Bari – Il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, e l’assessore ai Trasporti, Sante Giordano, definiscono determinante l’aspetto della concertazione e della condivisione che, ha visto protagonisti tutti gli Enti interessati, all’Accordo di Programma sul Nodo ferroviario di Bari ed il collegamento Bari-Bitritto, firmato ieri, 17 novembre, a Roma.
Con questo Accordo di programma, che ha interessato il Governo centrale, le Ferrovie dello Stato e Appulo Lucane, la Regione Puglia, le Amministrazioni Provinciale e Comunale di Bari e Bitritto, – dice Divella – il centrosinistra dimostra di essere capace di intraprendere un percorso condiviso per la soluzione di problematiche relative ai trasporti ed alla mobilità su un territorio intercomunale, che vede collaborare i vari livelli istituzionali per dare risposte certe ai cittadini pugliesi”. “Dando prova – ha proseguito il Presidente – che è possibile affrontare le questioni relative alla mobilità ed al trasporto pubblico tenendo ben presente i problemi di sostenibilità ambientale nelle scelte da intraprendere e, nel contempo, evidenziando la capacità di interagire dei soggetti istituzionali, capaci, in questo modo, di utilizzare al meglio le risorse disponibili”.
Infine, nell’assicurare che la Provincia di Bari è pronta a rilasciare le necessarie autorizzazioni, l’assessore Giordano, ha poi aggiunto, che “alcune problematiche riguardanti la città di Bari ed il proprio territorio metropolitano, è necessario vengano affrontate in sinergia, come i Piani della Mobilità Urbana e Territoriale, e gli spostamenti casa–lavoro dei cittadini del territorio metropolitano”.
A Modugno, mentre il nuovo tracciato ferroviario della Bari-Taranto, nel tratto che interessa il nostro comune procede spedito coi lavori, tutto tace, quasi fosse una cosa avulsa e separata dal Nodo ferroviario di Bari. L’amministrazione comunale, assente in molte trattative che spasmodicamente si stanno tenedo a Roma presso il Ministero dei Trasporti, sembra incapace di far sentire la sua voce. Il sindaco Rana attestato su posizioni di difesa, attende in silenzio di essere chiamato, dopo l’intesa per un nuovo incontro, che si sarebbe dovuto tenere entro il 3 novembre, preso nella conferenza di servizi svoltasi a Roma il 13 ottobre scorso. Siamo arrivati a fine novembre e di nuovi incontri nemmeno l’ombra.
“Sembrano in difficoltà ed impacciati dopo le nostre ossrvazioni – ha sussurrato il Sindaco Rana, ieri sera, nella sala “Il Laghetto”, dove ha partecipato come ospite ad un incontro pubblico su “Primarie e Partito Unico Democratico”, organizzato dal Movimento “Uniamoci” e ‘iIl Dialogo – “, riferendosi alla presenza di amianto nella cementeria e all’attraversamento dei comparti, del nuovo tracciato ferroviario.
Può anche darsi che il silenzio delle RFI sia un segno di difficoltà, ma non possiamo attendere inerti che altri decidano della nostra sorte senza svolgere un ruolo attivo e propositivo sulla vicenda. Se così fosse, di fronte ad una soluzione calata dall’alto, come sta avvenendo in virtù della legge obiettivo, ci rimarrebbe solo la possibilità di accettare o resistere, e, in quest’ultimo caso, fino a quando? E con quali risultati?
La situazione gattopardesca che si è determinata, mi induce a pensare più ad un gioco in cui forze oscure tendono a mantenere fluida indefinita e capriscciosa la situazione, dissimulando i propri interessi con le ragioni e i diritti di un’intera comunità. Per impedire ciò, la città tutta, deve far sentire la sua voce e formulare una proposta accompagnata da una strategia di fuga, un’uscita di sicurezza, come la definiva Silone.
Volendo semplificare: un solo tracciato ferroviario per la città, ma se proprio non è possibile (tecnicamente o finanziariamente) portare ambedue le ferrovie (Rfi e Fal) nel nuovo o nell’attuale tracciato, senza che queste dividano la città, non sarebbe il caso di accettare il nuovo tracciato ferroviario condizionandolo al contestuale interramento della Fal nell’attuale sedime?