{"id":1527,"date":"2015-04-03T13:17:15","date_gmt":"2015-04-03T11:17:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1527"},"modified":"2015-04-03T13:17:15","modified_gmt":"2015-04-03T11:17:15","slug":"modugno-al-comune-tornano-le-code","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/modugno-al-comune-tornano-le-code\/","title":{"rendered":"Modugno, al comune, tornano le code!"},"content":{"rendered":"<p>Intervengo con alcuni spunti di riflessione sulla questione dell\u2019innovazione tecnologica al comune di Modugno sollevata dall\u2019amico <strong>Antonio Cafagno<\/strong> in alcuni gruppi su facebook.<br \/>\nLo faccio dal mio blog (paparella.it) semplicemente perch\u00e8 non intendo pi\u00f9 dialogare negli spazi gestiti da individui che negano le libert\u00e0 di espressione e di opinione.<\/p>\n<p>E vengo al dunque.<br \/>\nDa quanto ho avuto modo di leggere sui social network e, per taluni versi verificare personalmente, pare che al comune di Modugno con il passaggio ai nuovi applicativi informatici della societ\u00e0 che si \u00e8 aggiudicata la gara sono insorti alcuni problemi. Ci\u00f2 \u00e8 anche comprensibile per taluni versi, quando da un sistema informatico si passa ad un\u2019altro. Ovviamente, mi auguro che tutto venga superato rapidamente e si colgano quanto prima i vantaggi del cambiamento in termini di qualit\u00e0 dei servizi e costi di gestione. Tuttavia alcuni interrogativi e dubbi su come sia stata \u201cgestita\u201d l\u2019innovazione tecnologica nell\u2019Ente, restano.<\/p>\n<p>Suppongo che l\u2019esempio riportato su facebook del malfunzionamento e depotenziamento nelle funzioni della gestione del protocollo (prima veniva indicato anche il QRCode) sia solo una parte degli applicativi in discussione, in quanto, da solo il protocollo, non giustificherebbe l\u2019affermazione \u201c<em>centinaia di migliaia di euro buttati<\/em>\u201d. Cio\u00e8 il valore che il comune di Modugno ha inteso investire sul nuovo software.<br \/>\nSe questo \u00e8 vero, una prima considerazione pu\u00f2 essere gi\u00e0 fatta.<\/p>\n<p>Analizzando gli aspetti tecnici e politici , tralasciando l&#8217;elemento economico-finanziario, pur partendo da una interpretazione estensiva e deduttiva della questione sollevata, e cio\u00e8 che il problema riguarda anche altri applicativi gestionali, la mia opinione \u00e8 che siamo comunque di fronte ad un segmento, pur se importante, dell\u2019intero processo innovativo.<br \/>\nTale processo \u00e8 ben pi\u00f9 vasto e complesso di quanto se ne parli, dal momento che travalica gli aspetti meramente funzionali ed investe l\u2019intera struttura organizzativa dell\u2019Ente nella sua capacit\u00e0 di interagire con la politica, le istituzioni e la comunit\u00e0 modugnese (cittadini e imprese). In buona sostanza tocca direttamente la sua organizzazione del lavoro e quindi la governance dell\u2019Ente Locale.<br \/>\nDa ci\u00f2 discende un\u2019altra considerazione, o meglio, la necessit\u00e0 di metter mano con urgenza all\u2019attuazione del \u201c<strong>Progetto di riorganizzazione del Comune<\/strong>\u201d approvato con delibera commissariale n.35 del 16.04.2013 che non pu\u00f2 essere ridotto semplicisticamente ad un passaggio da una organizzazione degli &#8220;Uffici per Servizi&#8221; in luogo dei &#8220;Settori&#8221;, e avviare nel contempo un processo partecipato per la costituzione dell\u2019<strong>Agenda Digitale Comunale<\/strong>.