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(Non aver paura dei ricordi quando bussano alla tua anima. Le cose passate, pur se tristi, col tempo diventano dolci come il miele.)

Ricordo mia madre quando nelle domeniche mattina che precedevano il Natale, mentre rassettava casa e il ragù cuoceva, canticchiava “Lili Marleen”. 

Allora non capivo il senso di quella canzone, anche se, le parole, la melodia e il suono della sua voce mi affascinavano, allora, come oggi, nel ricordarla. L’ho capito dopo però, molto tempo dopo. Quella nostalgia non era per lei un semplice susseguirsi di parole accompagnate da un motivo, ma uno stato d’animo, una malinconia che segnava un’epoca storica e per le ragazze, la giovinezza, “Quando beltà splendea …”.

La cantava come a voler seguire tracce emozionali che le facevano (ri)vivere un mondo ormai passato fatto di restrizioni, di tessere del pane, allarmi delle sirene e corse nei rifugi sotterranei delle scuole o degli scantinati dei palazzi, per ripararsi dalle bombe. Eppure lei, non aveva mai avuto paura della guerra e neanche della morte, che le dette tempo per vivere, e quando si presentò, la prese con dolcezza. Anzi, era persino sprezzante col destino e si divertiva quando raccontava di sua sorella Ida, impaurita dalle esplosioni delle bombe sganciate come “confetti” dalle fortezze volanti degli americani.

Lili Marleen fu scritta nel 1914 come una poesia, ma divenne canzone nel ‘38. Il suo successo però arriva solo nel ‘41, quando la cantante ed attrice tedesca, Marlene Dietrich, la interpreta in modo sublime con la sua voce ammaliante e sensuale. Veniva trasmessa dalle emittenti militari tedesche tutte le sere per risollevare il morale dei soldati nelle caserme e sui campi di battaglia.

Fuggita negli Stati Uniti, Marlene Dietrich la cantò per le truppe alleate contribuendo alla popolarità tra i soldati di tutte le nazionalità. In breve divenne la canzone dedicata a tutte le mogli, donne, fidanzate e ragazze, alle quali ogni uomo al fronte pensava a quella languida dolcezza nei vari momenti della sua vita da soldato. E Iolanda, mia madre, era tra queste!

LILI MARLEEN

(di Hans Leip)

Tutte le sere

sotto quel fanal

presso la caserma

ti stavo ad aspettar.

Anche stasera aspetterò,

e tutto il mondo scorderò

con te, Lili Marleen.

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