Modugno, Piazza Romita

Venerdì 27 giugno Piazza Arcivescovo Romita, è stato il palcoscenico artistico-letterario e cinematografico urbanisticamente sobrio ed accogliente che ha ospitato il DRIFfest – Festival Cinema&Letteratura Del Racconto, il Film.

Le piazze e gli edifici storici offrono una cornice suggestiva e unica per eventi letterari e cinematografici, esaltano la bellezza del luogo e creano esperienze immersive di alto impatto emotivo. E come se si stabilisse un legame diretto tra la cultura proposta e il contesto storico in cui si sviluppa.

Piacevole serata con scarsa partecipazione. La bassa partecipazione agli eventi letterari e cinematografici è un problema diffuso, ma il tentativo di portarli nelle piazze del centro storico rappresenta, a mio avviso, una strategia potentissima per rivitalizzare il tessuto sociale e culturale di una comunità. 

Senza voler cercare ad ogni costo giustificazioni, si deve riconoscere che la programmazione serale o infrasettimanale, come quella di ieri, oggettivamente, può scontrarsi con gli impegni lavorativi o familiari di un pubblico potenzialmente interessato. A ciò si aggiunge una sorta di percezione di “elitarismo” o quantomeno complessità dei contenuti, soprattutto per quegli eventi più specifici o accademici, i quali possono essere percepiti come troppo complessi o poco accessibili a chi non ha già una profonda conoscenza dell’argomento. Un elemento che va ricercato sempre e ovunque possibile, ma che spesso manca, è l’interazione col pubblico. Di solito questi eventi sono unidirezionali, con una lezione frontale o una proiezione, limitando la possibilità di scambio e coinvolgimento attivo del pubblico. Capisco che ciò non sempre è possibile, ma il tentativo va fatto. Inoltre, la perdita di pubblico oggi è dovuta anche all’ampia offerta di contenuti online (piattaforme streaming, e-book, podcast), che  rende meno “necessaria” la partecipazione fisica ad un evento. Il  tempo libero si sa, è limitato e le persone hanno a disposizione una vasta gamma di opzioni per l’intrattenimento, che vanno dalle attività sportive agli eventi musicali, dalle serate con gli amici allo shopping. A ciò si aggiunge il disinteresse o la scarsa abitudine alla fruizione culturale. In alcune fasce della popolazione, soprattutto tra i giovani, può esserci un disinteresse generalizzato per la cultura cosiddetta “alta” oppure una scarsa abitudine alla lettura e alla frequentazione di eventi culturali. Per questo fa bene l’assessore alla cultura Antonio Alfonsi ad insistere sulla necessità di portare tali eventi nelle piazze del centro storico per rivitalizzare il tessuto sociale e culturale del territorio, che dice, sta crescendo. Le piazze sono per definizione luoghi di incontro aperti a tutti, eliminano barriere fisiche e psicologiche, inoltre l’accesso è gratuito e immediato e favorisce la partecipazione anche di chi non si reca abitualmente in luoghi culturali specifici e chiusi, come possono essere biblioteche, sale cinematografiche o auditorium. Il centro storico è il cuore pulsante della città, un luogo familiare e vissuto quotidianamente da chi risiede. Trasformarlo in un teatro a cielo aperto o un palcoscenico per la cultura lo rende immediatamente più accogliente ed attraente. Non è azzardo portare eventi letterari e cinematografici nelle piazze del centro storico ma una modalità per aumentare la partecipazione e, per dirla tutta, una vera e propria strategia di investimento nel benessere sociale e culturale di una comunità, trasformando gli spazi urbani in luoghi di incontro, crescita e chissà, fornire anche alle persone l’occasione per la riscoperta architettonica ed urbanistica di luoghi che abitualmente frequentiamo ma che non conosciamo.

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