Dopo anni di ricerca puntigliosa, si svela una pagina di Storia inedita della “Comunità Modugnese”. Mai indagata, mai scritta, ma non per questo meno importante di altre che hanno riempito le pagine di testi, monografie e libri di storia, grazie alla generosità di valorosi ermeneuti. Al contrario, posso affermare senza alcun dubbio, che essa è la Storia di una Comunità fatta di famiglie vissute nel XIX secolo, di cui conosciamo nome, cognome, data di nascita, contratti di lavoro stipulati con lo Stato del Brasile, attraverso Agenti di compagnie di navigazione a vapore, o direttamente con fazenderos paulisti, assunti alle loro dipendenze nelle fazende di produzione di caffè, canna da zucchero e caucciù. I loro nomi (modugnesi, baresi, bitontini, grumesi, etc.), spiccano sui “Libro Matricula“, dell’Hospedaria de Imigrantes.

Sono partiti dalla Terra di Bari ( Modugno, Bari, Bitonto, Grumo Appula, Palo del Colle, etc.), ed hanno contribuito con il loro lavoro e sacrificio, pagando a volte con la propria vita, al processo di colonizzazione avviato dal Brasile nel corso del XIX Secolo. 

Questa non è la storia di eroi che hanno compiuto missioni impossibili, e neanche la storia di generali al comando di invincibili armate, diplomatici di spicco o politici illustri finiti sui libri di storia. Sono solo frammenti di vita di umili cafoni, che non hanno mai fanno scalpore, neanche quando sono scoppiati assieme alle mine, nelle miniere di Dawson nel New Mexico, o si sono inabissati assieme ai piroscafi, che avrebbero invece dovuto offrirgli quella chance che il destino gli ha negato. Sono persone vere, realmente esistite, che hanno scritto col sangue ed il sudore, una delle pagine più esaltanti della storia recente, parte integrante ed identitaria delle nostre comunità in cui ognuno di noi sente di potersi identificare.

A loro, a quegli uomini coraggiosi, a cui sinora è stato negato il diritto di essere ricordati, dedico la mia ricerca, che è solo la prima pagina di un capitolo di un libro che non smetterà mai di essere scritto, e mi auguro raccontato, per onorarne la memoria.

Hospedaria des Immigrantes

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