Si è tenuta il 28 giugno 2005, nella sala conferenze del Comando della Polizia Municipale, in via Maranda a Modugno la Conferenza stampa indetta dal Comune di Modugno per chiarire la sua posizione riguardo la sentenza del Tar Puglia del 21 giugno 2005 che ha dichiarato inammissibile per mancato rispetto dei termini di deposito, il ricorso R.G. n. 2405 del 2004 proposto dal comune di Modugno contro il Ministero delle Attività Produttive e nei confronti della società Energia SpA.

Erano presenti il sindaco Giuseppe Rana, l’assessore all’ambiente Giacomo Massarelli, l’avv. Luigi Campanale, che assiste il Comune di Modugno dinanzi al TAR Puglia nel ricorso presentato.
Il sindaco Rana aprendo la conferenza stampa ha illustrando ai media presenti in sala, gli attacchi alla salute e all’ambiente che da anni vengono perpetrati sul territorio modugnese, per via di insediamenti e attività inquinanti, focalizzando l’attenzione sull’area industriale a ridosso del territorio modugnese. Ha anche stigmatizzato l’impotenza del comune di fronte alle scelte che sono state sinora fatte dal consorzio ASI, per l’impossibilità dell’amministrazione comunale di poter incidere o influire su tali scelte. Anzi aggiunge. In molti casi siamo rimasti letteralmente isolati su alcune posizioni, vedi la vicenda della costruzione dell’impianto di produzione di energia elettrica da parte della società Energia Spa oggetto della conferenza stampa, che ha incassato il sì della Regione Puglia da parte dell’ex presidente Raffaele Fitto, della provincia di Bari nella scorsa legislatura e del comune di Bitonto, con la sola opposizione del Comune di Modugno. Il sindaco ha dichiarato che è “assurdo tutto quello che sta accadendo sul territorio di Modugno ed assicuro l’impegno dell’amministrazione comunale con il coinvolgimento della Regione Puglia e dei cittadini a dare battaglia a che questo non si realizzi sul nostro territorio”. Rana difende anche la scelta dell’amministrazione comunale che con delibera del 16/9/2004 affidò all’avv. Luigi Campanale il compito di rappresentarlo in giudizio definendolo “professionista di fama e provata esperienza particolare sull’ambiente”.
L’avv. Campanale visibilmente amareggiato per la sentenza del Tar, ha esordito dicendo che “se qualcuno pensa che la storia si sia conclusa con queste ‘sorprese’ ha fatto male i conti”. Ha ipotizzato due linee d’azione. La prima attraverso il ricorso al Consiglio di Stato, per ribaltare la sentenza del Tar Puglia del 21 giugno, “ma anche ammesso che tale provvedimento sia legittimo, – ha continuato – è possibile espletare un procedimento al giudice ordinario quale ipotesi di potenziale danno per la salute dei cittadini, ove Energia S.p.A. ponesse la prima pietra, facendo appello al ‘criterio della precauzionalità’. La partita è ancora tutta da giocare”.
Ma vediamo di ripercorrere brevemente le tappe che hanno portato il Tar ad esprimersi negativamente sul ricorso del Comune.
Come tutti sanno, il comune di Modugno rappresentato dall’avv. Luigi Campanale ha presentato ricorso al Tar Puglia r.g. n. 2405 il 5/11/2004 contro il Ministero delle Attività Produttive per l’annullamento del decreto n. 55/9/2004 del 28 giugno 2004, dello stesso ministero, con il quale si autorizzava la società Energia S.p.A. all’installazione di una centrale a ciclo combinato delle potenza di 750 MW nel territorio del Comune di Modugno.
Il Tar Puglia esaminando le eccezioni di ammissibilità del ricorso presentate dalla Regione Puglia, dalla società Energia S.P.A. e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Bari (A.S.I.), le ha ritenute fondate ed ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto notificato il 5/10/2004 e depositato in data 5/11/2004, cioè ben oltre il termine di 15 giorni previsto dall’art. 23 bis della legge n. 1034/1971, introdotto dall’art. 4 della legge n. 205/2000.
In una memoria presentata al Tar Puglia il 27 maggio 2005, il Comune di Modugno replicava alle eccezioni sollevate, seguendo due direttrici di argomentazioni.
