{"id":2013,"date":"2017-02-15T11:49:36","date_gmt":"2017-02-15T10:49:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=2013"},"modified":"2017-02-15T11:49:36","modified_gmt":"2017-02-15T10:49:36","slug":"gentiloni-un-governo-dimezzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/gentiloni-un-governo-dimezzato\/","title":{"rendered":"Gentiloni, un governo dimezzato!"},"content":{"rendered":"<p>Ero restio a rendere pubblico questi miei pensieri, ma, adesso che le acque si sono calmate e la contrapposizione referendaria sopita, possiamo provare a ragionare, senza temere di passare per quelli che non volevano dare futuro ad un\u2019Italia ammaccata da scandali e ruberie. Un Paese che non cresce , con un\u2019economia ferma allo zero virgola, che mal redistribuisce la sua ricchezza, impoverita da una classe politica famelica, mentre fasce d\u2019et\u00e0 sempre pi\u00f9 giovane vengono estromesse dal lavoro.<br \/>\nUn\u2019Italia con un debito pubblico mangia-pil irrefrenabile, in deflazione come non accadeva dal 1959. A due velocit\u00e0 dopo 150 anni di interventi straordinari, dove i dati macro economici distribuiti per territorio ci consegnano un Sud povero che arranca, con cinquantenni che non riescono pi\u00f9 a reinserirsi nel mondo del lavoro e venti o trent\u2019enni che il lavoro non l\u2019hanno mai avuto. Un Sud che risparmia al banco alimentare e non si cura, alle prese con liste d\u2019attesa scandalose che alimentano un mercato sanitario privato parallelo. Ci vuole coraggio per intervenire e uno il coraggio se non ce l\u2019ha non se lo pu\u00f2 dare, pensava don <strong>Abbondio<\/strong> nei Promessi sposi del <strong>Manzoni<\/strong>.<br \/>\nE non sarebbe bastato un \u201cSi\u201d come non baster\u00e0 un \u201cNo\u201d alla riforma costituzionale bocciata dagli italiani lo scorso 4 dicembre a risollevare le sorti di un\u2019economia in declino.<br \/>\nIl divario negativo del PIL pro-capite del Mezzogiorno \u00e8 inferiore del 44,5% rispetto a quello del Centro-Nord, cos\u00ec come, il divario negativo dei Consumi tra Mezzogiorno e Centro-Nord \u00e8 del 32,1% e quasi 1 su 2, cio\u00e8 la met\u00e0 della popolazione del Mezzogiorno \u00e8 a rischio povert\u00e0 o esclusione sociale.<br \/>\nIn Puglia la percentuale \u00e8 del 47,8%, tra le pi\u00f9 alte. Lo rileva l\u2019Istat calcolando che nel 2015 la percentuale di esposizione nell\u2019Italia meridionale \u00e8 pari al 46,4%, in rialzo sul 2014 (45,6%) e notevolmente maggiore rispetto alla media nazionale (28,7%). Al Centro, infatti, la soglia si ferma al 24% e al Nord al 17,4%. \u201cI livelli sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, con valori pi\u00f9 elevati, spiega l\u2019Istat, in Sicilia (55,4%), Puglia (47,8%) e Campania (46,1%).<br \/>\nI dati indicati sono certificati dall\u2019Istat, mentre ci raccontano (i politici) che le cose vanno bene ma \u201cpossiamo fare di pi\u00f9\u201d.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che siamo ancora da Piano Marshal con la differenza che allora l&#8217;intervento si rese necessario per ricostruire il Paese distrutto dalla guerra, adesso per chiudere i buchi di bilancio dopo scandali e ruberie.<br \/>\nC\u2019\u00e8 crisi, \u00e8 vero, il mondo \u00e8 instabile e le economie in affanno, ma altri paesi europei reggono meglio e ci\u00f2 avvalora l\u2019idea che la politica non \u00e8 indifferente al divenire economico delle persone. Al contrario. Essa \u00e8 artefice e determina il loro destino.<\/p>\n<p>Eppure i governi si susseguono (Monti, Letta, Renzi e adesso Gentiloni), senza che la \u201csovranit\u00e0 popolare\u201d, che appartiene al popolo, come recita l\u2019art. 1 cost., si sia contestualmente espressa.<\/p>\n<p>Facciamo chiarezza.<br \/>\nInvero, taluni sostengono che la volont\u00e0 popolare si sia gi\u00e0 espressa eleggendo il Parlamento e questi, in una democrazia rappresentativa quale la nostra, con la &#8220;fiducia&#8221;, legittimano il governo che nasce in virt\u00f9 di tale atto.<br \/>\nIn tal senso il Prof.<strong> Guido Saraceni<\/strong>, docente di Diritto costituzionale ha ragione nell&#8217;affermare che il Governo Gentiloni \u00e8 un governo legittimo. Come lo era Monti, Letta e Renzi. Ma dice mezza verit\u00e0.<br \/>\nAffermare che un governo \u00e8 legittimo non significa necessariamente dire che \u00e8 legittimato a governare. Ci\u00f2 accade solo quando l\u2019elemento costitutivo sul piano giuridico-normativo, nella fattispecie costituzionale, si salda con quello prescrittivo politico-sociale.