Due semplici considerazioni le offro agli iscritti del M5S.

La prima.

E’ necessario superare il limite dei due mandati. Non si può gettare alle ortiche un patrimonio di conoscenza ed esperienze politiche acquisite con impegno, sacrificio e rinunce, proprio nel momento in cui si dovrebbe iniziare a capitalizzare.

La seconda.

E’ tempo di pensare ad organizzare sui territori, sia esso comunale o regionale, forme di “contrattualismo politico”, che superi la solitudine monolita del movimento.

Il contrattualismo politico non è il “ciambotto” che conosciamo. Esso è una precisa e documentata filosofia politica moderna, da cui insorge l’obbligo politico e discente la sua azione pragmatica.

Quanto detto non è auspicabile, ma necessario, pena la marginalità a mera testimonianza del movimento sulla scena politica.


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