{"id":1278,"date":"2014-08-05T08:48:11","date_gmt":"2014-08-05T06:48:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1278"},"modified":"2014-08-05T08:53:12","modified_gmt":"2014-08-05T06:53:12","slug":"litalia-dello-zero-virgola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/litalia-dello-zero-virgola\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia dello zero virgola"},"content":{"rendered":"<p>La BCE (Banca Centrale Europea) di <strong>Mario Draghi<\/strong> ha avviato da alcune settimane un pacchetto di misure per stimolare i consumi e portare al 2% il livello dell\u2019inflazione (attualmente troppo basso), attraverso politiche monetarie espansive. Per questo ha ridotto ulteriormente il tasso ufficiale di sconto (costo del danaro) portandolo dallo 0,25% allo 0,15% e, per la prima volta, i tassi sui depositi nell\u2019area euro zona, diventano negativi (-0,1%). Mai cos\u00ec bassi nella storia dell\u2019Europa e non credo che in futuro si potr\u00e0 tornare a questi livelli.<\/p>\n<p>Con il tasso di sconto cos\u00ec basso, l\u2019Europa si allinea a Giappone e Stati Uniti per i quali il costo del danaro da sempre \u00e8 stato vicino allo zero.<br \/>\nEppure, provate a chiedere ad una banca il tasso di interesse applicato per un prestito e vi renderete conto di quanto lontani siete da quello 0,15%. Ma ancor prima, chiedete loro se vi concedono un prestito.<br \/>\nSe avete un lavoro irregolare (a nero), cosa abbastanza frequente negli ultimi anni, anche con garanzie patrimoniali di dieci o venti volte il valore del finanziamento, evitate l\u2019umiliazione di chiedere e cercate altre soluzioni. Cos\u00ec come se avete un lavoro in un\u2019impresa privata con un contratto \u201catipico\u201d o a tempo determinato, \u00e8 pi\u00f9 probabile che il finanziamento vi arrivi dal sud est asiatico che da una banca italiana.<br \/>\nLe cose cambiano per i dipendenti pubblici. Essi sono bombardati dalla reclame di banche e istituti finanziari che li invogliano a prendere soldi, con promesse di piani di rientro comodi e flessibili semplicemente perch\u00e8 sono a rischio zero.<br \/>\nPer le imprese il trattamento delle banche \u00e8 \u201cparticolare\u201d. Per loro, raffiche di richieste di rientro del fido accompagnati dalla riduzione, se non addirittura la sospensione unilaterale dello stesso, compromettendo molto spesso la loro capacit\u00e0 finanziaria e produttiva. Se poi l\u2019impresa ha rapporti con la Pubblica Amministrazione, le cose si complicano ulteriormente per via del cash-flow molto dilatato, costringendo le imprese ad anticipare l\u2019investimento (una sorta di finanziamento al cliente). Capite bene che per un\u2019impresa che vive del proprio lavoro \u00e8 facile esaurire la propria scorta di liquidit\u00e0. In tale situazione o i soci ricapitalizzano l\u2019impresa oppure, se ci\u00f2 non \u00e8 possibile, non resta altro da fare che chiudere la saracinesca e ricominciare da un\u2019altra parte.<br \/>\nIl sistema bancario nazionale si mostra efficiente e puntuale nell\u2019aumento dei tassi quando la BCE stringe la borsa, lenti e parsimoniosi quando si tratta di adeguarli al ribasso. A loro, le banche, piace giocare sul velluto (pochi rischi) e far piovere sul bagnato (dar soldi a chi ce li ha).<br \/>\nIn questa crisi che sembra non finire mai, chiudono e falliscono migliaia di imprese ma di banche nemmeno una. Anzi, i primi soccorsi dallo Stato e dalla BCE hanno visto proprio le banche i primi destinatari, una sorta di corridoio preferenziale per evitare che il loro fallimento travolgesse un\u2019intero sistema economico-finanziario.<br \/>\nQuesto \u00e8 senz\u2019altro vero come \u00e8 vero che la crisi \u00e8 partita proprio dalle banche e dalle loro speculazioni. Adesso, mentre noi (the people) attraversiamo la valle di lacrime, il managment bancario \u00e8 rimasto quello dei derivati di <strong>Lehman Brothers<\/strong> e gli amministratori delegati continuano imperterriti a percepire liquidazioni stratosferiche e pensioni da nababbi.