{"id":1682,"date":"2015-12-24T14:16:48","date_gmt":"2015-12-24T13:16:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1682"},"modified":"2015-12-24T16:50:10","modified_gmt":"2015-12-24T15:50:10","slug":"lettera-aperta-di-un-ergastolano-a-eugenio-scalfari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/lettera-aperta-di-un-ergastolano-a-eugenio-scalfari\/","title":{"rendered":"Lettera aperta di un ergastolano a  Eugenio Scalfari"},"content":{"rendered":"<p>Pubblico la lettera di <strong>Carmelo Musumeci<\/strong>, un ergastolano rinchiuso nel carcere di Padova da circa 25 anni, inviata a <strong>Eugenio Scalfari<\/strong>.<\/p>\n<p>Musumeci chiede a Scalfari \u201c<em>chi \u00e8 pi\u00f9 criminale: chi uccide perch\u00e9 cresciuto in ambienti degradati, per potere, ignoranza, soldi, futili motivi, passioni morbose e malate, o chi lo fa in nome della giustizia o del popolo italiano, murando vive delle persone vive, senza neppure la compassione di ammazzarle<\/em>?\u201c<br \/>\nL\u2019ergastolano con la sua lettera pone una questione molto seria sulla quale tutti noi dobbiamo riflettere e cio\u00e8 il rapporto tra diritto e violenza.<\/p>\n<p>Ho imparato che il diritto sar\u00e0 differente dalla violenza, se lo sar\u00e0, o finir\u00e0 per assomigliare all\u2019oggetto che tenta di regolare, dalla cui distanza nasce la propria differenza.<br \/>\nNe tanto meno posso immaginare che una violenza (ammazzare un uomo o tenerlo in cella in attesa che sopraggiunga la morte), pu\u00f2 definirsi diritto, solo perch\u00e8 istituzionalizzato e portato dentro un ordinamento giuridico.<br \/>\nIl confine tra diritto e violenza \u00e8 labile e richiede impegno e lavoro per mantenerlo distinto. E\u2019 come camminare sulla cuspide di un asino non riuscendo a mantenere la posizione oscillando da una parte all\u2019altra.<\/p>\n<p>Sono contrario da sempre alla pena capitale e da tantissimi anni lo sono pure contro l\u2019ergastolo.<br \/>\nSo che molti di voi non condividono questo punto di vista e comprendo pure le ragioni delle vittime, che, come dice lo stesso Musumeci &#8220;<strong>forse \u00e8 anche giusto che qualcuno di noi paghi e soffra all\u2019infinito per il male che ha fatto, affinch\u00e9 la nostra sofferenza dia qualche sollievo alle vittime dei nostri reati&#8221;.<\/strong> Ma<strong>\u00a0<\/strong>non credo che la sofferenza del &#8220;carnefice&#8221; possa dare sollievo alle vittime, anche perch\u00e8 essa cessa con la sua morte a differenza del dolore delle vittime che resta infinito, senza il perdono. Ecco, di questo hanno bisogno vittime e carnefici per porre fine alla sofferenza e al dolore di entrambi.<br \/>\nSono certo che la cultura della vita prevarr\u00e0 su quella della morte e lo Stato la smetter\u00e0 di &#8220;uccidere&#8221; i suoi membri.<br \/>\nEppoi, nessuno di noi, in una concezione contrattualistica dello Stato, passando da uno stato naturale a quello civile ha mai potuto alienare il proprio diritto alla vita nei confronti di una autorit\u00e0. Sia esso uomo o assemblea.\u00a0Uno Stato che ha come compito precipuo la difesa, la sicurezza e la vita delle persone, quale bene supremo di ognuno di noi, non pu\u00f2 istituzionalizzare una violenza verso i propri membri, definendolo diritto.