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec la \u201clegittimit\u00e0\u201d che \u00e8 anche forza del governo in potenza, diventa \u201clegittimit\u00e0 a governare\u201d, cio\u00e8 forza in atto, senza la quale un governo sarebbe mera enunciazione.<br \/>\nCome per la propriet\u00e0, dove il diritto di godimento di un bene non implica necessariamente la sua disposizione, in assenza di tale diritto, cos\u00ec il Governo incaricato dal Presidente della Repubblica, pur in presenza di fiducia del Parlamento non pu\u00f2 agire politicamente, pur se legittimato a farlo, senza un consenso dato attraverso la manifestazione chiara ed esplicita della \u201cvolont\u00e0 generale\u201d.<br \/>\n\u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo \u2026\u201d, recita la Carta costituzionale (Art. 1 cost.it.). Solo con il voto si stabilisce il patto, l\u2019obbligo politico tra rappresentanti e rappresentati, in virt\u00f9 del quale il sovrano (il popolo) cede parte della propria sovranit\u00e0 verso l&#8217;Assemblea (Parlamento). E solo in virt\u00f9 di quel mandato (fiducia) che la maggioranza dell\u2019Assemblea fa nascere un Governo legittimato a governare, per realizzare quel programma politico, che \u00e8 causa dell\u2019obbligo a compiere.<br \/>\nNei governi Monti, Letta, Renzi e adesso Gentiloni manca l\u2019elemento politico. Nessun voto \u00e8 stato espresso, cos\u00ec come, manca la causa, dal momento che nessun programma politico \u00e8 stato reso noto sul quale il sovrano ha dato il suo assenso. Per cui tali governi operano al di fuori del patto tra rappresentanti e rappresentati. Non hanno vincolo n\u00e8 responsabilit\u00e0 politica, ma anche, legittimit\u00e0 a governare.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da aggiungere che tale meccanismo apre di fatto al trasformismo di gruppi politici o singoli parlamentari che, senza vincolo di mandato e privi di ogni forma di etica, in cambio di favori o regalie, concedono il loro sostegno a governi privi di legittimazione popolare, pur di mantenere in piedi il proprio \u201cparticulare\u201d, per usare un\u2019espressione del <strong>Guicciardini<\/strong>.<br \/>\nL\u2019ultimo, in ordine cronologico, \u00e8 accaduto con il gruppo parlamentare ALA &#8211; Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare&#8221;, nato dalla trasformazione e fusione di Scelta Civica con altri gruppuscoli, che appoggi\u00f2 il governo Renzi quando questi gli riconobbe una presenza nel governo, per poi passare all&#8217;opposizione con Gentiloni che non gli riconobbe alcuna presenza nel suo Governo.<br \/>\nMa il Parlamento che ha fatto nascere il governo Monti, Letta, Renzi e Gentiloni \u00e8 qualcosa di totalmente diverso nella sua composizione, rispetto a quella originaria scaturita dal voto del 2013, cos\u00ec come \u00e8 diverso nei programmi. Condizione questa, gi\u00e0 sufficiente per emanciparsi dal patto tra rappresentanti e rappresentati, facendo venir meno la ragion d\u2019essere del Governo e, in linea di principio, dei Governi, che trovano la propria giustificazione, come potere esecutivo autonomo, nel voto politico del sovrano.<\/p>\n<p>Ma a ben osservare un voto c\u2019\u00e8 stato. Si \u00e8 votato lo scorso 4 dicembre sul referendum confermativo della riforma costituzionale voluta da <strong>Renzi-Boschi-Verdini-Alfano<\/strong>.<br \/>\nDico questo, perch\u00e8 se il voto non fosse stato politicizzato, oltre che personalizzato dal Presidente del Consiglio Renzi e dall&#8217;autrice della stessa riforma costituzionale Elena Boschi, la sua valenza sarebbe rimasta circoscritta al solo oggetto referendario. Cos\u00ec non \u00e8 stato, assumendo di conseguenza una connotazione eminentemente politica, su cui i cittadini si sono espressi. E la dimostrazione di tale ragionamento sta nelle dimissioni del premier, come conseguenza naturale dell\u2019esito referendario a valenza politica.<br \/>\nPer questo \u00e8 necessario (ri)fondare il patto politico tra rappresentanti e rappresentati. E ci\u00f2 pu\u00f2 accadere solo con il voto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero restio a rendere pubblico questi miei pensieri, ma, adesso che le acque si sono calmate e la contrapposizione referendaria sopita, possiamo provare a ragionare, senza temere di passare per quelli che non volevano dare futuro ad un\u2019Italia ammaccata da scandali e ruberie. 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