{"id":1121,"date":"2013-12-04T19:57:00","date_gmt":"2013-12-04T18:57:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=1121"},"modified":"2013-12-04T20:31:30","modified_gmt":"2013-12-04T19:31:30","slug":"aspettando-godot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/aspettando-godot\/","title":{"rendered":"Aspettando Godot!"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\">Leggo un post su Facebook: \u201cMi piacerebbe organizzare un momento di studio i cui risultati fossero resi pubblici e &#8220;donati&#8221; alla pubblica amministrazione locale, che coinvolga tutti i professionisti dell&#8217;informatica residenti in questa citt\u00e0, per concorrere alla discussione di cosa sia un SISTEMA INFORMATIVO COMUNALE.\u201d<\/p>\n<p>Non commento direttamente sul post dell\u2019amico <strong>Antonio Cafagno<\/strong> (che sono sicuro comprender\u00e0), perch\u00e8 postato in un gruppo di cui non condivido l\u2019impostazione campanilistica. Non riesco ad immaginare una Modugno avulsa dal resto del mondo, isolata e decontestualizzata. Inoltre, questo modo di fare &#8211; che rispetto ma non condivido &#8211; \u00a0mi ricorda i tempi in cui, autorevoli \u201cintellettuali\u201d modugnesi che avevano nella citt\u00e0 il monopolio della comunicazione (allora!), impedivano \u00a0la libera circolazione delle idee. E\u2019 accaduto, e pi\u00f9 volte, come quando una riflessione sulla Costituzione italiana non venne portata a conoscenza dell\u2019opinione pubblica modugnese solo perch\u00e8 loro (gli intellettuali) ritenevano che il dibattito sulla Carta costituzionale non interessasse ai propri concittadini. Eppure eravamo negli anni 1997-98, al tempo della Bicamerale, e il dibattito era vivo e acceso in tutta l\u2019Italia. Ma, ai modugnesi &#8211; dicevano loro &#8211; \u2026 non interessava!<br \/>\nIl \u201cvizietto\u201d \u00e8 antico, ed \u00e8 stato esercitato ad arte dai loro capostipiti dai quali hanno imparato la lezione, ma i risvolti e le conseguenze di tali atteggiamenti sono stati a dir poco devastanti sul piano storico, e drammatici su quello personale. Proprio come accaduto al nostro concittadino <strong>Tommaso Sgovio<\/strong> internato in un Gulag dopo aver riparato nella &#8220;Patria dei Lavoratori&#8221; e costretto a rimanerci anche quando la guerra era finita e <strong>Stalin<\/strong>\u00a0morto. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Detto questo, vengo al dunque.<\/p>\n<p>Capisco la tua provocazione &#8211; perch\u00e8 di provocazione si tratta &#8211; ma penso che agitare le acque con un convegno o seminario (ai politici consiglio un convengo in meno ed un fatto in pi\u00f9) pu\u00f2 servire a catturare l\u2019attenzione di qualcuno e solo per un attimo. La cosa che tu vuoi e anch\u2019io, invece, \u00e8 quella di riuscire a convincere la politica che affrontare il tema della Modernizzazione e della Digitalizzazione dell\u2019Ente \u00e8 una priorit\u00e0 strategica ormai improcrastinabile. Essa consentirebbe non solo di mettere sotto controllo la spesa pubblica (cosa per nulla di poco conto in un momento di crisi come quella che attraversiamo), ma soprattutto di migliorare nei fatti e non negli atti (delibere o determine) l\u2019efficienza amministrativa. In tal modo si raggiungerebbe un obiettivo fondamentale per la P.A. Locale, e d\u2019altro canto si tradurrebbe in vantaggio economico e sociale per cittadini e imprese. Inoltre, questo comporterebbe finalmente la possibilit\u00e0 di innovare &#8211; nei processi e nella organizzazione del lavoro &#8211; una struttura amministrativa stantia e incrostata da oltre 20 anni di \u201cgestione\u201d politica che ha depauperato il patrimonio organizzativo ed informativo dell\u2019ente.<br \/>\nCos\u00ec facendo si (ri)affermerebbe il primato della politica sul potere burocratico e nuovi modelli organizzativi di tipo sistemico, a progetto, olografici e orientati al problem solving, si affiancherrebbero ai novecenteschi modelli tayloristici di tipo burocratico. Questo consentirebbe di cogliere la chance per modernizzare l\u2019ente, attuando la recente Deliberazione Commissariale n.35 del 16.04.2013 e rilanciare nel contempo un adeguato piano della formazione di tutto il personale, vero e autentico patrimonio.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ci vuole la laurea alla <strong>Harvard University<\/strong> per comprenderlo?<\/p>\n<p>La tua proposta di una convention sull\u2019innovazione, che apprezzo, non foss\u2019altro per il fatto che mi da l\u2019assist per questa riflessione, mi spinge a chiedermi perch\u00e8 l\u2019idea di un convegno adesso e non un anno fa o due anni fa. Le ragioni ci sono tutte oggi come ieri.<br \/>\nUn altro elemento da considerare \u00e8 che i cassetti del comune di Modugno sono pieni di studi commissionati sulla materia (e tu lo sai), puntualmente consegnati al committente (la politica), e con altrettanta puntualit\u00e0 dimenticati.