EconomiaPoliticaSocietà

Nuovo Codice Antimafia, sequestro dei beni solo se il corrotto è in associazione

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Rosy Bindi “l’art. 1 va approvato così com’è” (22.06.2017). Invece no. Il Senato agisce diversamente (28.06.2017)

Mercoledì 28 giugno 2017 era in discussione nell’Aula del Senato l’esame del ddl n. 2134, recante modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. già approvato dalla Camera dei deputati.
Il ddl sul nuovo Codice Antimafia in discussione, all’art. 1, prevede di estendere la normativa antimafia sulla confisca di beni anche ai corrotti.
C’è voluta una lunga ed estenuante discussione in commissione per arrivare in Senato, ma finalmente dice la Presidente della commissione antimafia Rosy Bindi ci sarà l’approvazione dell’art. 1 così com’era formulato, dal momento che la norma ha trovato ampia condivisione e non sono pervenuti emendamenti, non ostante vi fossero tentativi di modifica da parte di alcune forze politiche.

Cos’è accaduto.
In Aula i Dem hanno proposto un emendamento all’art. 1, quello che la Bindi aveva definito “qualificante”, cioè intoccabile e irricevibile ogni forma di modifica.
E’’ un fatto tecnico e non politico dicono i Dem, facendo propria la richiesta avanzata dai verdiniani, parlamentari vicini a Denis Verdini (condannato a sette anni con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici) e applaudita dagli alfaniani, area riconducibile a Angelino Alfano.
L’Aula approva così l’emendamento all’art. 1, che LIMITA l’applicazione della norma sui sequestro dei beni ai corrotti, se il reato non avviene in ASSOCIAZIONE.
Insomma, se sei un “CORROTTO SINGOLO”, il tuo patrimonio non si tocca.