{"id":1994,"date":"2016-11-18T09:16:34","date_gmt":"2016-11-18T08:16:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1994"},"modified":"2016-11-19T21:09:20","modified_gmt":"2016-11-19T20:09:20","slug":"basta-con-le-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/basta-con-le-banche\/","title":{"rendered":"Basta con le banche!"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<em>Buongiorno,\u00a0chiamo perch\u00e8 ho difficolt\u00e0 economiche e non solo.\u00a0Non so da dove partire, faccio fatica a parlare \u2026.<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Inizia con queste parole la telefonata di un imprenditore del nord-est all\u2019associazione \u201c<strong>inOltre<\/strong>\u201d, trasmesso da Rai3 lo scorso 14 novembre nel programma \u201c<em>I dieci comandamenti<\/em>\u201d. E mi torna in mente lo scorso 4 luglio, quando negli Stati Uniti si festeggiava il Giorno dell\u2019Indipendenza mentre in Italia i bancari crollavano e Monte Paschi di Siena lasciava sul terreno il 14% dei titoli.<br \/>\nDopo i primi interventi pubblici del governo Renzi per salvare Banca Etruria con i soldi dei contribuenti, arriva lo stop dall\u2019Europa che vieta ai governi di intervenire, in attesa del Bail-in (svalutazione delle azioni e crediti degli investitori). L\u2019esecutivo si ferma e passa la mano, in accordo con gruppi bancari, al fondo Atlante. Privati che intervengono nelle banche con operazioni finanziarie per ricapitalizzarle. Ma per farlo mettono in pancia di altri enti, come accaduto con Enpam, la cassa previdenziale dei medici, milioni di crediti in sofferenza. Preoccupata per la scelta, l\u2019Associazione italiana giovani medici (Sigm) invitava Enpam ad occuparsi di previdenza ed assistenza piuttosto che di finanza. Ma intanto il danno \u00e8 fatto.<\/p>\n<p>La strategia Atlante.<br \/>\nMa come opera Atlante?. Il fondo acquista dalle banche in difficolt\u00e0 crediti in sofferenza, per esempio 200, del valore nominale di 1000, per poi rivenderli sui mercati finanziari paralleli a 800, 500, o comunque anche ad un solo centesimo in pi\u00f9 di quanto pagato. Il guadagno netto che ne ricava \u00e8 dato dalla differenza del prezzo di vendita, che nella fattispecie deve essere almeno 201, affinch\u00e8 ci sia utile, e quello d\u2019acquisto.<br \/>\nIn questo modo le banche si ripuliscono, togliendosi dalla pancia crediti inesigibili e nel contempo si ricapitalizzano portando in cassa denaro necessario per alimentare il ciclo di vita del processo finanziario, mentre il fondo Atlante ci guadagna.<\/p>\n<p>Ma allora chi ci rimette?<br \/>\nIn un simile approccio i titoli passano di mano in mano (dalle banche ad altre banche o enti assicurativi e previdenziali, famiglie, investitori, etc.) e, alla fine del gioco, colui che resta col cerino acceso tra le dita (titoli deteriorati o crediti inesigibili in portafoglio), finisce inevitabilmente per scottarsi. E\u2019 solo questione di tempo.<br \/>\nSimile la storia riportata da Repubblica in <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2016\/08\/07\/azioni-svalutate-parte-la-class-action-sulla-popolare-bariBari02.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo articolo<\/a>, che dal mese di aprile di quest&#8217;anno semina ansie e paure tra i piccoli risparmiatori.della Banca Popolare di Bari, che dopo \u201c<em>avere subito una perdita secca del 20%, quando reclamano di ritornare in possesso del \u2018tesoretto\u2019 sopravvissuto alle manovre sui titoli, si vedono pi\u00f9 o meno sbattere porte in faccia<\/em>\u201d.<br \/>\nIn Italia sono fallite migliaia di aziende negli ultimi anni e molti imprenditori gettati nella disperazione si sono tolti la vita a causa della crisi economica. Coltellate che arrivano direttamente al cuore.<br \/>\nQuanto altro tempo dovremmo assistere impotenti all\u2019eucarestia e piangere i nostri padri, figli o amici nella nostra generale indifferenza?<br \/>\nEppure nel nostro paese non una sola banca \u00e8 fallita a differenza degli Stati Uniti e Gran Bretagna dove hanno chiuso a centinaia dall\u2019inizio della crisi dei mutui subprime del febbraio 2007.