{"id":1333,"date":"2014-09-08T10:24:12","date_gmt":"2014-09-08T08:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1333"},"modified":"2014-11-08T10:09:00","modified_gmt":"2014-11-08T09:09:00","slug":"modugno-non-ha-bisogno-di-salvatori-della-patria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/modugno-non-ha-bisogno-di-salvatori-della-patria\/","title":{"rendered":"Modugno non ha bisogno di salvatori della patria, ma di persone capaci, oneste e competenti"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1276\" aria-describedby=\"caption-attachment-1276\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/foto-sindaco-magrone-036.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1276\" src=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/foto-sindaco-magrone-036-300x224.jpg\" alt=\"Nicola Magrone sindaco di Modugno\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/foto-sindaco-magrone-036-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/foto-sindaco-magrone-036-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1276\" class=\"wp-caption-text\">Nicola Magrone ex sindaco di Modugno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sindaco, adesso basta! Siccome hai un \u201c<em>caratteraccio<\/em>\u201d, ti mandiamo a casa.<br \/>\nE cos\u00ec, tredici Consiglieri comunali (sette di maggioranza e sei di minoranza), si rivolgono al notaio firmano le proprie dimissioni da Consiglieri comunali e rendono efficace la norma contemplata all\u2019art. 141 del Testo Unico Enti Locali (DLsg 267\/2000), avviando lo scioglimento del Consiglio comunale e la fine dell\u2019esperienza amministrativa di <strong>Magrone<\/strong> a Modugno, dopo appena 15 mesi di governo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da chiedersi, pu\u00f2 un caratteraccio essere una ragione accettabile per sfiduciare un\u2019amministrazione comunale?<br \/>\nE\u2019 ovvio che no.<br \/>\nSi vabb\u00e8, tuonano i magroniani. La verit\u00e0 \u00e8 che non hanno voluto estirpare il \u201c<em>cancro<\/em>\u201d urbanistica.<br \/>\nAnche qui la domanda non cambia. Pu\u00f2 la sola questione urbanistica, per quanto articolata e pervasiva, essere una ragione politica sufficiente a decretare la fine di un\u2019esperienza amministrativa?<br \/>\nLa risposta, anche qui, non pu\u00f2 che essere no.<\/p>\n<p>Il PD ha capito che non era una strada politicamente percorribile ed ha preso le distanze dal notaio, formulando una proposta sull\u2019urbanistica alternativa a quella dell\u2019amministrazione. Ma si \u00e8 voluta distinguere anche dalle minoranze e far capire che il PD \u00e8 s\u00ec all&#8217;opposizione, ma con una propria visione di governo, che non pu\u00f2 prescindere dalla sua storia e tradizione politica. Insomma, il PD voleva chiudere l\u2019esperienza Magrone ma solo attraverso una sfiducia politica che andava costruita e ricondotta nell\u2019alveo istituzionale, a differenza di altri che invece hanno preferito la scorciatoia giuridica dagli effetti politici.<br \/>\nE\u2019 del tutto evidente che non c\u2019\u00e8 politica nel decretare la fine di un\u2019amministrazione attraverso una norma giuridica. Cos\u00ec come, un politico che pensa di aver sconfitto l\u2019 avversario attraverso il diritto \u00e8 come definirsi campione senza aver disputato la partita sul piano agonistico. Succede, \u00e8 legittimo, la partita \u00e8 vinta. Ma ripeto, non c\u2019\u00e8 politica.<br \/>\nNon voglio essere frainteso.\u00a0Non sto dicendo che non c\u2019erano ragioni politiche per chiudere l\u2019esperienza Magrone. Al contrario. Dico invece che esse erano presenti ma andavano rappresentate in Consiglio comunale, dove si sarebbe dovuta consumare la sconfitta politica di Magrone.