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Tares, la minoranza ha dato forfait!

Consiglio comunale del 25 settembre 2013. Argomento Tares.

Leggo sui network: “Oggi la minoranza ha abbandonato l’aula, prima del voto …”

A tal proposito esprimo il mio dissenso dalla posizione assunta dalla minoranza in Consiglio comunale in quanto, pur se rispettabilissima, finanche condivisibile nel merito, mi spinge a biasimarla nel comportamento che snatura l’essenza stessa e la ragion d’essere minoranza.

Smettiamola con queste sceneggiate. Elevate il livello istituzionale del Consiglio comunale e date esempio di responsabilità.
Si resta in aula, si vota, e si motiva il proprio voto, anche se contrario. La dialettica ed il confronto può essere anche serrato ma deve continuare fino al momento del voto e fino alla fine del Consiglio comunale, nella speranza di recuperare, con la forza del ragionamento e il senso del “Bene Comune” diffuso e trasversale in tutto il Consiglio, quel metro di terra (miglioramento) che certamente sarebbe perduto dando forfait.

L’abbandono dell’Aula consiliare così come l’annuncio (mi auguro che resti tale) delle dimissioni in massa dei parlamentari PDL e Lega, non sono  forse anche questi tentativi maldestri di mostrare i muscoli? O semplicemente la “codardia del conigli”  incapaci di sostenere un confronto nelle sedi deputate al confronto politico?
Se non è così, allora perchè abbandonare l’Aula?
Tali atteggiamenti si configurano come comportamenti, seppur inconsapevoli (consapevoli nel caso delle dimissioni dei Parlamentari PDL e Lega), in “spregio” delle istituzioni e delle regole democratiche.
Potevo capirlo se tecnicamente l’abbandono dell’Aula avesse prodotto un risultato politico per la minoranza, e cioè la mancata approvazione dell’ordine del giorno. Così non è stato, eppure la minoranza aveva buone ragioni da far valere! E allora quid juris?

Se fossi stato un Whip, vi avrei “frustato” e intimato di tornare in Consiglio comunale per giocare fino in fondo la vostra partita.