{"id":1146,"date":"2014-05-03T14:21:28","date_gmt":"2014-05-03T12:21:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1146"},"modified":"2014-08-04T08:19:21","modified_gmt":"2014-08-04T06:19:21","slug":"diritti-di-cittadinanza-non-tessere-di-poverta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/diritti-di-cittadinanza-non-tessere-di-poverta\/","title":{"rendered":"Diritti di cittadinanza non tessere di povert\u00e0!"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/78524824@N00\/393327878\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"zemanta-img-inserted zemanta-img-configured\" title=\"Asphalt People\" src=\"http:\/\/farm1.static.flickr.com\/160\/393327878_7b55b9fbda_n.jpg\" alt=\"Asphalt People\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Asphalt People (Photo credit: Mauro &#8220;Kilamdil&#8221; Monti)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Facciamo un ragionamento. Magari semplice, cos\u00ec ci capiamo.<br \/>\nMetti di essere un padre di famiglia che pu\u00f2 dare qualcosa ai propri fIgli. Metti pure che uno di loro abbia pi\u00f9 bisogno degli altri.<br \/>\nDa buon padre\/madre di famiglia quale sei, come ti comporteresti?<!--more--><\/p>\n<p>Alcune considerazioni.<br \/>\nIl Governo con il Documento Economico Finanziario 2014, per alleggerire il peso fiscale delle famiglie e stimolare i consumi interni \u00e8 intervenuto sul cuneo fiscale (aumento detrazioni IRPEF). A partire da maggio 2014 i lavoratori dipendenti che percepiscono una retribuzione fino a 1500 euro netti mensili si ritroveranno in pi\u00f9 in busta paga circa 80 euro. La riduzione dell\u2019IRPEF, dice il Governo, si giustifica non solo per la valutazione economica e la sostenibilit\u00e0 sociale del processo di risanamento, ma anche per la riduzione delle \u201cineguaglianze e della povert\u00e0 della popolazione lavorativa\u201d.<br \/>\nPer le imprese invece \u00e8 prevista a breve una prima riduzione mediante il taglio dell\u2019IRAP del 10% che verr\u00e0 introdotta con specifico provvedimento. Poi, fa sapere il Governo, si interverr\u00e0 sui pensionati e sulle partite iva e lavoratori autonomi.<\/p>\n<p>L\u2019Istat, dal canto suo, fa sapere che in Italia ci sono oltre 1 milione di famiglie senza reddito. Di queste sempre fonte Istat &#8211; oltre 600 mila hanno figli.<br \/>\nAtteniamoci ai dati ufficiali, e facciamo due conti.<br \/>\nUna famiglia con figli \u00e8 composta da padre madre e, almeno un figlio. Sicch\u00e8 se moltiplichiamo 600 mila per tre (padre, madre e figlio) otteniamo 1 milione e 800 mila individui, che sommati ai 400 mila fanno esattamente 2 milioni e 200 mila persone.<br \/>\nSempre secondo l\u2019Istat, la disoccupazione in Italia si attesta al 12,7% (aprile 2014). In realt\u00e0, come riporta l&#8217;agenzia Bloomberg (ma il dato \u00e8 avvalorato da tantissime altre fonti autorevoli), in Italia c&#8217;\u00e8 un profondo gap tra i dati ufficiali (12,7%) e quelli reali. Infatti, se si considerano (ed \u00e8 necessario farlo) anche i c.d. \u201crassegnati\u201d, cio\u00e8 coloro che si sono arresi nella ricerca del lavoro, il tasso dei senza lavoro balza al 24%, arrivando persino a toccare il 35% per i giovani e a superare il 50% per le donne. Senza poi dimenticare &#8211; per inciso &#8211; che oltre il 52% dei giovani occupati risultano precari. Ma questo merita un\u2019altra riflessione.<br \/>\nQuesto ci \u201cautorizza\u201d a modificare il dato Istat, riportandolo al valore reale che si attesta appunto attorno al 24%.<br \/>\nIn questa ipotesi il totale degli individui privi di reddito salirebbe a 5 milioni e 400 mila, cio\u00e8 circa il 10% dell\u2019intera popolazione italiana.<br \/>\nOra, se osserviamo gli interventi del Governo, cio\u00e8 il linguaggio della politica in tema di politica economica, constatiamo che esso \u00e8 rivolto unicamente ad un target sociale legato al mondo del lavoro. Il Governo parla infatti di misure in favore di lavoratori, popolazione lavorativa, interviene sulla struttura retributiva, sulla riduzione dell\u2019IRPEF, IRAP, sulle imprese, pensionati e partite iva.<br \/>\nParla cio\u00e8 ad una parte minoritaria della societ\u00e0.<br \/>\nDei senza reddito e senza rappresentanza, comunque persone in carne ed ossa, nessuno sembra preoccuparsene. Eppure sono l\u00ec, inermi come il pietrisco delle cave in attesa che qualcuno si accorga della loro esistenza, mentre vecchi ottuagenari o vetusti politici, manager e incaricati, sbavano tra scandali e ruberie, doppi, tripli e multipli incarichi, incassando lauti vitalizi, liquidazioni e pensioni da sogno.<br \/>\nNon sono certo costoro che hanno reso possibile il \u201cmiracolo italiano\u201d, ma \u00e8 utile ricordarlo, i milioni di operai che hanno dovuto lottare, strappando salari dignitosi, diritti sindacali e condizioni migliori di lavoro arrivando a sacrificare il bene supremo: la vita. Oggi, sono le stesse persone che con il loro sacrificio stanno risanando le finanze dello Stato dalle voragini generate dai predatori ed acuite da una crisi economica che non hanno n\u00e8 creato n\u00e8 voluto.