{"id":1667,"date":"2015-11-30T12:44:11","date_gmt":"2015-11-30T11:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1667"},"modified":"2015-11-30T12:44:11","modified_gmt":"2015-11-30T11:44:11","slug":"reddito-minimo-garantito-un-diritto-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/reddito-minimo-garantito-un-diritto-costituzionale\/","title":{"rendered":"\u201cReddito Minimo Garantito\u201d, un diritto costituzionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tito Boeri<\/strong> l\u2019economista bocconiano presidente dell\u2019INPS nella suo piano di riforma previdenziale propone l&#8217;abolizione dei vitalizi dei parlamentari e il ricalcolo al ribasso con il sistema contributivo delle pensioni d&#8217;oro calcolate col sistema retributivo. Il mondo politico insorge da destra, sinistra e centro.<br \/>\nCon lui al momento c\u2019\u00e8 solo il Movimento 5 stelle di <strong>Beppe Grillo<\/strong>.<\/p>\n<p>Possiamo continuare a tenere fuori dalla porta una parte importante e consistente della nostra societ\u00e0?<br \/>\nE ancora. Pu\u00f2 il reddito minimo garantito rappresentare una risposta in tal senso?<\/p>\n<p>Col suo piano, Boeri ha gi\u00e0 risposto a questa semplice domanda. Ha capito cio\u00e8 che dobbiamo farli accomodare e sedere a tavola con noi. Impegnarci ad includere coloro che stanno fuori dalla porta o nella zona grigia della societ\u00e0, piuttosto che incrementare la fetta di torta di chi \u00e8 gi\u00e0 seduto a tavola. Ma anche redistribuire meglio la ricchezza.<br \/>\nSi tratta, come sosteneva l&#8217;economista liberale <strong>Ralf Dahrendorf<\/strong>, assieme ai teorici del &#8220;reddito minimo garantito&#8221; di contribuire alla riqualificazione della forza-lavoro e mitigare il saldo del mercato del lavoro. In buona sostanza si tratta di far rientrare nel gioco quella fetta di popolazione priva di reddito (disoccupati, inoccupati, persone prive di pensioni e reddito, giovani in cerca di occupazione) esposti al degrado, emarginazione e talvolta criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il dibattito politico in auge, laddove presente, si pone come obiettivo la lotta ed il contrasto alla povert\u00e0 attraverso misure prevalentemente economiche, mentre personalmente penso piuttosto ad affermare un diritto universale e non una misura che di fatto introduce uno stigma, quello di \u201cpovero\u201d.<br \/>\nMa da qualche parte bisogna pur incominciare.<\/p>\n<p>Il reddito minimo garantito inteso come misura per contrastare la povert\u00e0 rappresenterebbe il prodotto di un\u2019etica caritatevole dello Stato, riporterebbe in vita il diritto dei poveri, stigmatizzerebbe una differenza che istituzionalizzata assumerebbe il valore di un marchio: il marchio dei poveri.<br \/>\nInvero il tema della povert\u00e0 come la disoccupazione rappresentano le due facce di una stessa medaglia, (di)mostrano cio\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 delle nostre societ\u00e0 ricche e opulente di dare a tutte le persone entro i propri confini uno status di cittadini. E\u2019 ormai risaputo che \u00e8 possibile produrre crescita economica senza ridurre in modo consistente povert\u00e0 e disoccupazione, e che le politiche economiche della societ\u00e0 del lavoro sembrano non essere paradigmi sufficienti a conservare la stessa societ\u00e0 Sicch\u00e9 essendo il lavoro la principale fonte di reddito, venendo quest\u2019ultimo a mancare \u00e8 molto facile che si finisca coll\u2019essere povero.<br \/>\nEcco quindi l\u2019esigenza di uno sforzo corale nel percorrere strade nuove che possano tirare fuori dalle paludi della discussione politica, una teoria politica che ri(fondi) il patto sociale stabilendo \u201cdiritti di cittadinanza\u201d per tutti e non \u201ctessere di povert\u00e0\u201d.<br \/>\nIl contratto sociale d\u2019altronde non \u00e8 qualcosa di immanente, che pu\u00f2 essere racchiuso in asettiche formule una volta per sempre, ma richiede un arricchimento costante, in quanto costituisce esso stesso un progetto: il progetto itinerante della storia di una comunit\u00e0<\/p>\n<p><strong>Amartya Sen<\/strong>, con la teoria esposta nel suo libro su povert\u00e0 e carestie, dimostra come sia possibile morire di fame anche in mezzo all\u2019abbondanza, non per via della scarsit\u00e0 dei beni disponibili ma per l\u2019assenza di diritti di accesso ai beni.<br \/>\nOgni individuo, egli dice, per il fatto stesso di vivere in societ\u00e0 deve avere in dotazione un pacchetto di diritti \u201centitlement set\u201d ovvero \u201cdiritti di cittadinanza\u201d, intesi come uno status di cui fanno parte oltre ai diritti politici e giuridici, anche i diritti civili sociali, e tra questi potrebbe essere annoverato anche il diritto ad un reddito decoroso per condurre un vita civile, anche quando si \u00e8 ammalati, vecchi, disoccupati, privi di reddito o comunque insufficiente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inteso il \u201creddito minimo garantito\u201d perderebbe il suo carattere discriminatorio, eviterebbe di rappresentare un target, una zona di confine e si connoterebbe come componente fondamentale dei diritti civili senza i quali in pratica crollerebbe la societ\u00e0 dei cittadini. In buona sostanza si tratta, come sostiene Rahlf Dharendorf di ridefinire il pavimento di una casa comune in cui il suo riconoscimento giuridico come diritto fondamentale individuale potrebbe trovare la sua inattaccabilit\u00e0 solo se riconosciuto a livello costituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tito Boeri l\u2019economista bocconiano presidente dell\u2019INPS nella suo piano di riforma previdenziale propone l&#8217;abolizione dei vitalizi dei parlamentari e il ricalcolo al ribasso con il sistema contributivo delle pensioni d&#8217;oro calcolate col sistema retributivo. Il mondo politico insorge da destra, sinistra e centro. 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