Osservato un minuto di silenzio per le vittime dello tsunami e della Shoah prima dell’inizio del consiglio comunale del 31 gennaio 2005. Affollatissimo, come non mai, da un pubblico accorso numeroso e incuriosito dalle recenti vicende “giudiziarie” relative alle due ordinanze del Consiglio di Stato del 25 gennaio, che sospendono l’esecuzione della deliberazione di approvazione del bilancio annuale di previsione 2004 e pluriennale 2004/2006 e l’esecuzione della delibera del Consiglio Comunale del 2 febbraio 2004, nella parte in cui è eletta fra i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti la dott.ssa Fontanarosa.
Nel corso della seduta è stato approvato all’unanimità il progetto di educazione alla legalità denominato “Chioccolino“.
Esso riguarda i Comuni di Modugno, Bari e Bitonto e il Centro per la Giustizia Minorile ed è promosso in collaborazione con la Prefettura di Bari nell’ambito delle “Iniziative in materia di educazione alla legalità in provincia di Bari – PON SICUREZZA 2000-2006, misure II .1 (cofinanziata dal FESR) e II .3 (cofinanziata dal FSE)“.
Il progetto denominato “Chioccolino“, presentato in aula consiliare dal dirigente alla Pubblica Istruzione Vacca, sarà sottoposto alla verifica del Ministero degli Interni che potrà disporne la finanziabilità.
Il senso del Progetto è quello di diffondere lo specifico seme dell’educazione alla legalità nel “campo” della complessa realtà provinciale, ma anche quello della prevenzione delle dipendenze patologiche (alcol, droga) e la loro contiguità con stili di vita illegali e distruttivi, la realizzazione di micro-progetti di educazione alla legalità e di percorsi di inserimento lavorativo per giovani “a rischio” e interventi di prevenzione nell’ambito dell’Istituto Penale “Fornelli” di Bari attraverso la realizzazione di una struttura sportiva interna.
Nell’ambito del progetto, il Comune di Modugno ha proposto il riadattamento dell’istituto scolastico “Ghandi“, nel Quartiere Cecilia, di “notevole interesse urbanistico – si legge nel progetto – poiché situata al confine tra Modugno, il quartiere San Paolo e la zona industriale del capoluogo“.
All’interno dell’istituto scolastico potranno essere realizzati, tra l’altro, una sala multimediale, una sala giochi, un campo di calcetto, una pista di atletica, un campo di bocce, una pista di pattinaggio, un campo di pallavolo e pallacanestro, un parco giochi e un orto botanico. Il centro polifunzionale, così concepito, consentirà l’attivazione di programmi educativi, di studio, di formazione lavoro e di animazione socio-culturale. Si cercherà di avviare, inoltre, un gruppo di ragazzi interessati a percorsi formativi sulle tecniche di costruzione e manutenzione del verde attrezzato. L’obiettivo è quello di creare una specifica iniziativa imprenditoriale, che, con l’opportuno tutoraggio da parte di aziende specializzate nel settore, potrà candidarsi alla realizzazione di adeguati interventi di sistemazione e manutenzione delle aree della zona industriale. Costo indicato dalla amministrazione comunale per adeguamento della struttura è di 400 mila euro.
Tornando alla cronaca e per comprendere meglio le vicende politico-giudiziarie che hanno investito Palazzo Santacroce, ricordiamo ai lettori che l’altro ieri, 29 gennaio, le opposizioni, in una conferenza stampa messa su in tutta fretta nell’aula consigliare, immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato, denunciarono la sordità dell’amministrazione comunale di fronte alle perplessità espresse sulla validità della nomina di uno dei membri del collegio dei revisori. Francesco Bonaria uno dei consiglieri di opposizione firmatari del ricorso, sostenne che da parte dell’amministrazione fu scelta la forza e che a questa seguirono le “intimidazioni personali” durante l’iter del ricorso, tentando persino di far dimettere i ricorrenti per incompatibilità con la carica di consiglieri.
Naglieri (UdC), sempre in conferenza stampa, rincarava la dose e dichiarava che il sindaco “deve tornare a casa, visto che il suo governo è consistito solo nel distribuire prebende, e che nelle mani della magistratura penale e contabile ci sono gli atti conseguenti a questa vicenda (facendo riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato), aggravata dal fatto che il Sindaco era perfettamente a conoscenza, in anticipo, dell’ineleggibilità della Dott.ssa Fontanarosa”
Ma la battaglia politica in corso e senza esclusione di colpi, ha portato alcuni consiglieri DS (Sacco, Maiorano, Fiore), a richiedere, in consiglio comunale, le dimissioni del sindaco per “incompetenza e inaffidabilità”.
Naglieri (UdC), ha dichiarato che “a seguito di queste ordinanze diffidiamo il sindaco e gli uffici finanziari dallo spendere denaro“. Inoltre ha accusato il sindaco Rana di essere responsabile della “impasse” amministrativa che le ordinanze provocheranno. Mele (AN) ha parlato di una macchina amministrativa che non funziona perché nella maggioranza non c’è una univocità di intenti.