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Penso invece che a farsi carico di un processo di ammodernamento dell\u2019ente debba essere proprio la Politica. E mi dispiace altres\u00ec constatare che proprio una visione politica di larghe vedute sia assente in tutta la maggioranza, facendo emergere cos\u00ec la fragilit\u00e0 dell&#8217;amministrazione <strong>Magrone<\/strong> nella capacit\u00e0 di incidere su processi di cambiamento, innovazione e modernizzazione delle \u00a0istituzioni, della struttura amministrativa ed organizzativa dell\u2019ente. Ma quel che \u00e8 peggio \u00e8 che sia totalmente assente e sconosciuta anche nelle variegate minoranze che compongono le forze di opposizione all\u2019amministrazione, facendo venir meno quella sana dialettica, spirito critico e sprone da cui la maggioranza potrebbe alimentarsi per il bene \u00a0della comunit\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Penso che in un mondo dove le transazioni socio-politiche ed economiche si consumano rapidamente, compresse in un arco temporale globalmente breve e stringente, \u00e8 necessario ripensare i paradigmi organizzativi dell\u2019Ente, individuando nell\u2019innovazione la leva del cambiamento. Una condizione necessaria per migliorare strutturalmente la qualit\u00e0 dei servizi erogati al sistema sociale ed economico, oltre che istituzionale. Per farlo \u00e8 necessario un gioco di squadra che metta in movimento l\u2019intera macchina amministrativa coinvolgendo tutte le risorse umane e progettuali presenti nella struttura, sindacati, managment e componenti istituzionali. In altre parole, penso ad un patto per il cambiamento, voluto, condiviso ed assecondato da tutti.<\/p>\n<p>Le nuove sfide di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa, competitiva e globalizzata, rese fragili dalla contingente e stringente crisi economica in atto, impongono a tutti quanti noi l\u2019impegno\u00a0ad avviare una profonda modernizzazione che inizi a muovere i suoi primi passi nell\u2019immediato\u00a0attraverso una importante \u201criforma\u201d organizzativa ed amministrativa fondata su una nuova visione dell\u2019organizzazione.<br \/>\nTale riforma deve porre come suo obiettivo primario la promozione di cambiamenti all\u2019interno di molteplici settori d\u2019intervento che non si rivelino per\u00f2 nello spazio e nel tempo oggetto di azioni ideate, progettate e realizzate separatamente, ma che, viceversa, siano parte integrante di un progetto unico ed unificante, nel contempo coerente e modulare nella sua attuazione, al fine di evitare ogni forma di ridondanza, frammentariet\u00e0 o, peggio ancora, conflittualit\u00e0.<br \/>\nMentre il quadro che si offre alla vista di chi si approccia al tema del cambiamento nel nostro comune \u00e8 semplicemente desolante.<br \/>\nTemo che l\u2019idea di modernizzare e digitalizzare l\u2019Ente abortir\u00e0 inesorabilmente e miseramente, giustificato dalla cantilena acritica che corre all\u2019unisono di bocca in bocca cercando di spostare sempre pi\u00f9 in l\u00e0 il problema con frasi di &#8220;circostanza&#8221;: \u00a0\u201cnon ci sono soldi\u201d e \u2026 \u00a0\u201csono altre le priorit\u00e0\u201d, mentre il comune, da questo punto di vista, arretra e con esso una comunit\u00e0 di cittadini (penso soprattutto ai giovani), imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti.<\/p>\n<p>Certo le responsabilit\u00e0 vengono da lontano e non possono essere addossate ad una amministrazione appena insediata. Ma se \u00e8 vero come <strong>Agatha Christie<\/strong>\u00a0sosteneva che tre indizi fanno una prova, temo che tutto continuer\u00e0 a procedere nel segno della continuit\u00e0 di chi ci ha consegnato un comune vetusto e non adeguato ai tempi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tanto l\u2019assenza di un lessico che di per s\u00e8 non pu\u00f2 avvalorare l\u2019assenza di una politica in tal senso bens\u00ec la certificazione di un bilancio comunale che stanzia <strong>ZERO EURO<\/strong>\u00a0da investire per la modernizzazione dell\u2019ente.<\/p>\n<p>L\u2019incertezza e l\u2019attesa che questa amministrazione inverta la rotta ed \u201cimponga\u201d alla struttura amministrativa di non inseguire unicamente l\u2019adeguamento alla norma e si riappropri del governo dei processi, evoca la stessa situazione dell\u2019oracolo di <strong>Isaia<\/strong> nella scolta Idumea in cui il viandante chiede: \u201c<em>Sentinella, quanto durer\u00e0 ancora la notte? E la sentinella risponde: Verr\u00e0 il giorno ma \u00e8 ancora notte. Se volete domandare tornate un\u2019altra volta<\/em>.&#8221; (Il lavoro intellettuale come professione. <strong>Max Weber<\/strong>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggo un post su Facebook: \u201cMi piacerebbe organizzare un momento di studio i cui risultati fossero resi pubblici e &#8220;donati&#8221; alla pubblica amministrazione locale, che coinvolga tutti i professionisti dell&#8217;informatica residenti in questa citt\u00e0, per concorrere alla discussione di cosa sia un SISTEMA INFORMATIVO COMUNALE.\u201d Non commento direttamente sul post dell\u2019amico Antonio Cafagno (che sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1,3],"tags":[17,30,22,45,24],"class_list":["post-1121","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","category-sociale","tag-cittadini","tag-comunicazione","tag-costituzione","tag-innovazione-tecnologica","tag-sindaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1121","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1121"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1121\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1132,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1121\/revisions\/1132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}