<br \/>\nMa allora, se non \u00e8 stato il \u201c<em>caratteraccio<\/em>\u201d o l\u2019urbanistica, cosa ha determinato veramente la fine ingloriosa dell\u2019amministrazione Magrone?<br \/>\nProviamo a rispondere a questa domanda cercando in pi\u00f9 direzioni e nel contempo comprendere il senso del sostantivo \u201c<em>caratteraccio<\/em>\u201d di Magrone osservandolo dal punto di vista socio-politico e non antropologico, che resta invece relegato e circoscritto alla sua sfera personale.<br \/>\nProviamo anche a capire, se nei comportamenti tenuti dalla maggioranza non si siano commessi errori o valutate le conseguenze politiche che questi avrebbero determinato.<br \/>\nCominciamo dalle dimissioni del Presidente del Consiglio <strong>Giovanna Bellino<\/strong>, che ritengo siano state inopportune e fuori luogo, come risposta alla sfiducia dei dieci consiglieri \u201c<em>scissionisti<\/em>\u201d della maggioranza. Tale gesto (le dimissioni) non solo non ha prodotto alcun risultato politico, ma ha contribuito ad alimentare un clima da stadio, quando invece serviva dialogare. Serviva cio\u00e8 ascoltare e capire fino in fondo le ragioni del malessere che emergeva della sua maggioranza. Non si esercita la politica scappando, ma accettando il confronto. E quale luogo migliore dell\u2019aula Consiliare, luogo deputato alla dialettica democratica, che a volte pu\u00f2 essere anche dura e serrata, ma comunque fatta alla luce del sole, dove i cittadini possono assistere, osservare, sentire e farsi una opinione.<br \/>\nCos\u00ec, come il sindaco <strong>Nicola Magrone<\/strong>, nel momento in cui si \u00e8 reso conto di aver perso, non uno o due, ma ben dieci Consiglieri della sua maggioranza, il buon senso non gli avrebbe dovuto consigliare di aprire formalmente una crisi politica, andare in Consiglio e verificare attraverso una discussione seria e trasparente se c\u2019erano le condizioni per proseguire l\u2019esperienza politica di governo?<br \/>\nPerch\u00e8 non l\u2019ha fatto? Perch\u00e8 anche lui &#8211; come la Bellino &#8211; si \u00e8 sottratto alla dialettica politica evitando la stessa sede, l\u2019aula consiliare, e lo stesso organo, il Consiglio comunale, che aveva consentito alla Bellino di essere eletta Presidente del Consiglio e a Magrone di amministrare la citt\u00e0 di Modugno. Le istituzioni non vanno usate a piacimento solo quando fa comodo.<br \/>\nNon \u00e8 forse anche questo un modo per svuotare di senso un\u2019 istituzione politica come il Consiglio comunale, presidio di legalit\u00e0, trasparenza e democrazia?<br \/>\nEra disdicevole per un (ex) magistrato che per funzione giudicava in nome della legge, esporsi ad un confronto politico pubblico?<br \/>\nQuale occasione migliore per la Bellino di \u201c<em>smontare<\/em>\u201d in Consiglio comunale le ragioni di chi chiedeva la sua testa e per Magrone \u201c<em>smascherare<\/em>\u201d coloro che gli contestavano una gestione politica autoritaria, monocratica e inconcludente?<br \/>\nAll&#8217;aula consiliare Bellino e Magrone hanno preferito la propaganda, i social network, le agenzie di stampa, le bacheche e i tatzebao. Al dialogo e al confronto, la svalutazione e l\u2019insulto dell\u2019avversario, indicandolo come unico responsabile di tutto ci\u00f2 che stava accadendo.<br \/>\nLo scontro e la radicalizzazione delle posizioni hanno spostato la dialettica dal piano politico-istituzionale a quello antropologico e sociale. La situazione non poteva reggere a lungo ed \u00e8 sfuggita di mano. E come nei classici della scienza politica quando un nemico non c\u2019\u00e8, bisogna inventarselo oggettivandolo in qualcuno o qualcosa per dissimulare la propria incapacit\u00e0 a governare e salvare se stessi. E se ci\u00f2 non accade si grida al complotto fingendosi \u201c<em>vittima<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>I tredici firmatari hanno fatto lo stesso. Hanno preferito il notaio, abdicando alla politica. Hanno scelto di tacere piuttosto che spiegare. Hanno preferito la conferenza stampa al Consiglio comunale.