<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 violenza e non pu\u00f2 essere definita diversamente, anche se chi la compie \u00e8 lo Stato.<\/p>\n<p><strong>La lettera di Carmelo Musumeci<\/strong><\/p>\n<p>Dottor Scalfari, ho letto da qualche parte che ha contribuito a fondare il settimanale \u201cL\u2019&#8217;Espresso\u201d ed \u00e8 fondatore del quotidiano \u201cLa Repubblica\u201d. Ho letto pure che alcuni suoi articoli hanno dato avvio a battaglie ideologiche-culturali, come quelle che hanno portato al referendum sul divorzio e sull\u2019aborto. L\u2019&#8217;altra settimana, dalla mia cella, l&#8217;\u2019ho ascoltata alla televisione con interesse durante la trasmissione \u201cOtto e mezzo\u201d di Lilli Gruber.<br \/>\nLe confido che sono rimasto molto colpito della sua commozione per la scomparsa del presidente del Partito Comunista Enrico Berlinguer e per il racconto dell\u2019abbraccio con Pietro Ingrao. Questo sia perch\u00e9 con Pietro ho scambiato qualche lettera, sia perch\u00e9 fra gli uomini ombra (come si chiamano fra loro gli ergastolani) lui era molto famoso per avere dichiarato in una intervista \u201cIo sono contro l\u2019&#8217;ergastolo prima di tutto perch\u00e9 non riesco ad immaginarlo\u201d.<br \/>\nCredo che per\u00f2, a questo punto, sia il caso di presentarmi: sono un condannato alla pena dell\u2019&#8217;ergastolo (o alla Pena di Morte Nascosta, come la chiama Papa Francesco), in carcere da ventiquattro anni (il mese scorso sono entrato nel venticinquesimo). Dalla mia cella, ormai da molti anni, sono un attivista della campagna \u201cMai Dire Mai\u201d per l\u2019abolizione della pena senza fine. Se vuole sapere qualcosa pi\u00f9 di me pu\u00f2 visitare il sito che porta il mio nome www.carmelomusumeci.com dove fra l\u2019&#8217;altro c\u2019\u00e8 una proposta di iniziativa popolare per l\u2019abolizione della pena dell\u2019ergastolo (fra i primi firmatari c\u2019\u00e8 la compianta Margherita Hack, Umberto Veronesi, Bianca Berlinguer, Maria Agnese Moro, Don Luigi Ciotti, Stefano Rodot\u00e0, Giuliano Amato, Massimo D\u2019Alema, la famosa pianista Alessandra Celletti e tanti altri.).<br \/>\nCaro Dottor Scalfari, dopo averLa ascoltata alla televisione e avere letto che ha una laurea in giurisprudenza, mi \u00e8 venuta voglia di scriverLe per farLe alcune domande. Non credo avr\u00e0 voglia e tempo di rispondermi ma, alla fine, mi sono deciso lo stesso perch\u00e9 penso che a volte le domande siano interessanti quanto le risposte. Sarei curioso di chiederLe cosa ne pensa della pena dell\u2019&#8217;ergastolo, soprattutto di quello ostativo, quello che se parli esci, se no stai dentro come nel Medioevo. Mi creda, alcuni rifiutano questa \u201cvia di fuga\u201d soprattutto per proteggere i loro familiari.<br \/>\nDottor Scalfari, credo che la condanna a essere cattivi e colpevoli per sempre sia una pena insensata perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 persona che rimanga la stessa nel tempo. Senza un fine pena certo, all\u2019&#8217;ergastolano rimane \u201csolo\u201d la vita; ma la vita senza futuro \u00e8 meno di niente. Mi creda, con la pena dell\u2019ergastolo addosso \u00e8 come se la vita diventasse piatta perch\u00e9 non puoi pi\u00f9 fare progetti per il giorno dopo n\u00e8 per quello successivo. Il tempo dell\u2019&#8217;ergastolano \u00e8 come se fosse scandito da una