La prima sosteneva la non riconducibilità, seguendo il principio di sussunzione, all’art.23 bis della legge 1034/1971, poiché “i suoli sui quali dovrebbe sorgere la centrale elettrica non necessiterebbero di procedure espropriative, in quanto i suoli consortili sarebbero già stati assegnati alla Energia S.p.A.”. Insomma, dice Campanale, non ci sono ragioni per invocare il dimezzamento dei termini da 30 a 15 giorni in quanto viene meno la ragione del legislatore nel dare un’accelerazione al procedimento visto che le aree sono state appunto già acquisite.
Di diverso avviso il Tar il quale ritiene che “l’atto impugnato va considerato come ricadente nel novero dei provvedimenti relativi ad affidamento ed esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità a prescindere dalla connessa procedura espropriativa“, dal momento che tutti gli impianti che superano i 300 MW di produzione di energia elettrica sono dichiarati per legge opere di pubblica utilità dall’art. 1, comma 1°, del decreto legge 7/02/2002 n. 7, convertito nella legge del 9/04/2002 n. 55.
Il secondo punto eccepito nella memoria riguarda i termini di deposito del ricorso al Tar.
Premesso che i ricorsi sono stati notificati alla società Energia S.p.A. nella sede Legale di Milano il 9/10/2004 mentre in quella amministrativa di Roma il 15/10/2004, nella memoria si sostiene che “i termini per il deposito del ricorso decorrerebbero dall’avviso di ricevimento dell’ultima cartolina da parte del ricorrente pervenuta il 30/10/2004”. Quindi riepilogando l’ultima notifica il 15/10/2004, l’ultimo avviso di ricevimento 30/10/2004 mentre la data deposito in segreteria del Tar del ricorso, è del 5/11/2004.
La norma che disciplina le modalità e i termini entro i quali depositare i ricorsi è l’art. 1 della legge n. 205/2000 recante “Disposizioni in materia di giustizia amministrativa”, il quale dispone al comma 2 che “Il ricorso, con la prova delle avvenute notifiche, e con copia del provvedimento impugnato, ove in possesso del ricorrente, deve essere depositato nella segreteria del tribunale amministrativo regionale, entro trenta giorni dall’ultima notifica”.
Anche su questo punto il Tar respinge le eccezioni mosse dall’avv. Campanale nella memoria presentata, precisando che pur seguendo un orientamento giurisprudenziale “favorevole” al ricorrente (Comune) “secondo cui il termine per il deposito del ricorso […] decorre dalla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario, il ricorso risulta egualmente inammissibile, in quanto l’ultima notifica è stata materialmente ricevuta dal destinatario in data 15/10/2004, ed il ricorso è stato depositato in data 5/11/2004, cioè ben oltre il termine di giorni quindici applicabile al caso di specie”. Infine rafforza la sua posizione invocando l’intero impalco ordinamentale e giurisprudenziale quando afferma che “nessuna disposizione legislativa e nessun orientamento giurisprudenziale autorizza l’interpretazione secondo cui il termine per il deposito per il ricorso, decorre dall’avviso di ricevimento dell’ultima cartolina da parte del ricorrente (nella specie avvenuto in data 30/10/2004).
Infine sulla vicenda registriamo una nuova iniziativa del circolo territoriale di AN di Modugno. Il Presidente Mario Pilolli, attraverso un’interrogazione indirizzata al sindaco di Modugno, al collegio dei revisori del comune e alla Corte dei Conti – Sede Puglia chiede: “alla luce dell’inammissibilità del ricorso, presentato al TAR Puglia per la costruzione di una centrale elettrica della società Energia, inammissibilità dovuta al supposto ritardo nel deposito del ricorso da parte dell’avvocato a cui questo ente ha dato all’epoca mandato, si chiede, quali misure intende adottare la Signoria Vostra per tutelare i cittadini contribuenti di Modugno, per accertare eventuali responsabilità del suddetto professionista, in merito all’eventuale danno patrimoniale e alla salute dei cittadini arrecato con il ritardo deposito del ricorso?”.
Insomma, in questa intricata vicenda di cui le carte bollate, i tribunali e gli avvocati ne sembrano i protagonisti, Energia S.p.A. pianta un’altra bandierina a sua favore per l’insediamento della centrale termoelettrica a Modugno.