<br \/>\nSe volessi descrivere con una metafora l\u2019approccio all\u2019innovazione tecnologica che si \u00e8 inteso dare al comune di Modugno, direi che l\u2019attenzione sinora \u00e8 stata posta pi\u00f9 sul piccolo segno lasciato dalla punta di una matita che non sul grande foglio sul quale quel segno \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 nel rilascio dei certificati (nei tempi e nei modi), le lunghe code agli sportelli, gli incroci di telefonate del personale per accessi al database, l\u2019assenza di un adeguato piano della formazione sul nuovo gestionale con il conseguente ricorso all\u2019esperto, alcune attivit\u00e0 che da informattizzate sono tornate a essere fatte \u201ca mano\u201d, l\u2019Albo Pretorio depotenziato (numero protocollo e date apposte a mano, correzioni a posteriori prima della pubblicazione), etc., etc., sono solo alcuni esempi di cose che erano facilmente prevedibili e non perch\u00e8 qualcuno ha la sfera di cristallo, ma semplicemente perch\u00e8 l\u2019approccio all\u2019innovazione \u00e8 stato autoritario, improvvisato e carente. Basti pensare che si \u00e8 avviato un processo complesso qual \u00e8 l\u2019innovazione tecnologica, che tocca in modo pervasivo gli aspetti funzionali ed organizzativi dell\u2019Ente, senza un \u201c<strong>Piano alla transizione<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Non solo. E\u2019 mancata la coabitazione dei due modelli, il vecchio ed il nuovo, una forma di parallelismo al fine di testare il funzionamento dei nuovi processi, attraverso la verifica dei risultati. Ma \u00e8 mancata anche la concertazione tra la vecchia e la nuova societ\u00e0 che si \u00e8 aggiudicata la gara, non per una sorta di &#8220;<em>timore<\/em>&#8221; o &#8220;<em>subalternit\u00e0<\/em>&#8220;, ma unicamente per garantire un\u2019agevole e rapido passaggio \u201c<em>in sicurezza<\/em>\u201d ai nuovi applicativi, sotto l\u2019egida ed il controllo del comune di Modugno. Invece si \u00e8 agito d\u2019imperio applicando il pi\u00f9 rigido formalismo tipico delle PA, spingendo all\u2019irrigidimento delle rispettive, pur se legittime posizioni dei soggetti in campo.<br \/>\nInoltre, chi ha accompagnato il processo innovativo, ammesso che vi sia stato qualcuno, non aveva il know-how sufficiente per farlo, esperienza e capacit\u00e0, sia dal punto di vista tecnologico che organizzativo. E il buon senso?<br \/>\nI tecnici servono, dopo che la politica ha deciso, ma il \u201c<em>consiglio<\/em>\u201d \u00e8 sempre lo stesso: in sala operatoria i chirurghi, nelle aule dei tribunali gli avvocati.<br \/>\nInutile dirvi cosa accade al paziente se al posto del chirurgo opera l\u2019avvocato.<\/p>\n<p>Mi chiedo se non sia il caso che il prossimo Consiglio comunale che si insedier\u00e0 con le elezioni di maggio 2015, istituisca ai sensi dell\u2019art. 13 lettera c, dello Statuto comunale, una Commissione d&#8217;indagine e di controllo per fare chiarezza su quanto \u00e8 accaduto e sta accadendo al comune di Modugno. Lo si faccia, se la politica intende farlo, serenamente ed unicamente per evitare, in futuro, il ripetersi di episodi analoghi.<\/p>\n<p>Sul versante politico alcune responsabilit\u00e0 emergono.<br \/>\nNe cito una.<br \/>\nIl Consiglio comunale del 28.04.2014, con <strong>Magrone<\/strong> sindaco, approv\u00f2 l\u2019istituzione di una &#8220;<strong>Commissione speciale per lo studio e l\u2019elaborazione del Piano triennale di sviluppo e innovazione tecnologica<\/strong>&#8221; dandone ampio risalto sul sito istituzionale (<a title=\"http:\/\/www.comune.modugno.ba.it\/temp\/2014\/04\/il-consiglio-comunale-istituisce-la-commissione-per-il-piano-triennale-di-sviluppo-e-innovazione-tec.html\" href=\"http:\/\/www.comune.modugno.ba.it\/temp\/2014\/04\/il-consiglio-comunale-istituisce-la-commissione-per-il-piano-triennale-di-sviluppo-e-innovazione-tec.