<br \/>\nMa come si dice, cosa fatta, capo ha.<br \/>\nRestano i segni di una contrapposizione sociale radicalizzata ancora viva, questioni irrisolte e ancora annodate che si sommano ad una condizione socio-politica gi\u00e0 compromessa e provata da un\u2019inchiesta giudiziaria non del tutto spenta (\u00e8 notizia di questi giorni il rinvio a giudizio per 27 ex amministratori modugnesi coinvolti in un giro di tangenti) con una gestione commissariale alle spalle ed una nuova da affrontare.<\/p>\n<p>Mi auguro che i futuri candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative che decideranno di portare sulle spalle il fardello del governo locale, chiunque essi siano e a prescindere dagli schieramenti che rappresenteranno, abbiano tutti a cuore, come obiettivo comune, prioritario ed imprescindibile, la riconciliazione della comunit\u00e0 modungese, costantemente offesa, balcanizzata, desiderosa di ritrovare fiducia e serenit\u00e0.<br \/>\nUn progetto politico di &#8220;<em>rinascita \u00a0sociale<\/em>&#8221; che nei suoi molteplici aspetti culturali, economici, urbanistici, ambientali e politici, non pu\u00f2 prescindere da una riappacificazione sociale, senza rischiare il fallimento.<\/p>\n<p>Continuando la riflessione, fatti che denotano il \u201c<em>caratteraccio<\/em>\u201d di Magrone se ne possono raccontare a iosa. E\u2019 il caso di citare, per esempio, la mancata esecutivit\u00e0 della delibera consiliare n. 32 dello scorso 20 giugno che istituiva una Commissione sull&#8217;urbanistica; cos\u00ec come non si \u00e8 dato corso alla proposta votata ed approvata nel Consiglio comunale dello scorso 23 luglio per discutere quanto prima in Consiglio comunale la crisi politica in atto, riconosciuta da tutti tranne che da Magrone.<br \/>\nMagrone \u00e8 stato un sindaco che ha giocato a tutto campo senza dar conto a nessuno, senza rispettare ruoli e prassi consolidate, normate da Statuto e Regolamenti, che ha condizionato e piegato al suo volere il Consiglio comunale, che ha anteposto i \u201c<em>suoi<\/em>\u201d Consigli comunali a quelli stabiliti dallo stesso Consiglio comunale, che ha stabilito date, ordine del giorno e priorit\u00e0, esautorando le istituzioni. E\u2019 accaduto con i \u201c<em>suoi<\/em>\u201d Consigli comunali che si sarebbero dovuti tenere lo scorso 25 e 27 agosto decisi d\u2019imperio da lui, il capo carismatico, senza passare dalla Conferenza dei Capigruppo ed in assenza del Presidente del Consiglio.<br \/>\nQuello del 25 agosto, monotematico sull\u2019urbanistica, secondo il sindaco si sarebbe potuto tenere senza avere e aver eletto prima Presidente e vice Presidente del Consiglio, dal momento che questi era dimissionario, mentre per quello del 27 agosto, deciso sempre da lui, era necessario procedere dapprima all\u2019elezione del Presidente e vice Presidente del Consiglio e poi passare a discutere gli altri punti posti all\u2019ordine del giorno. Come dire decido io quando serve avere un Presidente del Consiglio eletto e quando no.<br \/>\nSi spiega cos\u00ec l\u2019incompatibilit\u00e0 del \u201c<em>caratteraccio<\/em>\u201d del sindaco a governare una citt\u00e0, e da qui, la necessit\u00e0 di chiudere al pi\u00f9 presto l\u2019esperienza Magrone?<br \/>\nDomandiamoci ancora: \u00e8 sufficiente tutto questo per decretare la fine dell\u2019amministrazione Magrone?