EconomiaPoliticaSocietà

Nuovo “Progetto ponte”, uno schiaffo alla comunità modugnese!

Nicola Magrone sindaco di Modugno
Nicola Magrone sindaco di Modugno

Verso un nuovo PROGETTO PONTE“ è il titolo di una comunicazione apparsa sul sito del Comune di Modugno, in cui si legge, “Con l’incontro di questa mattina (13 agosto 2014) tra il Sindaco Magrone e il referente de “LA MOTTA SOCIAL CLUB”, Len. T. Romita, il Comune di Modugno ha riallacciato i rapporti con l’associazione di modugnesi di Toronto per la riproposizione del gemellaggio Modugno-Toronto in vista di una nuova edizione del PROGETTO PONTE”.

Prima di fare alcune considerazioni sull’argomento è necessario descrivere lo scenario all’interno del quale il “Progettto ponte” nasce e si sviluppa, per acquisire maggiori elementi di conoscenza e poter esprimere serenamente un’opinione.

L’avvio di un dialogo serio e costruttivo con le comunità modugnesi d’oltre oceano ebbe inizio quando una delegazione del Comune di Modugno si recò a Toronto nel luglio 2005 per sottoscrivere un accordo di programma per uno scambio culturale tra le comunità modugnesi presenti in Canada e la città di Modugno.
Il progetto denominato “Progetto ponte: Modugno-Toronto” fu elaborato dalla Presidenza del Consiglio comunale, con la collaborazione del Consigliere delegato ai rapporti con la comunità modugnese di Toronto ed il sottoscritto, quale rappresentante a Modugno dell’associazione culturale canadese “Colonia Modugnese”. La formalizzazione avvenne a Toronto il 6 luglio 2005 alla presenza di Oronzo Mattiace, Presidente dell’associazione “Colonia Modugnese” e di Len Romita, Presidente dell’associazione “La Motta Social Club” oltre ai rappresentanti del Comune di Modugno.

Il progetto rappresentava l’epilogo di un lungo lavoro che avevo compiuto negli anni precedenti tessendo rapporti con la comunità modugnese in Canada e parallelemente a Modugno, attraverso un’opera di sensibilizzazione della classe politica, imprenditoriale e delle scuole, sulla necessità di avviare un processo di ricomposizione dell’identità della comunità modugnese, frammentata e divisa dopo la diaspora migratoria del ‘900, attraverso una politica di scambi culturali ed economici intergenerazionali che avrebbero portato benefici anche alla città di Modugno. Non quindi un mero atto “risarcitorio” per esorcizzare i nostri sensi di colpa, per aver relegato nell’oblio la questione dell’emigrazione modugnese. Semmai un’azione consapevole che partisse dal riconoscimento della forza e del coraggio delle nostre donne e uomini costretti ad inseguire un ”sogno” e restituirgli quel senso di orgoglio offuscato e compromesso da anni di letargia della politica, per arrivare ad una riformulazione di un rapporto paritetico tra le due comunità.
Bisognava impegnarsi affinchè si creassero le condizioni per realizzare progetti ed iniziative comuni e rinsaldare il legame ancestrale che unisce i modugnesi autoctoni con quelli sparsi nel mondo, ed in particolare, con la comunità modugnese in Canada. Auspicavo altresì che le due associazioni più rappresentative presenti a Toronto, e cioè “Colonia Modugnese” e “La Motta Social Club”, superando qualche piccola incomprensione, scorgessero le origini ed i fattori comuni che le legavano e dessero vita concretamente ad un sodalizio ancor più rappresentativo per facilitare la realizzazione di progetti unitari con la madre-patria.

Fu questo il clima politico-sociale in cui maturò un nuovo approccio della politica locale nei confronti della comunità modugnese in Canada. Si avviò una nuova fase che riconosceva la necessità e l’utilità di avviare progetti di scambio culturale ed economico ed intensificare i rapporti sociali esistenti tra le due comunità fino ad allora totalmente assenti o che procedevano a singhiozzo.