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.comune.modugno.ba.it\/temp\/2014\/04\/il-consiglio-comunale-istituisce-la-commissione-per-il-piano-triennale-di-sviluppo-e-innovazione-tec.html<\/a>).<br \/>\nQualcuno si \u00e8 chiesto che fine abbia fatto quella commissione?<br \/>\nO forse \u00e8 meglio chiedersi: \u00e8 stata mai istituita la &#8220;Commissione speciale per lo studio e l\u2019elaborazione del Piano triennale di sviluppo e innovazione tecnologica&#8221;?<br \/>\nLa risposta \u00e8: no. Non \u00e8 stata mai istituita.<br \/>\nQuindi, se da un lato la maggioranza non ha dato seguito a ci\u00f2 che essa stessa ha approvato, \u00e8 anche legittimo chiedersi dove fossero le minoranze.<br \/>\nLe minoranze non sono forse quelle forze politiche che devono esercitare il ruolo di controllo e stimolo nei confronti della maggioranza affinch\u00e8 una democrazia compiuta possa definirsi tale?<br \/>\nE\u2019 accaduto invece che, a parte qualche balbettio di uno o due consiglieri di minoranza, poco convinti e forse poco preparati ad affrontare una questione complessa come quella dell\u2019innovazione, il resto, come dice <strong>Pierluigi Bersani<\/strong>, erano solo figuranti e come tali, tacquero.<br \/>\nNon hanno taciuto perch\u00e8 avevano deciso di tacere. Lo hanno fatto semplicemente perch\u00e8 non avevano la pi\u00f9 pallida idea di cosa si stesse discutendo e ancor meno di cosa bisognava fare. Per questo non se ne sono \u201c<em>preoccupati<\/em>\u201d. Non hanno alzato la voce n\u00e8 preteso che l\u2019amministrazione Magrone desse seguito ad un deliberato di Consiglio.\u00a0E non ponendosi il problema di dar seguito all\u2019istituzione della &#8220;Commissione speciale&#8221; non si sono posti il problema della sua composizione, delle modalit\u00e0 di funzionamento, della durata e del ruolo che tale commissione poteva svolgere per tutelare l\u2019Ente, soprattutto nella fase di transizione che il comune si accingeva a compiere.<br \/>\nInsomma, invece di fare dell\u2019innovazione una \u201c<em>battaglia politica<\/em>\u201d per la Modernizzazione e Digitalizzazione dell&#8217;Ente, le minoranze, come la maggioranza, hanno lasciato che tutto cadesse nell\u2019oblio.<br \/>\nE mentre la struttura amministrativa procedeva la politica latitava.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 stata proprio la latitanza politica che mi spinse, da cittadino, ad inoltrare al comune di Modugno un \u201c<strong>accesso civico<\/strong>\u201d (Prot.n. 28252 del 16.06.2014) per acquisire gli atti di quel Consiglio comunale, dal momento che, a mio avviso, non tutti gli atti furono resi pubblici come prevede la legge. Siamo a giugno 2014. L\u2019amministrazione Magrone era splendidamente in auge e politicamente in sella. Ma le carte, come al solito, tardavano ad arrivare e quindi inoltrai un\u2019altro \u201c<strong>accesso civico<\/strong>\u201d (Prot. n.35937 del 29.07.2014), sollecitando la conclusione del procedimento.<br \/>\nNel frattempo, l\u2019esperienza amministrativa Magrone era giunta anticipatamente al suo epilogo attraverso un atto notarile (<a title=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/2014\/09\/modugno-non-ha-bisogno-di-salvatori-della-patria\/\" href=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/2014\/09\/modugno-non-ha-bisogno-di-salvatori-della-patria\/\" target=\"_blank\">https:\/\/www.paparella.it\/blog\/2014\/09\/modugno-non-ha-bisogno-di-salvatori-della-patria\/<\/a>).