<\/p>\n<p>Spostiamoci dal piano politico-istituzionale a quello politico-amministrativo e diciamo subito che la comunicazione istituzionale del sindaco e della Presidenza del Consiglio \u00e8 stata scarsa, lacunosa, disorganizzata, poco trasparente con venature propagandistiche. E\u2019 accaduto, per esempio, all\u2019indomani del Consiglio comunale del 28 aprile 2014 quando il sito istituzionale del Comune, apriva con il titolo \u201c<a href=\"http:\/\/www.comune.modugno.ba.it\/temp\/2014\/04\/il-consiglio-comunale-istituisce-la-commissione-per-il-piano-triennale-di-sviluppo-e-innovazione-tec.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Consiglio Comunale istituisce la commissione per il piano triennale di sviluppo e innovazione tecnologica<\/a>\u201d, mentre in realt\u00e0 cos\u00ec non era, come ho avuto modo di appurare successivamente con la richiesta <strong>prot. n.28252 del 16.06.2014<\/strong>, di accesso civico invocando l\u2019art. 5 del DLgs n. 33 del 14 marzo 2013 (\u201cDecreto Trasparenza\u201d) e il successivo sollecito <strong>prot. n. 35937 del 29.07.2014<\/strong>. Si trattava invece solo di un indirizzo politico, cio\u00e8 di una intenzione a voler fare. Peraltro, sono passati circa cinque mesi ma di \u201c<strong><em>Commissione per il piano triennale di sviluppo e innovazione tecnologica<\/em><\/strong>\u201d neppure l\u2019ombra. E mentre la propaganda istituzionale continuava a produrre annunci, come la pubblicazione dello scorso 13 agosto consultabile sul sito del comune, dal titolo \u201c<a href=\"http:\/\/www.comune.modugno.ba.it\/temp\/2014\/08\/verso-un-nuovo-progetto-ponte.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Verso un nuovo PROGETTO PONTE<\/a>\u201d, dove il nuovo era nell\u2019aver lasciato fuori la porta un sodalizio che da oltre sessanta anni tiene viva la storia e le tradizioni culturali dei modugnesi in Canada, ma di fatto non esisteva nessun progetto ponte se non chiacchiere del sindaco a voler fare chiss\u00e0 cosa, non si \u00e8 mosso un dito per modernizzare e digitalizzare la macchina amministrativa.<br \/>\nIl piano di revisione degli assetti organizzativi dell\u2019Ente approvato con delibera di <strong>Giunta comunale n.35 del 16.04.2014<\/strong> \u00e8 rimasto sulla carta. Inattuato e dimenticato, quando invece serviva ridefinire l\u2019organizzazione del lavoro, sostituendo alla concezione adempimentale un nuovo modello organizzativo di tipo sistemico, a progetto orientato a conseguire obiettivi e migliorare i livelli di efficienza ed economicit\u00e0, superando i novecenteschi modelli tayloristici di tipo burocratico. Cos\u00ec come assente un piano dell\u2019innovazione che affrontasse nella sua globalit\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 e i rapporti tra gli organi politico-istituzionali (Consigli comunali, Commissioni, Gruppi consiliari, Conferenze di capigruppo, sindaco, assessori e giunta comunale), la struttura organizzativa e la comunit\u00e0.<br \/>\nE\u2019 mancata nella maggioranza una visione politica, facendo emergere la fragilit\u00e0 dell\u2019amministrazione Magrone nella sua capacit\u00e0 di incidere sui processi di cambiamento, innovazione e modernizzazione delle istituzioni, della struttura amministrativa ed organizzativa dell\u2019ente. Ma \u00e8 mancata anche nelle minoranze, facendo venir meno quella sana dialettica, spirito critico e sprone da cui la maggioranza avrebbe potuto alimentarsi. Per questo, il quadro che si offre alla vista di chi si approccia al tema del cambiamento nel nostro comune \u00e8 semplicemente desolante.<\/p>\n<p>Anche il tema della partecipazione all\u2019attivit\u00e0 politico-amministrativa \u00e8 stato disatteso e inesistente come accaduto nella coprogettazione sociale e nelle scelte di pianificazione strategica e di sviluppo del territorio. Lo avevo formalmente segnalato nelle osservazioni al \u201c<strong>Programma triennale delle Opere Pubbliche 2014\/2016<\/strong>\u201d, <strong>prot. n. 31727 del 4.07.2014<\/strong>, in cui sostenevo che il programma appariva scarsamente partecipato e democratico, segnalando altres\u00ec \u201c<em>che non risulta esperito da parte dell\u2019amministrazione comunale alcun tentativo di condivisione e di dibattito pubblico con la comunit\u00e0 sull\u2019argomento. Ne questi possono essere ridotti a mera espressione di una elite, sia essa tecnica o politica, che decide per tutti, assegnando bisogni, tempi e priorit\u00e0<\/em>.