clessidra: quando la sabbia \u00e8 scesa, la clessidra viene rigirata \u2026e questo si ripete incessantemente, fino alla fine dei suoi giorni. Imprigionare una persona per sempre \u00e8 come toglierle tutto e non lasciarle niente. Neppure la sofferenza, la disperazione, il dolore perch\u00e9, con questa condanna, non si fa pi\u00f9 parte degli esseri umani. Purtroppo con l\u2019&#8217;ergastolo la vita diventa una malattia. Ma la cosa pi\u00f9 terribile che \u00e8 una pena che non ti uccide e, ci\u00f2 che \u00e8 peggio, sotto un certo punto di vista, ti fa vergognare di essere un uomo. Alla lunga, infatti, ti fa diventare solo un corpo parlante. La condanna all\u2019&#8217;ergastolo assomiglia a una morte bevuta a sorsi, nell\u2019&#8217;oscurit\u00e0 e nel silenzio.<br \/>\nDottor Scalfari, un compagno a cui mancano un paio di mesi al fine pena, l&#8217;\u2019altro giorno si \u00e8 confidato con me e mi ha detto che i secondi gli stanno sembrando minuti, i minuti ore, le ore giorni ed i mesi anni. Gli ho risposto: \u201cPer fortuna io ho l\u2019&#8217;ergastolo e non ho bisogno di contare n\u00e9 i giorni, n\u00e9 i mesi, n\u00e9 gli anni, conto solo i capelli bianchi che mi stanno venendo\u201d. Il mio compagno ha annuito. Poi ha amaramente sorriso. E alla fine abbiamo riso insieme, anche se non c\u2019&#8217;era nulla da ridere perch\u00e9, con questa pena, la vita diventa peggiore della morte.<br \/>\nGli ergastolani pi\u00f9 fortunati si creano ogni giorno un mondo interiore costruito sul sale di tutte le loro lacrime, perch\u00e9 spesso \u00e8 meglio non avere speranza che nutrirne di false. Con la condanna all\u2019ergastolo la vita non vale pi\u00f9 nulla perch\u00e9 non ha pi\u00f9 presente n\u00e9 futuro, ma solo il passato. \u00c8 vero che ogni pena uccide almeno un po\u2019, ma la pena dell\u2019ergastolo uccide \u201cdi pi\u00f9\u201d perch\u00e9 ammazza anche la speranza. Si potrebbe dire che l\u2019ergastolano non vive, mantiene in vita solo il suo corpo. E ogni giorno in meno \u00e8 sempre un giorno in pi\u00f9 da scontare. Purtroppo, molti non sanno che la pena dell\u2019ergastolo ci lascia la vita, ma ci divora la mente, il cuore e l\u2019anima.<br \/>\nLa maggioranza delle persone \u00e8 contaria alla pena di morte, ma con la pena capitale il colpevole soffre solo un attimo, con l\u2019&#8217;ergastolo invece il condannato soffre tutta la vita. Mi chiedo se, forse, questa forma di \u201cvendetta\u201d che nulla ha a che fare con la giustizia, possa soddisfare qualcuno, comprese le vittime dei reati che abbiamo commesso\u2026<br \/>\nA questo punto, caro Dottor Scalfari, chi \u00e8 pi\u00f9 criminale: chi uccide perch\u00e9 cresciuto in ambienti degradati, per potere, ignoranza, soldi, futili motivi, passioni morbose e malate, o chi lo fa in nome della giustizia o del popolo italiano, murando vive delle persone vive, senza neppure la compassione di ammazzarle?<br \/>\nSe riterr\u00e0 opportuno rispondermi, ne sar\u00f2 felice e La ringrazio anticipatamente. Le auguro buona vita e con simpatia Le invio un sorriso fra le sbarre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico la lettera di Carmelo Musumeci, un ergastolano rinchiuso nel carcere di Padova da circa 25 anni, inviata a Eugenio Scalfari. 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