<br \/>\nLe crisi bancarie in Europa dal 2015 sono state gestite dalla Bce con politiche monetarie espansive attraverso acquisto di fondi pubblici (Quantitative Easing), immettendo liquidit\u00e0 nel sistema, nel tentativo di stimolare la crescita e portare l\u2019inflazione al 2 per cento. Il debito pubblico nel frattempo \u00e8 aumentato, con conseguenti dure misure di austerit\u00e0 verso famiglie e imprese.<br \/>\nE mentre la povert\u00e0 dilaga e il welfare si riduce, il QE \u00e8 stato rafforzato con la decisione della Bce il 10 marzo 2016 di portare da 60 a 80 miliardi gli acquisti mensili, incrementando ulteriormente la disponibilit\u00e0 del denaro nelle casse delle banche, senza che ci sia stato un significativo aumento dell\u2019\u00ecnflazione, della domanda e crescita economica.<br \/>\nIl fallimento del Quantitative Easing di <strong>Mario Draghi<\/strong> \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Le banche si riempiono di soldi le famiglie di debiti. Molti in Europa si convincono che sia pi\u00f9 utile distribuire la liquidit\u00e0 del QE direttamente ai cittadini (Quantitative Easing for People). Lo stimolo ad una condizione di permanente depressione del sisema economico sarebbe sicuramente pi\u00f9 forte, impattando direttamente sul moltiplicatore del reddito e quindi sulla domanda via consumi e non via investimenti. (<a href=\"http:\/\/effimera.org\/3524-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Approfondimenti<\/a>)<br \/>\nMa di tutto quel flusso di denaro immesso nel sistema dalla Bce nulla arriva alle famiglie e coloro che per ragioni diverse hanno necessit\u00e0 di denaro, hanno difficolt\u00e0 ad accedere al credito o rinunciano perch\u00e8 impossibilitati a restituirlo.<br \/>\nEppure la politica ogni giorno ci racconta la favola di un&#8217;Italia che cresce, mentre sempre pi\u00f9 famiglie si rivolgono alla Caritas perch\u00e8 non hanno reddito n\u00e8 lavoro. Aumentano i poco \u201cworking\u201d e molto \u201cpoor\u201d. Una categoria sociologica che comprende coloro che pur in presenza di una posizione lavorativa e di un\u2019entrata economica stabile, evidenziano segnali di disagio economico e progressiva marginalit\u00e0 sociale.<br \/>\nIl governo \u00e8 ottimista e annuncia che &#8220;siamo usciti dalla crisi&#8221; quando invece una parte consistente di questo paese si sente ancora con due piedi dentro la crisi. Ci dicono che il Jobs Act funziona e poi vediamo 4 giovani su 10 senza lavoro, la disoccupazione che aumenta e quella giovanile al sud \u00e8 da \u201c<em>Piano Marshall<\/em>\u201d. Il mercato del lavoro si precarizza sempre pi\u00f9 tra contratti atipici e retribuzioni a 3 euro\/ora approvate per legge. La Buona Scuola \u00e8 in sofferenza mentre il Censis ci segnala 11 milioni di italiani che non si cura in maniera adeguata. Si fanno piani di riordino ospedaliero, si consiglia la prevenzione ma non si riducono drasticamente i tempi delle ignobili liste d\u2019attesa. La povert\u00e0 assoluta tocca i 5 milioni di individui a cui si aggiungono i 9 milioni a rischio povert\u00e0 (dati ufficiali istat 2015). Sul versante della risposta istituzionale, assistiamo ad una evidente incapacit\u00e0 dell\u2019attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povert\u00e0 e delle nuove emergenze sociali, accompagnate da un progressivo restringimento o negazione dei diritti a fasce sociali sempre pi\u00f9 estese.<br \/>\nE non mi viene in mente un tema pi\u00f9 grande di cui preoccuparmi.<br \/>\nParliamo della vita delle persone e non dei processi produttivi o flussi finanziari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Buongiorno,\u00a0chiamo perch\u00e8 ho difficolt\u00e0 economiche e non solo.\u00a0Non so da dove partire, faccio fatica a parlare \u2026.&#8221; Inizia con queste parole la telefonata di un imprenditore del nord-est all\u2019associazione \u201cinOltre\u201d, trasmesso da Rai3 lo scorso 14 novembre nel programma \u201cI dieci comandamenti\u201d. 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