<\/p>\n<p>Quella commissione, voluta dalla maggioranza ed approvata dal Consiglio comunale, se istituita, avrebbe potuto svolgere un ruolo di tutela dell\u2019Ente e del suo patrimonio informativo durante l\u2019attivit\u00e0 di transizione verso il nuovo modello gestionale?<\/p>\n<p>E\u2019 il caso di ricordare che il \u201c<em>patrimonio informativo<\/em>\u201d di un Ente Pubblico \u00e8 un asset che ci appartiene e in quanto tale ognuno di noi ha il diritto e l\u2019interesse ad intervenire oltre che fruire, usare e rielaborare quelle informazioni che devono essere rappresentate pubblicamente, come la legge prevede, in formato aperto (<strong>Open Data<\/strong>) secondo la \u201c<em>dottrina<\/em>\u201d enunciata nell\u2019<strong>Open Government<\/strong> a cui l\u2019Italia ha aderito.<\/p>\n<p>La storia dell\u2019innovazione tecnologica al comune di Modugno, adesso come nel recente passato \u00e8 stata una storia che \u00e8 proceduta a singhiozzi tra piccoli successi e grandi occasioni mancate, privo di un \u201c<strong>approccio sistemico<\/strong>\u201d.<br \/>\nNon ho mai fatto mancare il mio apporto, scrivendo pubblicamente per stimolare e riflettere sul tema, anche durante la gestione commissariale con le note Prot. n. 6598 del 4.02.2013 e Prot. n.14145 del 11.03.2013.<\/p>\n<p>Infine e concludo.<br \/>\nNel 2010, dopo circa tre anni di attivit\u00e0 all\u2019interno dello staff del sindaco, toccando con mano i paradigmi organizzativi e gestionali dell\u2019Ente e dei processi inerenti l\u2019innovazione tecnologica, avvertii la necessit\u00e0 di sottoporre all\u2019attenzione del Sindaco, della Giunta comunale, del Presidente del Consiglio, del Segretario comunale e del Direttore Generale alcune riflessioni (Prot. n. 20455 del 19.04.2010).<br \/>\nMi resi conto, come in futuro potetti appurare, che la struttura organizzativa, invocava l\u2019intervento della politica affinch\u00e8 mettesse a punto un piano per la <strong>Modernizzazione <\/strong>e <strong>Digitalizzazione<\/strong>\u00a0dell&#8217;Ente e <strong>Formazione<\/strong> del personale. La rapida evoluzione normativa, gli obblighi e gli adempimenti per gli Enti Locali erano cos\u00ec tanti e complessi che il personale avvertiva l\u2019esigenza di dotarsi di strumenti innovativi per \u201c<em>fronteggiare<\/em>\u201d il cambiamento che avveniva nel Paese.<br \/>\nQuelle riflessioni analizzavano gli aspetti tecnologici ed organizzativi del comune di Modugno in un \u201capproccio sistemico\u201d, alla luce delle disposizioni normative vigenti e nel contempo proponevo l\u2019istituzione di un \u201c<strong>Ufficio per l\u2019Innovazione Tecnologica<\/strong>\u201d indicando modalit\u00e0, relazioni e funzionamento.<br \/>\nNon accadde nulla.<br \/>\nIntanto adesso, negli uffici comunali, tornano le code.<\/p>\n<p>Abstract da \u201c<strong>Innovazione, tra necessit\u00e0 e opportunit\u00e0<\/strong>\u201d di Raffaele Paparella protocollato presso il Comune di Modugno il 19.04.2010 al n. 20455.<\/p>\n<p>\u201c \u2026.<br \/>\n<strong>L\u2019approccio sistemico<\/strong><br \/>\nL\u2019approccio sistemico (<strong>Ludvig Von Bertalanfy<\/strong>) pu\u00f2 rappresentare un paradigma di riferimento (ma non il solo) in cui tutti gli elementi costitutivi dell\u2019innovazione sono considerati parti di un sistema all\u2019interno del quale ogni aspetto presenta un fortissimo grado di interdipendenza dagli altri, e dove ogni azione a sostegno della diffusione dell\u2019innovazione deve essere condotta all\u2019interno di una logica integrata.