Modugno, raddoppio ferroviario
Modugno città

Caro sindaco,

mentre una parte delle opposizioni alla tua amministrazione chiede al Presidente della Repubblica, al Ministero dei Trasporti, etc., etc., “di conoscere le motivazioni del ritardo della consegna dei Lavori di Interramento tratto Ferrovie Appulo Lucane“, (https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=404601574439981&id=112556580311150), provo ad allargare l’orizzonte sulla questione ferroviaria osservandolo da un’altra vista logica, che non sia unicamente la temporalità dell’esecuzione dell’opera, ma anche e soprattutto la prospettiva di uno sviluppo urbanistico della nostra città, che non può prescindere da un rammendo territoriale ed una ricucitura del tessuto sociale che necessariamente esso comporta.

Dico questo, non certo per eludere il problema posto dai consiglieri di opposizione, peraltro non condivisa da tutta l’opposizione (chissà perchè), né tanto meno giustificare il ritardo nella consegna dell’opera. Ci mancherebbe. Ma quando si eseguono opere pubbliche di tale complessità è inevitabile che la vita di una comunità ne risente in tutti i suoi aspetti quotidiani (inquinamento da polveri e acustico, trasporto pubblico, accessibilità, soppressione di servizi di pubblica utilità, allungamento dei tempi di percorrenza, etc.etc.). Ma sappiamo anche che tale disagio avrà una durata limitata e che alla fine dei lavori il risultato risarcirà abbondantemente, ne sono convinto, il sacrificio fatto. In generale, possiamo considerare a pieno titolo come compensativi a fronte del disagio la riconversione ad altri usi dei suoli occupati dalla linea e dagli impianti ferroviari attuali che verranno successivamente dismessi; il miglioramento delle condizioni di vita negli ambienti oggi attraversati dalla linea dismettenda; il miglioramento dei servizi di comunicazione e trasporto che si conseguiranno con la realizzazione dell’opera in progetto. Del resto lo vediamo già con i lavori infrastrutturali della rete idrica-fognante, del gas, della fibra, tutte opere strategiche di cui la collettività ne trae, nel presente e nel futuro, beneficio. Quello che non dobbiamo mai perdere di vista semmai è il risultato finale, che per taluni versi è anche oggetto di questa riflessione.

Del resto sappiamo bene che è abbastanza frequente in corso d’opera, soprattutto quando si tratta di opere pubbliche di grandi dimensioni qual’è appunto ciò di cui parliamo, trovarsi di fronte a situazioni impreviste che ritardano il prosieguo dei lavori per svariate ragioni, ed hanno bisogno, come si dice in gergo, di varianti progettuali che purtroppo ne allungano i tempi. Peraltro accade durante i lavori, di dover migliorare aspetti funzionali dell’opera che differiscono dal progetto originario, o realizzare economie di scala per finanziare quelle migliorie, tutte questioni che richiedono modifiche progettuali e che, se da un lato migliorano gli aspetti complessivi dell’intervento, dall’altro ne allungano inevitabilmente i tempi.

E comunque, definito il contesto di questa lettera, mi rivolgo come singolo cittadino, direttamente a te Nicola Bonasia, sindaco della Comunità modugnese, e per farlo mi servirò di una domanda. La stessa domanda che si è posto il sindaco di Bari Antonio Decaro:

Ve la immaginate Bari con un grande parco urbano che scavalca i binari della stazione centrale e unisce finalmente i quartieri “al di là della ferrovia” con il centro cittadino?” (https://www.facebook.com/antdecaro/posts/3238266736274968)

Ecco Nicola, mi permetto di rivolgere la stessa domanda a te, ma nel contempo a tutta la Comunità modugnese:

Ve la immaginate Modugno con un grande parco urbano che scavalca i binari della stazione centrale e unisce finalmente i quartieri “al di là della ferrovia” (penso a Piscina dei Preti), con il centro cittadino?

A questa domanda che il  sindaco di Bari Decaro si è fatto alcuni mesi fa, è arrivata la risposta. La risposta è nei fondi del PNRR (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza), che ha posto per la Puglia una somma di circa 400 milioni di euro, di cui 100 milioni destinati appunto, per la riorganizzazione del nodo ferroviario di Bari. Serviranno per gli interventi di ricucitura urbana tra il centro storico e i tre quartieri Carrassi, San Pasquale e Madonnella (https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/10/10/news/bari_comune_e_rfi_al_lavoro_per_il_nodo_verde_di_fuksas_cantiere_al_via_nel_2023-321555222/). Colpaccio messo a segno dal Sindaco dei Sindaci d’Italia.

