Esimio Senatore della Repubblica Nicola Latorre,

mi rivolgo a Lei per sollecitare il suo intervento riguardo una questione che sta a cuore ai cittadini modugnesi.
Vengo subito al dunque. Come certamente saprà, gli abitanti di questa città attendono dal lontano 1989 la realizzazione del progetto approvato all’unanimità in Consiglio Comunale il 1° marzo 1989 e sottoscritto dall’Amministrazione Comunale e dalle Ferrovie, che prevedeva, attraverso l’adozione di un impegno di spesa per 160 miliardi di vecchie lire, la realizzazione dell’interramento del piano di ferro delle linee FS e FCL nel tratto di attraversamento della città (circa 2 Km.) e la contestuale eliminazione di due passaggi a livello, via Bitonto e via XX Settembre, nel centro abitato.

Il territorio di Modugno è attualmente diviso in due dalle linee ferroviarie che l’attraversano. Le lunghe attese davanti alle sbarre dei passaggi a livello per l’assenza totale di attraversamenti pedonabili, limita e rende penosa la vita di coloro che per necessità sono costretti a spostarsi da una parte all’altra della città, e impedisce lo sviluppo armonico del territorio. Inoltre, generalmente il tempo migliora le cose, ma paradossalmente il futuro urbanistico del nostro territorio si presenta ancor più fosco, alla luce dell’approvazione nel 2003, di un “nuovo tracciato ferroviario” che chiude in una morsa la città, attraversa i comparti del P.R.G.C. vigente e ipoteca pesantemente lo sviluppo e le prospettive di crescita di questa comunità.
In un sistema politico di democrazia rappresentativa rivolgersi ai propri rappresentanti è cosa legittima, finanche auspicabile, per rafforzare e consolidare quel rapporto fiduciario e quella sana interazione tra rappresentanti e rappresentati che nasce alla vigilia di una elezione e si protrae sino al giorno precedente ad una nuova tornata elettorale. Questa è la prima ragione per cui mi rivolgo a Lei.
Il senso di disagio e lo smarrimento che percepiamo è evidente. Sulla scorta di queste paure sono nate spontaneamente in città, comitati di cittadini e associazioni che hanno posto il territorio al centro della propria azione politico-sociale arrivando finanche ad ipotizzare forme di autotassazione pur di diffondere e sensibilizzare, attraverso incontri e convegni, la cittadinanza e, nel contempo, portare a conoscenza, al di fuori dei confini comunali, il pericolo che, come uno spettro, aleggia sulla città.
Siamo convinti che il raddoppio ferroviario della Ba-Ta (perché di questo si tratta) sia un’opera necessaria per l’intera regione, e proprio per la valenza che esso ha e che investe il sistema dei trasporti dell’intera area metropolitana, può essere affrontato solo se inserito in un contesto più generale, appunto metropolitano.
La seconda ragione per cui Le scrivo, risiede nell’assenza di un riferimento certo, affidabile ed autorevole che si faccia promotore di una “intermediazione” e funga da “cerniera” tra i vari livelli istituzionali (Comune di Modugno, Comune di Bari, Provincia di Bari, Regione Puglia) nelle trattative con il Governo Nazionale e le RFI (Rete Ferroviaria Italiana), al fine di evitare il pericolo di una frammentazione dell’azione politica in un’area strategica quale quella dei trasporti pubblici, che ci fa sentire come un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro di manzoniana memoria. Si avverte la necessità di coniugare le diverse legittime istanze (a volte mosse da interessi contrastanti) che provengono dai territori geograficamente coinvolti, e di portare avanti un’azione concertata e condivisa da tutti, al fine di evitare lo stallo a causa dei cavalli che tirano in direzione opposta. Ho seguito personalmente la sua attività politica nel collegio Bari-Bitonto in campagna elettorale, e continuo a farlo tutt’oggi. Registro la passione e il forte legame col territorio che la vede costantemente partecipe dei problemi reali della gente, quando incontra i cittadini del Suo collegio (Triggiano, Bitritto e della Prima Circoscrizione di Bari -Palese-Santo Spirito) sulla questione del “nodo ferroviario” e dei passaggi a livello; questioni di cui si è fatto carico nei suoi incontri romani coi massimi vertici delle Ferrovie dello Stato. Ed è proprio in quest’ottica che il 4 gennaio 2005, il sottoscritto, avendo appreso del suo appuntamento a Roma per il 5 gennaio con l’amministratore delegato della RFI Maurizio Moretti, per affrontare il problema dei passaggi a livello di Palese, in seguito alla morte di un ragazzo di 13 anni, Le chiedeva con una email indirizzata al suo coordinatore ed alla Sua attenzione se “… volesse farsi carico anche dell’istanza molto forte qui a Modugno per lo stesso problema”. Il giorno successivo, 6 gennaio 2005, in un articolo apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno” Lei dichiarò che “L’unica questione su cui le parti restano distanti è quella del nodo ferroviario di Modugno. Ma ne riparleremo”.
Ecco la terza ragione per cui Le scrivo Senatore Latorre. (ri)parliamone. Ridiscutiamo l’intero pacchetto del “nodo ferroviario” per ridefinire una strategia comune e trovare una soluzione utile per tutti, che non penalizzi, emargini o scarichi su una parte, magari la più debole o meno rappresentata, “i costi” di una decisione che potrebbe compromettere i destini di una comunità.
Non è forse questo il senso dell’intervento del Presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella sulla questione dei trasporti dell’area metropolitana, quando, pur concordando sui contenuti, come l’accordo raggiunto a Roma per l’interramento della binari della linea ferroviaria Triggiano-Capurso, stigmatizzava il metodo che non vedeva coinvolto l’Ente Provincia quale rappresentante di ben 48 comuni?
Cordialmente

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