Il portale Modugno.it vuole riconsiderare riflessivamente parte di quanto è stato diffuso dagli organi di stampa sul problema della cosiddetta Sars (il coronavirus, portatore della polmonite atipica), ed in particolare gli articoli del 23 e del 24 aprile firmati da Cristina Zagaria su “La Repubblica “ di Bari (intitolati, rispettivamente, “Polmonite, l’incubo della festa patronale” – occhiello, “così si è diffuso il virus che allarma la comunità di Modugno a Toronto” – e “A Modugno scatta il piano antivirus” – occhiello, “allarme polmonite, riunione d’emergenza tra sindaco ed esperti Asl”).
Tenendo fede alla principale attività del portale, ossia contribuire ad una aggregazione e ad una ricomposizione culturale della modugnesità in tutte le sue manifestazioni, ovunque esse abbiano luogo, e nel contempo monitorare, a fini giornalistici e informativi, quanto accade nel Comune di Modugno e nei dintorni, nonché quanto si presenta in stretta relazione con esso, modugno.it si fa portavoce della presa di posizione forte e decisa da parte delle nostra comunità di Toronto.
Sulla base di una specifica richiesta della “Colonia modugnese” di Toronto, con la quale il portale intrattiene rapporti privilegiati, attraverso costanti contatti elettronici, telefonici, diretti, modugno.it riporta la testimonianza sincera e diretta del gruppo comunitario su quanto effettivamente avvenuto circa il problema della Sars, per smentire alcune notizie allarmistiche circolanti da tempo.
Il presidente della Comunità, nella persona di Oronzo Mattiace, ed il Past President, nella persona di Domenic Trentadue, hanno sollecitato un nostro intervento di mediazione al fine di invitare “La Repubblica” a smentire quanto è stato scritto dalla Zagaria negli articoli anzidetti, nel suo stesso interesse e del bacino di lettori a cui si rivolge quotidianamente. Sarebbe d’uopo, pertanto, che la testata in questione rivedesse la sua posizione e/o pubblicasse immediatamente su una delle sue pagine interne un articolo di rettifica e di scuse, meglio se scritto dalla stessa redattrice del servizio, onde evitare in futuro altri spiacevoli inconvenienti.
In un momento in cui gli stessi addetti ai lavori, vale a dire, i medici e gli scienziati, scoraggiano dalla formulazione di conclusioni affrettate su una malattia che sta mietendo molte vittime, non si possono sostenere affermazioni come le seguenti:
- a causa dei decessi dei modugnesi Giuseppe Grande e Luigi Romita a Toronto, tutta la Comunità modugnese è stata messa in quarantena (una Comunità, si badi bene, di più di 7 mila persone);
- l’effetto scatenante della malattia potrebbe essere stato con tutta probabilità la festa di San Giuseppe, al Regency Banquet Centre di Concord, una festa che ha visto la presenza di circa 400 persone;
- a Modugno è scattato il piano antivirus ed ogni rapporto col Canada è stato congelato
Per quanto riguarda il primo punto, i massimi rappresentanti della Comunità modugnese ci hanno scritto che “non è assolutamente vero che tutta la Comunità modugnese di Toronto è sotto quarantena”. Inoltre, bisogna appurare se le dichiarazioni rese da Lidia P. alla giornalista de “La Repubblica” (ma quest’ultima non specifica che l’interpellata vuole conservare l’anonimato) – “Ci hanno detto di uscire solo con la mascherina e di osservare alcune regole per non contrarre il virus” – siano la conseguenza di un’ordinanza emanata ufficialmente o le precauzioni diffuse dagli organi locali.
Dalla Comunità modugnese ci hanno fatto sapere pure che la festa di San Giuseppe non ha alcuna attinenza con la polmonite atipica: “Fu nell’ospedale Scarborough Grace che il sig. Romita e il sig Grande furono contaminati dal virus”; ciò per la ragione che, tempo prima, una famiglia cinese di ritorno da Hong Kong fu ricoverata nella stessa struttura utilizzata dal Grande per un’operazione tumorale. Questa è la verità. Dire, inoltre, che per l’autorità sanitaria di Toronto le 400 persone presenti alla festa di San Giuseppe sarebbero a rischio Sars non significa nulla: potenzialmente, tutti siamo a rischio Sars. Infine, ha scritto la giornalista: “Sotto accusa è la festa di San Giuseppe”. Sotto accusa, da parte di chi?.
Per quanto riguarda il piano antivirus predisposto dal sindaco di Modugno Giuseppe Rana, va precisato che il primo cittadino si è limitato ad aderire alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In un comunicato ha scritto che la “sfortunata circostanza” della malattia può considerarsi superata, “tenuto conto delle informazioni immediatamente assunte dal Canada”. Molti membri della Comunità modugnese di Toronto sono rimasti molto addolorati e rattristati quando si sono messi in contatto con i rispettivi parenti di Modugno ed hanno ricevuto manifestazioni tiepide, quando non addirittura irriguardose. Hanno perciò scritto che “bisogna essere più sinceri, aperti, onesti e precisi su quello che si dice e si scrive ed assumersi un senso maggiore di responsabilità”.