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Governo, Pd all’opposizione? E se lo chiedessimo agli iscritti?

Una parte del PD, risentito e rammaricato della sconfitta elettorale, vuole che il partito stia all’opposizione.
L’opzione è possibile, legittima e rispettabile, ma va condivisa e verificata. Certamente è una delle scelte possibili disponibili nel paniere della politica. Ma è quella che serve al Paese?
Proviamo a ragionare.
E’ giusto che la scelta su una questione così delicata, che mette in discussione il futuro del partito (fatti loro), ma soprattutto il presente del Paese (interessa noi), possa essere preso da un nugolo ristretto di delusi e rancorosi, mosso dalla voglia di dimostrare l’incapacità del M5S a dare un governo al paese?

La difficoltà di metter su un Governo, non è forse la conseguenza della scellerata legge elettorale voluta dai Dem?
Intanto la parola d’ordine, mossa dalla rabbia, fu subito data: opposizione.
Mi chiedo, è giustificato il timore che l’orientamento della Direzione nazionale del Pd convocata per il prossimo 12 marzo, possa essere in distonia con la volontà della base degli iscritti?
E’ certo però che in questo momento, paradossalmente, l’idea renziana di posizionare “sic et simpliciter” il PD all’opposizione, senza un minimo di discussione, è maggioritaria nella dirigenza del partito. Ma è appunto la posizione dell’establishment e non della base degli iscritti. Peraltro, drogata da una legge elettorale, il “ROSATELLUM”, che ha consentito al segretario dimissionario Matteo Renzi, di piazzare in parlamento i suoi uomini attraverso il meccanismo dei listini bloccati.
Siamo sinceri. Come posso votarti contro se grazie a te mi ritrovo in parlamento? Sarei un ingrato!
Semmai, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli iscritti. Ma il Pd non ha Rousseau che a torto o ragione rappresenta un tentativo, magari maldestro e certamente migliorabile, di democrazia diretta. Però volendo si può fare, ma non lo faranno. Il rischio è che la base possa sconfessare la direzione e scatenare un putiferio. Alitalia docet! I sindacati firmarono l’accordo, la base li sconfessò!
Insomma, agli iscritti del Pd non resta che fidarsi di chi li rappresenta!