<br \/>\nNon possiamo continuare a tenere fuori dalla porta una parte importante della societ\u00e0. Dobbiamo farli accomodare e sedere a tavola con noi. Un atteggiamento escludente a lungo andare \u00e8 deleterio e socialmente pericoloso perch\u00e8 introduce in nuce il germe del disordine sociale.<br \/>\nPer un individuo privato di diritti di accesso ai beni \u00e8 legittimo chiedersi perch\u00e8 mai debba osservare le regole di una societ\u00e0 che lo tiene escluso ed emarginato.<br \/>\nE ci\u00f2 non mina alla base il legame solidaristico del contratto sociale su cui si fonda la convivenza civile?<br \/>\nProbabilmente, alla domanda iniziale avrai risposto che un buon padre\/madre di famiglia interverrebbe in favore dei propri figli partendo proprio da chi ne ha pi\u00f9 bisogno.<br \/>\nE chi ha pi\u00f9 bisogno? Colui che percepisce un reddito per quanto piccolo possa essere o chi un reddito non ce lo ha proprio?<br \/>\nEcco quindi che l\u2019intervento del Governo va nella direzione opposta all\u2019opinione pubblica e dimostra che non sempre le decisioni dei responsabili politici collimano con le preferenze individuali ed il senso comune.<br \/>\nQuesto accade, da un lato perch\u00e8 l\u2019intervento \u00e8 viziato da comportamenti condizionati da un ritorno del consenso elettorale, dall\u2019altro perch\u00e8 la politica concepisce la societ\u00e0 in cui viviamo come la societ\u00e0 del lavoro e interviene quindi con misure di politica economica legate ad un mondo organizzato e funzionale al lavoro. Un mondo cio\u00e8 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Questa \u00e8 una delle ragioni per cui gli interventi producono effetti marginali se non addirittura inefficaci.<\/p>\n<p>Dobbiamo esplorare nuove vie. Una di queste potrebbe essere quella di spezzare il legame diretto reddito-lavoro. Se cos\u00ec non fosse, o noi assicuriamo lavoro per tutti, e ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 possibile, a meno che non si realizzi una condizione di guerra che porta come ben sappiamo alla piena occupazione (ma ovviamente non \u00e8 un\u2019ipotesi da augurarsi), oppure dobbiamo assicurare a tutti gli individui un reddito minimo.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 di circa 60 milioni di individui di cui solo 22 milioni e 498 mila \u00a0sono gli occupati (dato Istat ottobre 2013, tendenzialmente in dimunuzione) a cui vanno sottratti i lavoratori in mobilit\u00e0, quelli in cassa integrazione, coloro che sono in formazione, con una presenza nei giovani occupati di oltre il 50% di precari (dato Istat aprile 2014), ed una componente del volontariato che si espande oltre ogni aspettativa, dove i sistemi economico-produttivi riescono a produrre crescita economica senza occupazione, pu\u00f2 continuare a definirsi ed essere organizzata come una societ\u00e0 del lavoro?<br \/>\nE allora, se non possiamo assicurare lavoro per tutti possiamo invece garantire un reddito minimo per tutti.<\/p>\n<p>In Germania, il partito socialdemocratico (SPD), indispensabile per la formazione del Governo di Grosse Koalition (grande coalizione) con i cristianodemocratici della Merkel, ha \u201cimposto\u201d alla Cancelliera tedesca, l\u2019introduzione del reddito minimo garantito.<br \/>\nIn Italia, la \u201cgrande coalizione\u201d (PD-PDL), oggi di <strong>Renzi<\/strong>, ieri di <strong>Letta<\/strong>, <strong>Epifani<\/strong>, <strong>Bersani<\/strong>, <strong>Fassina<\/strong> &amp; company, continua a snobbarlo, quando invece \u00e8, a mio avviso, la battaglia politica per l\u2019affermazione di un diritto civile sociale del XXI secolo.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 civile e liberale, e che si definisce tale, dove tutti i cittadini per il fatto stesso di esserlo hanno diritti politici (diritto di voto), diritti giuridici (uguaglianza di fronte alla legge) e diritti civili (diritto al lavoro, alla sanit\u00e0, alla previdenza all\u2019istruzione, alla protezione) perch\u00e8 mai non dovrebbe essere annoverato un reddito minimo garantito? \u201cMinimo\u201d, ma uguale per tutti.<\/p>\n<p>Fa riflettere che uno status fondamentale, che in linea di principio dovrebbe essere comune a tutti i cittadini, stia diventando un privilegio della maggioranza.<br \/>\nMa se non \u00e8 questo che vogliamo, la soluzione non \u00e8 distribuire tessere di povert\u00e0, come sta accadendo con la sperimentazione avviata a gennaio 2014 nelle grandi citt\u00e0 italiane con l\u2019introduzione della \u201ccarta acquisti ordinaria\u201d, ma nello stabilire diritti civili per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facciamo un ragionamento. 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