Ai voli di piacere oltre oceano e pranzi a sbafo a spese della comunità, privi di ogni elemento culturale, sociale ed economico, che avevano caratterizzato un’epoca e che vedevano l’amministratore di turno “approfittare” del suo momento per concedersi il “viaggio” in Canada, si sostituì la progettualità, gettando le basi di un dialogo serio e costruttivo con la comunità modugnese in Canada.
Il “Progetto ponte: Modugno-Toronto” rappresentava quindi l’epilogo, ovvero un punto di snodo nella politica degli amministratori locali e l’inizio di una nuova era nei rapporti tra le comunità di Modugno e Toronto.
Fu così che grazie a quel progetto un gruppo di ragazzi italo-canadesi di origine modugnese dal 12 al 26 agosto del 2006 soggiornò a Modugno, accolti dal Sindaco all’aeroporto di Bari-Palese ed ospitati presso famiglie modugnesi, attuando un intenso programma culturale che li portò a conoscere per la prima volta le tradizioni, i luoghi e i costumi dell’intera Regione Puglia, la terra di origine dei loro padri. Per la prima volta, l’amministrazione comunale attinse ai fondi stanziati dalla Regione Puglia resi disponibili dalla legge n.23 del 2000, per finanziare un “primo” e “vero” progetto di scambio culturale intergenerazionale.

Dopo anni di chiacchiere e di politica inconcludente un risultato concreto, ma soprattutto un approccio costruttivo che gettava le basi di una nuova stagione politica in ambito culturale e sociale, nei rapporti con l’intera comunità modugnese in Canada.

Era necessario questo breve excursus storico, perchè solo avendo chiare le ragioni sottese all’origine di quel progetto è possibile formulare alcune domande e fare qualche considerazione sul “nuovo” corso che il sindaco Magrone intende dare.

Le chiedo sig. sindaco, come mai una delle associazioni (“Colonia modugnese“) che hanno partecipato alla fondazione del “Progetto ponte” in questa fase che lei definisce “nuova”, sono stati ignorati?
A cosa è dovuta la necessità di riallacciare i rapporti con una sola associazione (“La Motta Social Club”) e non anche con “Colonia modugnese” per la riproposizione del gemellaggio Modugno-Toronto?
Non pensa che il suo nuovo corso, pur nascendo come lei dice, con l’obiettivo, di “rinsaldare le relazioni tra associazioni e comunità italo-canadesi” mortifica invece una parte significativa della comunità modugnese presente a Toronto?

E’ in questa la novità? Sta nel fatto cioè di aver lasciato fuori la porta un sodalizio che da oltre sessanta anni tiene viva la storia e le tradizioni culturali e religiose dei modugnesi in Canada? O forse nessuno le ha parlato della loro esistenza, della tenacia con cui da oltre mezzo secolo si spendono in attività sociali in favore della comunità modugnese raccogliendo fondi da destinare all’Ospedale del Sick Kids, alla CARITAS e alla fondazione Heart & Stroke, che mantengono vivo il rito delle processioni e dei festeggiamenti dei santi patroni, come a Modugno.

Nessuno le ha parlato della loro ricerca nella raccolta documentale di pezzi di storia modugnese, ivi compreso il processo migratorio che li ha portati in Canada per mantenere un filo diretto con le origini, dando vita ad un’opera editoriale pubblicata ogni anno sotto il nome de “Il Cardo d’Oro”, giunto alla sua 15.ema edizione?

Loro (“Colonia modugnese“) sig. sindaco consci della vulnerabilità e fragilità che il tempo infierisce al sodalizio hanno affrontato la crisi del passaggio generazionale facendo nascere per sporogenesi la sezione “Young” di “Colonia modugnese” garantendo la continuità delle tradizioni ma nel contempo preservando la loro stessa storia dal pericolo dell’oblio.
E sono sempre loro, i “giovani” dell’associazione “Colonia modugnese” ad organizzare annualmente il “Children’s Christmas Party” in favore di bambini, figli di terza e quarta generazione che lasciarono Modugno per raggiungere il Canada.

Forse non sapeva. Già, ma adesso sa e può riparare ad un gesto che risuona come un autentico “schiaffo” alla comunità modugnese che, glielo assicuro, non sarà affatto gradito in Canada.
Si impegni a sanare questa ferita senza indugiare dal momento che il suo è solo un annuncio, una semplice intenzione a voler fare, di un progetto che deve ancora essere scritto.