{"id":106,"date":"2006-10-26T15:18:44","date_gmt":"2006-10-26T13:18:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paparella.it\/blog\/?p=106"},"modified":"2012-09-25T17:11:18","modified_gmt":"2012-09-25T15:11:18","slug":"la-citta-resti-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paparella.it\/blog\/la-citta-resti-unita\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 resti unita"},"content":{"rendered":"<p>In un articolo scritto su Modugno.it a margine di una manifestazione della citt\u00e0 di Modugno contro la costruzione delle centrali, criticai gli organizzatori per non aver concesso la parola al sindaco <strong>Pino Rana<\/strong>. In quell&#8217;occasione tutti parlarono tranne il sindaco di Modugno. L&#8217;ho ritenuto un errore ma anche una violenza che negava a persona e istituzione, diritti di libert\u00e0 di parola e di rappresentanza di una comunit\u00e0. Subii una serie di critiche per questa mia posizione.<br \/>\nDopo averle assimilate tornai sull&#8217;argomento con la riflessione che segue.<!--more--><\/p>\n<p>Se non hanno condiviso ci\u00f2 che ho scritto, questo dimostra due cose. La prima \u00e8 che le opinioni degli uomini non sempre coincidono, ma non per questo vanno negate o denigrate. La seconda \u00e8 che vuole affermare l&#8217;idea che qualcuno ha diritto di parlare, altri no. Infatti al sindaco non gli \u00e8 stata data la parola.<\/p>\n<p>La manifestazione \u00e8 riuscita, la partecipazione c\u2019\u00e8 stata. Una coscienza civile e sociale incomincia a farsi strada in difesa dell\u2019ambiente e del territorio in cui viviamo. Bene. Questo percorso non va interrotto ma sostenuto, assecondato. Esso non deve essere un processo escludente, non possiamo permetterci di perdere pezzi della citt\u00e0. Al contrario, dobbiamo includere, magari tirando dentro i comuni limitrofi interessati al problema, come Bitonto, Palo del Colle, Giovinazzo, la Prima e Seconda Circoscrizione di Bari, oltre ad organizzazioni ambientaliste come Legambiente e WWF (assenti alla manifestazione del 22 ottobre 2006). Un\u2019azione unitaria forte e rappresentativa ha maggiore possibilit\u00e0 di successo.<br \/>\nLa citt\u00e0 deve essere intesa come un tutt\u2019uno, ovvero un crogiolo di singoli cittadini, partiti, istituzioni, imprese, sindacati, scuole, artigiani, professionisti, operai, disoccupati, donne e bambini, cattolici e musulmani, senza differenze e distinzioni.<br \/>\nAllora mi chiedo, perch\u00e9 dividerla?<br \/>\nI cittadini sono tali solo se concepiti all\u2019interno di un corpo sociale, con regole stabilite e condivise, con diritti e doveri, gli uni nei confronti degli altri e tutti verso lo Stato. Cos\u00ec come, un arto \u00e8 tale se concepito come parte di un corpo. Un braccio staccato, non \u00e8 pi\u00f9 un arto, ma un insieme di tessuti privo di funzionalit\u00e0. Questo vale anche per i cittadini che, separati dalla citt\u00e0 e dai suoi sistemi relazionali ed istituzionali, non sono pi\u00f9 tali.<br \/>\nPer questo il mio invito alla citt\u00e0 a saldarsi con il mondo politico ed istituzionale, superando errori e\/o incomprensioni (che pur ci sono stati), ed insieme a condurre una battaglia comune in difesa del territorio in cui viviamo.<br \/>\nIn questo il Sindaco, come primo tra eguali, ne rappresenta la sintesi, al di l\u00e0 di ogni partito e schieramento. Non dare la parola al primo cittadino, sembrer\u00e0 paradossale, ma \u00e8 come non averla data alla citt\u00e0.<br \/>\nIn una manifestazione pubblica, in cui una citt\u00e0 protesta, a Modugno non accadeva da tempo, non ci si chiede perch\u00e9 il sindaco abbia parlato ma perch\u00e9 al sindaco non gli \u00e8 stato consentito di parlare.<br \/>\nQuesto mi ha spinto a definire quella decisione \u201cinsensata e sciocca\u201d.