\u201d Eppure la delibera di Giunta comunale n. 36 del 28\/04\/2014, nella relazione accompagnatoria, in premessa (pag.2) si legge che dai nuovi modelli di governance viene \u201c<em>Superata quella visione chiusa ed impermeabile dell\u2019amministrazione che per lungo tempo ha caratterizzato il modello burocratico della pubblica amministrazione<\/em>\u201d, modelli che riconoscono all\u2019Ente un ruolo di \u201c<em>regia strategica di sistema<\/em>\u201d in funzione della necessit\u00e0 di \u201c<em>interazione periodica con la comunit\u00e0<\/em>\u201d.<br \/>\nE quindi dov\u2019\u00e8 il rispetto dell\u2019art. 4 della Costituzione italiana, secondo cui \u201c<em>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit\u00e0 e la propria scelta, un\u2019attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ\u00e0<\/em>\u201d?<\/p>\n<p>Si dice che l\u2019interruzione dell\u2019amministrativa Magrone, ci mette \u201c<em>fuori dal Consorzio industriale, fuori dalla citt\u00e0 metropolitana, insignificanti nell&#8217;Aro<\/em>\u201d.<br \/>\nE\u2019 vero, e questo merita ulteriori approfondimenti. Mi preme far osservare invece, che \u00e8 altrettanto vero che durante i 15 mesi di governo Magrone, Modugno \u00e8 rimasta fuori anche dal ciclo di programmazione 2007-2013 e dal nuovo ciclo della Regione Puglia, perdendo chance e opportunit\u00e0 di sviluppo economico e sociale.<br \/>\nCito solo alcuni esempi per pudore, per non offendere il sistema delle economie locali, i disoccupati e precari, soprattutto giovani e donne, che l\u2019amministrazione Magrone ha lasciato soli in balia di se stessi senza fornirgli anche e solo un punto di riferimento, non ostante avessimo un Assessore al Lavoro ed uno alle Attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p>Nulla si \u00e8 fatto e nulla si \u00e8 detto sul Bando regionale \u201cRitorno al futuro\u201d, misura a sostegno dei giovani laureati disoccupati e inoccupati. Cos\u00ec come nulla si \u00e8 fatto e nulla si \u00e8 detto dei Nodi Informativi per il nuovo bando regionale \u201cGaranzia giovani\u201d, lasciando Modugno unico paese nella provincia di Bari privo di riferimento in tal senso. Si \u00e8 taciuto su come accedere agli \u201cAiuti a sognegno dei Cluster tecnologici regionali per l\u2019innovazione\u201d; come sostenere progetti di promozione internazionale delle Piccole e Medie Imprese locali circa la programmazione degli interventi a favore del marketing territoriale e dell\u2019internazionalizzazione dei sistemi produttivi o del Bando regionale sugli Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio per contrastare la desertificazione dei centro storico, tanto caro all&#8217;ex sindaco e favorire lo sviluppo dell\u2019imprenditoria femminile oltre che l\u2019innovazione tecnologica attraverso l\u2019attivazione di piattaforme di e-commerce. Nulla si \u00e8 detto nulla si \u00e8 fatto per l\u2019Avviso 2\/2014 della Regione Puglia che erogava contributi finanziari alle imprese per sostenere piani di sviluppo delle competenze e l&#8217;aggiornamento professionale delle lavoratrici e dei lavoratori.<\/p>\n<p>Modugno non ha bisogno di salvatori della patria, ma di persone capaci, oneste e competenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sindaco, adesso basta! Siccome hai un \u201ccaratteraccio\u201d, ti mandiamo a casa. 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