<\/p>\n<p>Per via del lavoro che non c\u2019\u00e8 la \u201c<em>middle class<\/em>\u201d, l\u2019ossatura del sistema economico-sociale si \u00e8 assottigliata sempre di pi\u00f9 riducendo notevolmente la base contributiva su cui si regge uno stato sociale e la forbice tra ricchi e poveri si \u00e8 allargata sempre pi\u00f9 generando forti sperequazioni sociali che hanno provocato ricadute negative sull\u2019economia reale. Una tra tutte, il crollo della domanda interna di beni e servizi, quello che gli economisti chiamano &#8220;<em>domanda aggregata<\/em>&#8220;. In buona sostanza il problema a cui Draghi cerca di dare una risposta e lo fa attraverso una politica monetaria espansiva.<br \/>\nOra, anche uno studente del primo anno di economia sa che nella economia reale, i percettori di reddito medio-basso, cio\u00e8 la stragrande maggioranza, consumano l\u2019intero reddito, contribuendo notevolmente all\u2019incremento della domanda aggregata. Mentre, per i redditi alti accade qualcosa di diverso. Infatti una parte del reddito viene utilizzato per soddisfare i bisogni primari delle famiglie (vitto, affitto\/mutuo, assicurazioni, rette, tasse, etc.) e quindi ad alimentare la domanda aggregata, mentre il resto viene ripartito tra una riserva monetaria dettata da ragioni squisitamente psicologiche (necessit\u00e0 di poter avere disponibilit\u00e0 immediate in caso di bisogno improvviso), il resto \u00e8 risparmio che pu\u00f2 essere quindi investito.<br \/>\nQuesto significa che il reddito dei ricchi, o meglio, delle retribuzioni pi\u00f9 alte, concorre in misura marginale a determinare la domanda aggregata, quella che fa crescere il PIL, giusto per intenderci. Inoltre una discrasia sociale impone altres\u00ec interventi perquativi di politiche dei redditi, ivi compreso forme redistributive e di giustizia sociale. Tra queste possiamo annoverare il Reddito Minimo Garantito?<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 civile e liberale, dove tutti i cittadini, hanno diritti politici (diritto di voto), diritti giuridici (uguaglianza di fronte alla legge) e diritti civili (diritto al lavoro, alla sanit\u00e0, alla previdenza all\u2019istruzione, alla protezione), perch\u00e8 mai non dovrebbe essere annoverato un reddito minimo garantito? \u201cMinimo\u201d, ma uguale per tutti.<br \/>\nInsomma un passo avanti altre <strong>Beveridge<\/strong>.<br \/>\nMa se cos\u00ec non fosse, diventa pi\u00f9 difficile realizzare una societ\u00e0 di Cittadini, un pavimento comune al di sotto del quale nessun individuo, per il solo fatto di appartenere ad una comunit\u00e0, deve poter cadere senza che una rete sociale lo sostenga.<br \/>\nConcludo.<br \/>\nIl quadro sul Belpaese descritto nel <strong>Rapporto OCSE<\/strong> (Organizzazione Cooperazione Sviluppo Economico) nel suo <strong>Employment outlook<\/strong>, \u00e8 allarmante. Si parla di un Paese Intrappolato tra recessione e disoccupazione che viaggia in contro tendenza rispetto alla media.<br \/>\nL&#8217;Ocse prevede un peggioramento del tasso dei senza lavoro nel quarto trimestre del 2014 passando dal 12,2% al 12,6%.<br \/>\nStime di crescita non se ne vedono e nella migliore delle ipotesi seguono sempre lo zero virgola, mentre gli Stati Uniti viaggiano con un PIL al 4 per cento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La BCE (Banca Centrale Europea) di Mario Draghi ha avviato da alcune settimane un pacchetto di misure per stimolare i consumi e portare al 2% il livello dell\u2019inflazione (attualmente troppo basso), attraverso politiche monetarie espansive. 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