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La politica dell’insulto!

Con 15 voti favorevoli e 6 contrari, il Consiglio comunale di Modugno ha approvato mercoledì 14 giugno, la delibera di “VARIANTE ALLE NTA ADOTTATA CON DCS N. 51/2015 E DCS N. 105/2015: ADEGUAMENTO E CONTRODEDUZIONI EX ART. 16 COMMA 11 L.R. 56/80.”.

Una prima riflessione.
Si può avere un’idea diversa di sviluppo della città rispetto a chi la città la governa. Ciò è nelle prerogative politiche e giuridiche della minoranza, la cui visione può non coincidere con quella dell’amministrazione. Ma andare in Consiglio comunale e insultare o denigrare persone e ruoli istituzionali, è tutto un’altra storia.
La politica dell’insulto va messa alla porta. Non può ne deve essere tollerata. Così facendo, paradossalmente si lede il principio di libertà e responsabilità posto a presidio delle istituzioni ma anche a tutela delle minoranze grazie al quale è possibile esercitare fino in fondo il ruolo di opposizione.
E se la minoranza, come singolo o gruppo organizzato, ha diritto a dire la sua, allo stesso modo può farlo chi amministra per delega del corpo elettorale senza essere insultato.
Ma le offese fiaccano con frequenza e con toni sempre più alti, inversamente proporzionale agli argomenti, da quando il “vecchio” guida le sorti di questo “paese”. E a volte, come accaduto nell’ultimo Consiglio comunale, a farne le spese è una donna. Una professionista, capace, competente, appassionata del ruolo istituzionale che ricopre, “rea” di aver intrapreso un approccio diverso rispetto a quello immaginato dalle minoranze.
L’assessore all’Urbanistica Francesca Benedetto con la proposta di delibera di variante ha cercato di dare sistematicità, organicità, congruenza, correttezza e certezza nell’applicazione delle NTA (Norme Tecniche di Attuazione), mantenendo in stretto rapporto la norma col diritto. A tal proposito invito ad ascoltare l’audio della sua relazione a margine di questa riflessione.
E proprio perchè la materia è corposa, delicata, resa complicata da un ginepraio di norme, atti e procedure, alcune mezze fatte e mai concluse, ma comunque applicate, richiedevano un intervento di riparazione e sistemazione dell’intero corpus normativo che regolamenta l’urbanistica a Modugno.
Sono queste le ragioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a stralciare dal provvedimento di variante da approvare, l’art.4 che regolamenta gli interventi sulle zone di completamento B1, B2 e B3, contaminato – dice l’assessore – da una molteplicità di errori, scritto male, aperto a dubbi che non portano ad una interpretazione univoca della norma e talvolta in contrasto con alcune norme urbanistiche regionali.
Non penso si tratti di “velleità politiche di un assessorucolo”, come è stata definita Francesca Benedetto da un consigliere comunale di minoranza, ma di mera esigenza tecnico-giuridico che ha richiesto, posso immaginarlo, un duro lavoro di sistemazione e riordino, del “dossier urbanistica”.
E pur se fossero vere le sue velleità, dov’è la colpa?
Mi auguro si superi l’incomprensione di un momento sfuggito di mano con un gesto di sincera cordialità nello stesso luogo in cui è avvenuto.
Nicola Magrone è intervenuto per censurare senza mezzi termini “Il tentativo di scassinare il ruolo dell’assessore all’Urbanistica”.
Sono sgomento – dice il sindaco -, questi maltrattamenti sono insopportabili” e aggiunge “E’ intollerabile dare dell’assessoricchio ad un professionista di tale livello, quando chi la definisce tale non è all’altezza nemmeno di mezzo metro”.
E prima di chiudere, l’affondo: “Non vi riconosco la dirittura morale per dire che questo assessore è un assessorucolo.”
E gli ingegneroni e gli psichiatroni sareste voi?

La seconda riflessione, nel merito, a parte la pregiudiziale posta dalla minoranza, bocciata dal Consiglio e argomentata nella corposa relazione tecnica dell’assessore all’Urbanistica, ruota attorno all’intervento del Consigliere Nicola Bonasia.
Bonasia, illustrando le ragioni di contrarietà della minoranza al provvedimento, lega una serie di fatti ed eventi di natura economica, muovendo dalla crisi che ha investito il paese negli ultimi anni, ivi compreso Modugno. Il consigliere indica cifre che mostrano il declino dei proventi degli oneri di urbanizzazione, per stigmatizzare un settore in sofferenza. Evidenzia le conseguenze economiche che deriverebbero dallo stralcio dell’art. 4 e l’importanza di preservare la possibilità di demolire e ricostruire secondo gli indici di piano nelle zone di completamento B1, B2 e B3, di nuovi edifici energeticamente efficienti, strutturalmente validi, nel rispetto delle norme antisismiche. Zone di completamento, dice il consigliere, dove “fatto salvo qualche edificio, il resto sono obbrobri”.
Voglio dire, non si contesta il provvedimento nella sua formulazione generale, né tanto meno la tesi dell’assessore che afferma la necessità dello stralcio dell’art.4 adottato dal Commissario Ruffo, perchè così com’è è scritto male, ha una molteplicità di errori, apre a dubbi che non portano ad una interpretazione univoca della norma e talvolta risultano in contrasto con alcune norme urbanistiche regionali.

Quella di Bonasia a me pare più l’analisi di un tecnico che vive di edilizia, come egli stesso del resto ha affermato, ma che nel contempo intende rappresentare un intero comparto, trascendendo il loro disagio nelle ragioni di una parte politica.

Segue l’audio della Relazione Tecnica dell’assessore Francesca Benedetto.