preconfezionato.<\/p>\n<p><strong>La sovranit\u00e0 con il \u201c<em>rosatellum bis<\/em>\u201d passa dal Popolo alle Segreterie dei partiti!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renzi, Berlusconi, Salvini e Alfano, hanno deciso. La legge elettorale si far\u00e0 e saranno le segreterie dei partiti a decidere chi entra in Parlamento. 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