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Lampedusa, siamo tutti corresponsabili!

 

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lampedusa (Photo credit: noborder network)

L’emozione ti prende la gola, ti toglie la parola e la voglia di scrivere. Solo qualche minuto, prima di riprendere la vita. Ma il pensiero resta, si fa maturo e ti mette davanti allo specchio. Tu non reggi e abbassi lo sguardo.

Loro sono lì, in fila, allineati come pacchi di biscotti sugli scaffali dei supermercati. Ordinati, in silenzio. Finalmente liberi e sicuri protetti da una bara. Uguali a noi.

Restano scolpite nella mente le immagini strazianti dell’ennesima tragedia.
Vergogna, ha detto il Santo Padre senza mezze parole. Unica voce chiara e distinta in mezzo a tanto rumore.

Uno, due, tre, e così via. Numeri allineati in un hangar a Lampedusa. Gli altri, giù in fondo al mare in attesa di un gesto di umanità.
La libertà ha un costo e loro l’hanno pagato. Senza goderne. Come le rivoluzioni, per chi le fa.
Chiedevano sicurezza, per questo fuggivano. Non siamo stati capaci di assicurarla.

Westfalia nel 1648 sancì la tolleranza tra i popoli in un’Europa intollerante logorata dalle guerre di religione.
L’Europa di oggi, non ostante l’esperienza di un passato recente continua a negare qualcosa che attraversa l’Umanità nella sua Universalità. E mentre “loro” spingono, si ammassano, “noi” li respingiamo. Non riusciamo ad abbattere quel muro che corre lungo il crinale che divide “noi” da “loro”. Che va oltre le leggi e trova fondamento nelle nostre paure, nei nostri egoismi, nei nostri pregiudizi, nella nostra indifferenza.
Non c’è deterrente che potrà impedire loro di sfidare la sorte. Cos’hanno da perdere se non le loro catene!
E allora, subito un corridoio umanitario che dia una risposta umanitaria ad una domanda di sicurezza. Poi, possiamo sederci e discutere. Di tutto.

Mi capita tra le mani uno scritto. La Rosa Bianca, un’associazione che si ispira ai valori della Weisse Rose tedesca, riscoprono per la circostanza, la forza di alcune parole scritte da quei ragazzi nel secondo volantino di resistenza al nazional-socialismo.
Ho voluto condividerle con voi.

È questo il segno che i tedeschi sono abbruttiti nei loro più intimi sentimenti umani? Che nessuna corda vibra in essi di fronte a simili azioni? Che sono ormai affondati in un sonno mortale dal quale nessun risveglio sarà più possibile, mai, giammai? Sembra così e così certamente è se i tedeschi non usciranno finalmente da questo torpore (…) se non parteciperanno al dolore di queste centinaia di migliaia di vittime. E dovranno provare non solo compassione per questo dolore, no, ma molto di più: corresponsabilità. (…) Ognuno vuole dirsi estraneo a questo tipo di corresponsabilità, ognuno lo fa e poi ricade nel sonno con la coscienza più serena e migliore. Ma egli non potrà dirsi estraneo: ciascuno è colpevole, colpevole, colpevole!”

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Un pensiero su “Lampedusa, siamo tutti corresponsabili!

  1. OGNI ESSERE UMANO CHE SI SPEGNE PER COLPA DI ALTRI E’ UN’ OFFESA A DIO IN TUTTE LE SUE FORME PER CHI NON CREDE E’ UN’ OFFESA ALL’UOMO.L’UOMO PER SUA NATURA NON HA CONFINI,LE RISORSE SONO DI TUTTI QUINDI LA POVERTA’ E LE GUERRE SONO ILLEGALI!!!!!!

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