<br \/>\nSi \u00e8 voluto tenere fuori i partiti, le istituzioni, i politici. Questo \u00e8 un errore. Chi ha deciso questa strategia, lo ha fatto seguendo le sue regole, che non sono certo quelle che governano una comunit\u00e0.<br \/>\nIn questo il messaggio che si \u00e8 cercato di far passare risulta distorto e nichilista. Per giunta, sostenere, generalizzando, che la politica \u00e8 affarista e i politici falsi e bugiardi \u00e8 fuorviante. Falsi \u00e8 bugiardi ce ne sono dappertutto, ma questi disvalori vanno ricondotti alla sfera personale di ognuno di noi e non certamente al gruppo sociale o politico di appartenenza.<br \/>\nMa ditemi chi mai si far\u00e0 carico e rappresenter\u00e0 nelle sedi opportune l\u2019istanza che la citt\u00e0 ha espresso domenica 22 ottobre? L\u2019arroccamento su posizioni intransigenti e radicali, che tentano di dividere la citt\u00e0 in buoni e cattivi, di chi sta dentro e chi fuori, rappresentano una forma di solitudine che ha in s\u00e9 il germe della propria distruzione.<br \/>\nE allora che fare?<br \/>\nTessere, come <strong>Penelope<\/strong>, una rete di relazioni sociali, politiche ed istituzionali. Non disperdere il patrimonio di competenze e professionalit\u00e0 faticosamente messo insieme e offrirlo alla citt\u00e0 attraverso strumenti istituzionalizzati.<br \/>\nIl \u201cTavolo Tecnico per l\u2019ambiente\u201d potrebbe rappresentare \u201cuno\u201d di questi momenti. Un alveo naturale in cui le rappresentanze sociali possano esprimersi e dare il proprio contributo.<br \/>\nIl problema delle antenne, o pi\u00f9 in generale dell\u2019inquinamento elettromagnetico, per esempio, non pu\u00f2 ridursi, cos\u00ec come qualcuno semplicisticamente pensa, alla redazione di un semplice \u201cRegolamento Comunale\u201d che si adegui e uniformi al Regolamento Regionale del 14 Settembre 2006, n. 14 per l\u2019applicazione della Legge regionale 8 marzo 2002 n. 5, recante \u201cNorme transitorie per la tutela dell\u2019inquinamento elettromagnetico prodotto da sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivi\u201d.<br \/>\nBisogna fare di pi\u00f9. Chiedere al Comune di dotarsi, \u201cdi un piano annuale di localizzazione per disciplinare l&#8217;insediamento degli impianti al fine di minimizzarne l&#8217;impatto estetico e territoriale nonch\u00e9 di minimizzare e rendere uniforme l&#8217;esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.\u201d.<br \/>\nIndividuare e censire gli immobili ricadenti nel demanio o patrimonio comunale per dare priorit\u00e0 all\u2019insediamento ove possibile su quest\u2019ultimi.<br \/>\nInoltre, posta l\u2019&#8217;esigenza di rendere uniforme l&#8217;esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici bisogna pensare anche a de-localizzare alcune installazioni di impianti esistenti su siti ritenuti pi\u00f9 idonei e tecnicamente adeguati alle esigenze degli operatori, da verificarsi in contraddittorio con gli stessi, anche attraverso forme di incentivazione.<br \/>\nRichiedere ai gestori di telefonia mobile un programma annuale di installazione per esaminarli nell\u2019insieme ed armonizzarli col territorio, e all\u2019amministrazione comunale, campagne annuali di misura dei campi elettromagnetici.<br \/>\nQuesto ragionamento, ovviamente pu\u00f2 essere esteso a tutte le problematiche ambientali.<br \/>\nPer questo penso che il Comitato Proambiente si deve muovere lungo questa direttrice per il bene della citt\u00e0 e per farlo ha bisogno della politica e delle istituzioni.<br \/>\nResta il fatto che per aver pensato ed esternato la mia opinione, qualche bravo ragazzo, dai cattivi pensieri, mi ha dato del burattino, mafioso, corrotto e fascista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un articolo scritto su Modugno.it a margine di una manifestazione della citt\u00e0 di Modugno contro la costruzione delle centrali, criticai gli organizzatori per non aver concesso la parola al sindaco Pino Rana. 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