Ricordo anche che in campagna elettorale Nicola Bonasia Sindaco di Modugno, allora candidato, rivolgendoti al sindaco di Bari Antonio Decaro hai detto, verrò da te per vedere come fai e farlo anch’io.

Ecco Nicola, questa potrebbe essere l’occasione per farlo e ancora una volta (non sarà l’ultima) ti chiedo se intendi onorare l’impegno fatto in campagna elettorale e fare per Modugno quello che Decaro sta facendo per Bari?

Più specificatamente ti chiedo, pensando di interpretare gran parte della Comunità modugnese, cosa intendi fare a Modugno delle aree ferroviarie dismesse che si libereranno a conclusione dei lavori di interramento dei binari della FAL e del sedime già libero dai binari RFI, inteso come forma di compensazione per il territorio sottratto dalla stessa RFI per il nuovo tracciato, e quindi destinate alla fruizione dei cittadini, se opera di mitigazione si tratta e non di utilizzo per altri scopi?

E’ bene ricordare altresì che l’idea del Parco urbano voluto dall’amministrazione Magrone è stata da te condivisa da subito, prima ancora che diventassi sindaco, a differenza di altre parti politiche, oggi all’opposizione, che a riguardo si sono mostrate allora come oggi, agnostiche sul tema, se non addirittura contrarie a voler destinare l’area della ex cementeria ceduta al Comune di Modugno a Parco urbano.

Non è forse questa una occasione che si presenta accidentalmente in questo inizio di mandato da sindaco per avviare uno scambio di opinioni con il tuo collega di Bari sull’argomento e verificare la possibilità concreta di fare anche a Modugno quello che egli farà a Bari?

Ad substantiam.

A Parigi l’Hotel de Ville, il comune metropolitano parigino ha realizzato negli anni sessanta, su un’area ferroviaria dismessa, simile a quella che si determinerà a Modugno come a Bari, la “Coulée verte”, una magnifica promenade costeggiata da boulevards, che  da Place de la Bastille,  insinuandosi tra vie e palazzi del centro parigino, si infila nel parco “Bois de Vincennes”, un’area che occupa circa 995 ettari, tre volte più grande di Central Park a New York e quattro volte l’estensione di Hyde Park a Londra.

E’ probabile che tu la conosca già per averla esaminata come caso didattico nel corso degli studi universitari, e comunque ti invito a visitarla di persona se non ci sei mai stato, organizzando magari un tour di lavoro, assieme a tecnici, urbanisti, architetti, politici e imprenditori, per esaminare sul campo e più da vicino l’idea progettuale realizzata nella “Ville lumiere“, che ben si presta ad essere fatta anche qui da noi a Modugno.

E’ un’occasione STORICA, UNICA e IRRIPETIBILE che si presenta per la nostra città e merita di essere colta. Potrebbe rappresentare lo spartiacque col passato, l’ingresso nel  nuovo millennio all’insegna della modernità. L’avvio di una vera ed autentica transizione ecologica, ma anche una sorta di risarcimento morale e materiale verso una comunità che ha pagato un prezzo altissimo per l’industrialismo del Paese in termini territoriali, molto spesso sfregiata urbanisticamente nella sua intimità.  

Per farlo è necessario aprire con la città un grande dibattito pubblico con tutte le sue componenti che ne costituiscono l’ossatura economica, sociale, culturale e politica (cittadini, libere forme associative, movimenti sociali, ordini professionali, singoli ingegneri, architetti e geometri, urbanisti, docenti universitari, enti, università, politecnico, imprenditori, sindacati, intellettuali e uomini di cultura), per decidere “ensemble” lo sviluppo futuro che intendiamo dare al nostro territorio, coniugando e mitigando l’industrialismo perpetrato sinora, che mostra da tempo limiti e segni evidenti di crisi, con la  nostra vocazione culturale, tutelando e valorizzando il nostro Heritage.

Inoltre e chiudo, ti invito a “pretendere” e vigilare sull’abbattimento del #cavalcaferrovia di via Bitonto al termine dei lavori ferroviari, sul quale l’ex assessore ai trasporti della Regione Puglia Giovanni Giannini, interpellato dal sottoscritto si è espresso assicurandone l’abbattimento, cosa peraltro ribadita su Facebook da Matteo Colamussi, Direttore Generale presso le Ferrovie Appulo Lucane.

Con stima e amicizia

Raffaele Paparella