Bellomo (FI), si è lamentato dell’efficienza della Polizia Municipale che a differenza del 118 accorso dopo 4 minuti dalla chiamata per un incidente, ha raggiunto il luogo, dopo circa 30 minuti, non ostante le ripetute sollecitazioni telefoniche.
Resta il fatto, che l’attività del Consiglio Comunale negli ultimi tempi, è soffocata dai litigi.
Le questioni vere, quelle che interessano il cittadino vengono semmai strumentalizzate solo per sferrare attacchi da parte di taluni o metter su autodifese e ricompattamenti da parte di altri. Tutti raccontano con dovizia di particolari, citando leggi e decreti, le proprie posizioni e di come si siano battuti per impedire gli abusi più cupi che il nostro territorio sta subendo. Oggi scopriamo, – dice Bonaria – che il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha definitivamente approvato la variante strangolo della linea ferroviaria.
E mentre la maggioranza acquattata e sorniona tace, il sindaco Rana, come un Pubblico Ministero, interviene nella sua “requisitoria” e ribadisce che la posizione dell’amministrazione comunale sulle centrali è di “assoluta contrarietà”. A riguardo della richiesta dei tre consiglieri che invitano il sindaco a rassegnare le dimissioni, quest’ultimo sostiene che sia “pretestuosa e riconducibile, non ad un dissenso nel merito, – riferendosi alle delibere dell’approvazione del bilancio 2004 e della nomina della dott.ssa Angela Fontanarosa a membro del collegio dei revisori, – bensì ad una mera questione di incarichi”.
“Sono dispiaciuto della situazione che si è determinata – riferendosi alla sentenza del Consiglio di Stato – che ingessa il bilancio 2004. Ci sono delle ordinanze che devono essere rispettate e farò in modo che questo accada, ma nel merito della sentenza penso che ne vedremo delle belle”.
E dopo aver comunicato al consiglio comunale le dimissioni pervenute della dott.ssa Angela Fontanarosa da membro del collegio dei revisori , riparte.
“Sono un uomo di coalizione e mi rimetto a quelle che sono le decisioni della coalizione e solo se la richiesta delle mie dimissioni dovesse pervenire da un partito che la compone, sarebbero per me oggetto di riflessione”
Deciso e inarrestabile Rana si lascia prendere la mano e issando le vele si “abbandona” ad una analisi politico-sociale che lo vede protagonista del centrosinistra. Si autoreferenzia come “il salvatore della patria” e sferra un duro attacco al centrosinistra “pantofolaio e criticone” che non fa in tempo ad eleggere un sindaco, un rappresentante, per subito abbatterlo. “E’ successo con Magrone, non rieletto dopo due anni, con Vaccarelli che non ha concluso il suo mandato e stava per accadere anche a Bonaria. Sono una persona che si è ribellata a ‘questo centrosinistra’ e ad una ‘Modugno masochista e lesionista’ per dare una chance a quelli che verranno dopo di noi.”
Con l’elezione del 2001, “da quando Modugno ha questa coalizione, il centrosinistra sta conquistando battaglia dopo battaglia, sta crescendo”
E infine, compiaciuto di sé, annuncia di aver ricevuto un invito personale a pranzo dal presidente dei DS Massimo D’Alema.
Alcuni consiglieri sorridono, altri borbottano colti di sorpresa, non si capisce che senso ha questa dichiarazione. Se è un fatto personale avrebbe fatto meglio ad astenersi dal dichiararlo. Se così non è la sua valenza assume connotati squisitamente politici. E allora quale sarà l’oggetto di discussione?.Non certamente di quant’è buona la matriciana. Oppure del sostegno dei DS al una sua ipotetica candidatura alle prossime elezioni politiche del 2006? O ancora, per definire le strategie e individuare la nuova leadership alle amministrative modugnesi che si terranno nello stesso anno?
“Sig. Sindaco si dia una calmata”. Il centrosinistra a Modugno non è un suo patrimonio né tanto meno una sua creatura. Esso è il risultato di un percorso che vede partecipe tutti i partiti che lo compongono, dei movimenti e delle associazioni che attorno ad esso gravitano, della gente comune che simpatizza e si identifica nei valori che esso esprime, di una sofferenza che tra alti e bassi nel suo divenire, prende le mosse e getta le basi negli anni in cui lei era assente dalla scena politica. E pur ammettendo le contraddizioni che a volte si manifestano e che emergono inevitabili all’interno di una coalizione, che per storia e tradizione è diversificata, francamente mi sembra eccessivo e strumentale da parte sua scindere e proiettare sugli altri il male, quando lo connota “pantofolaio e criticone” mentre si proclama da sé vittorioso, facendo coincidere il successo di una coalizione con la sua persona.
Eppoi, sig. sindaco sente il dovere di ribellarsi ad un centrosinistra, come lei lo ha definito “pantofolaio, masochista e criticone”, ma non avverte disagio per essere sostenuto da una coalizione di centrosinistra(?) “trasformista”, che vede due esponenti di centrodestra ormai organici alla maggioranza.
Come si concilia tutto questo?
Il tempo dei sovrani è stato sepolto ormai dalla rivoluzione francese e con esso le teste dei re. Altri principi ispirano gli uomini connotando e permeando di modernità la nostra vita politica e sociale.