<br \/>\nIl tramonto del taylorismo\/fordismo, a fianco alle concezioni dipartimentali, hanno portato a decentrare le attivit\u00e0 creando da un lato problemi di relazioni, dall\u2019altro pericolo di ridondanza, piuttosto che integrazione. L\u2019assenza di un disegno unico ed unificante porta inevitabilmente ad abbandonare soluzioni che si presentano ben presto frammentarie, e non risolutive<br \/>\nSicch\u00e9 \u00e8 utile osservare con attenzione l\u2019evoluzione dei modelli organizzativi che nascono dalle ceneri della novecentesca concezione tayloristica del lavoro (Scientific Management) da cui le burocrazie, intese come organizzazioni del lavoro di un potere legale in uno Stato di diritto, traggono origine. I nuovi modelli organizzativi neutralizzano l\u2019estrema parcellizzazione delle attivit\u00e0, tipica delle organizzazioni razionali orientate verso uno scopo (le burocrazie), per essere pervase da modalit\u00e0 pensate per condividere risorse (groupware) e conoscenze knowledge.<br \/>\nA tal proposito \u00e8 utile ricordare che l&#8217;affermarsi di filosofie di organizzazioni orientate al lavoro di gruppo, la disponibilit\u00e0 sul mercato (open source) di tecnologie quali la trasmissione di informazioni tramite reti telematiche locali e geografiche e, infine, i sistemi operativi multitask (che consentono cio\u00e8 di operare contemporaneamente con la possibilit\u00e0 di interscambio dinamico di informazioni) permettono di supportare ambiti di lavoro groupware come la comunicazione, il coordinamento e la cooperazione. \u2028In una organizzazione matriciale o funzionale, comunque di gruppo, le responsabilit\u00e0 e le capacit\u00e0 dei singoli si devono necessariamente e armonicamente fondere in un tutt&#8217;uno chiamato &#8220;gruppo&#8221;. Il gruppo, inoltre, non \u00e8 qualcosa di stabile ed immanente ma al contrario pu\u00f2 trasformarsi a seconda dei compiti che svolge, e deve essere assolutamente aperto ad altri gruppi. Ed in questo senso \u00e8 possibile pensare a obiettivi di gruppo, incentivi di gruppo, etc.<br \/>\nInoltre la collaborazione diventa elemento strategico e leva di cambiamento strutturale, consentendo riunioni virtuali, grazie a sistemi di tele-video-conferenza attivabile direttamente dalla propria workstation.<br \/>\nAffrontare le problematiche dell\u2019innovazione in termini sistemici significa quindi individuare relazioni esistenti fra i diversi elementi analizzati, evidenziandone immediatamente la complessit\u00e0 delle loro interazioni. Va da s\u00e9 che la comprensione delle interazioni fra gli elementi del sistema non rappresentano elementi marginali, ma hanno il medesimo livello di importanza degli elementi stessi, e che i rapporti di causa ed effetto evidenziati dall\u2019analisi sistemica non sono esclusivi. In altre parole, le variabili che determinano processi quali la diffusione delle tecnologie sono molteplici e non tutte rilevate dal presente modello, il quale per\u00f2 identifica, all\u2019interno di questo complesso sistema di interrelazioni, alcuni legami logici particolarmente forti ed enuclea alcuni nodi del sistema che possono costituire leve primarie per il cambiamento.<br \/>\n\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervengo con alcuni spunti di riflessione sulla questione dell\u2019innovazione tecnologica al comune di Modugno sollevata dall\u2019amico Antonio Cafagno in alcuni gruppi su facebook. 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