
Con le tue esili mani, impastate nella terracotta, hai plasmato opere e impresso le tue impronte, disseminando arte ovunque. Opere talvolta imponenti per dimensioni, che la tua creatività ha dapprima immaginato e, poi, imposto alle tue mani il compito di realizzarle. Penso a l’altorilievo della Chiesa di San Marco a Locorotondo, la statua in marmo della Madonna presso l’Abbazia Madonna della Scala a Noci e la statua di Santa Teresa e tabernacolo in bronzo per la Chiesa di Santa Teresa a Bari, giusto per citarne alcune. Per noi, a Modugno, la tua città natale, il monumentale portale in bronzo a cera persa che adorna imponente il sagrato della splendida Chiesa dell’Immacolata.
Eppure, quella città che tu hai amato con delicatezza e discrezione, per un istante si è distratta lo scorso 22 aprile ed è mancata all’ultimo saluto di un figlio illustre, quando quel portale ha aperto le sue braccia e lo ha accolto.
Il Maestro Massarelli è stato uno scultore particolarmente radicato nel suo territorio, nei confronti del quale ha nutrito un forte legame sempre presente e vivo nei contenuti e nei materiali delle sue opere.
Sento però di voler ricordare qualcosa apparentemente insignificante per le sue modeste dimensioni e povertà del materiale impiegato, la terracotta, appunto, ma che ha in sé, invero, qualcosa di grande per la sua unicità e rappresentatività per la Città di Modugno. Il Maestro ha saputo immaginare una scultura in terracotta a tutto tondo, policroma, riuscendo, in una sola opera, a raccogliere in sé, fondendoli in armoniosa unità, le componenti più significative di un territorio complesso e in continua trasformazione nel suo divenire. Modugno.
Un’opera rappresentativa per la città, in cui elementi e volumi geometrici contengono e valorizzano frammenti di natura e di storia, rappresenta una globalità ricca di coesistenze e interconnessioni che nel tentativo dell’incontro e dell’adattamento reciproco delle parti trova la sua identità e il suo futuro.
Così le pietre, il cardo, il Casale di Balsignano si adattano e si fondono alle nuove fissità degli edifici e delle fabbriche mentre l’ulivo sembra, nel suo avvolgente abbraccio, voler ribadire con la forza della sua plasticità il valore – nonostante tutto – della natura e della terra.
Un’opera, unica nel suo genere, commissionata allora dal sindaco Giuseppe Rana e realizzata dal Maestro in numero limitato di esemplari, ciascuno con sottili variazioni che ne accentuano l’esclusività, concepita come un tributo tangibile al merito, un riconoscimento del valore intrinseco di coloro che hanno contribuito in modo significativo al benessere materiale e spirituale della collettività, incarnando gli ideali più alti e ispirando, con il loro esempio, donne e uomini.
Con le sue mani e la sua dedizione, ha saputo creare opere d’arte che hanno lasciato un’impronta indelebile diffondendo bellezza e significato ovunque. Una di queste, realizzata con maestria e passione, è stata donata dalla Città di Modugno a personalità che si sono distinte nella vita politica, civile e religiosa, come l’arcivescovo Francesco Cacucci, oppure a istituzioni nobili, come la Fanfara dell’Arma dei Carabinieri, a testimonianza del valore artistico e culturale dell’opera.
In particolare, nel giugno del 2008, un esemplare dell’opera è stata donata a Sua Santità Benedetto XVI durante un’udienza papale, un evento di grande rilievo che ha sottolineato l’importanza dell’arte come strumento di comunicazione e di espressione universale. Il dono, accolto con gratitudine e apprezzamento, rappresenta un legame simbolico che si è voluto stabilire tra la Città di Modugno, l’artista e il Pontefice, unendo la comunità locale e la Chiesa Cattolica in un gesto di cordiale condivisione e stima reciproca.