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Modugno.it, good bye

Nel settembre 2002 nasceva Modugno.it. Il suo esordio ufficiale avvenne qualche mese dopo, esattamente il 23 gennaio 2003, in una conferenza pubblica tenutasi in una delle sedi più rappresentative della cittadina modugnese: il Palazzo del Sedile.
Il portale viene presentato e fatto conoscere alla cittadinanza che da subito mostrò interesse per la sua struttura interattiva, al punto tale che, due mesi dopo, nel marzo 2003, venne registrato come testata giornalistica telematica presso il Tribunale di Bari.
Per la prima volta nella sua storia, Modugno aveva un giornale, e per di più, innovativo. La città entrava così a pieno titolo nella modernità. Persino il settimanale nazionale l’Espresso percepì l’elemento innovativo del “blog” adottato da Modugno.it, lo riconobbe, e lo definì “fenomeno nel sud”.
La ragioni che mi spinsero a realizzare il progetto erano quelle di riuscire a bilanciare il rapporto di forza esistente tra coloro che detenevano la comunicazione, o semplicemente la capacità comunicativa, quindi un potere, e i cittadini, privi di strumenti appropriati per far sentire la propria voce.
Accadeva spesso che il cittadino, ed in linea di principio tutti i cittadini, qualsiasi fosse il ruolo che rivestivano nella comunità, dagli artisti agli artigiani, dagli studenti ai commercianti, dagli imprenditori agli stessi politici (soprattutto quelli di minoranza), per poter far sentire la propria voce, mostrare il proprio ingegno, diffondere i propri progetti, dovevano passare necessariamente attraverso strutture organizzate sul territorio, come associazioni, circoli culturali, riviste, partiti. E non di rado accadeva – e a me è capitato – che il “padrone” di turno, per ragioni sconosciute decideva se pubblicare o meno una riflessione o un pensiero. Insomma la condizione esistente dell’informazione e della sua diffusione sul territorio consentiva da un lato ai nuovi Catone di esercitare forme di censure, e dall’altro, ai nuovi Cesare di volgere il pollice verso; non comprendendo che il mondo stava cambiando. Il particolare il mondo della comunicazione, e quindi dell’informazione, stava prendendo nuove strade percorrendo nuovi canali di diffusione, e gli scambi di pensiero e di cultura, ma anche di economia e di politica spingevano e acceleravano sempre più questa tendenza.
Da questo punto di vista Modugno.it ha rotto gli argini e semplificato il rapporto arcaico e vetusto in termini di relazioni sociali, tra coloro che intendevano comunicare e diffondere un pensiero e coloro che invece esercitavano forme di controllo sul pensiero, individuale e collettivo.
Modugno.it consentiva al cittadino di esprimere e comunicare un’opinione libera e critica, a volte anche dura e serrata verso il potere costituito. Lo faceva direttamente, senza filtri e senza negoziazione alcuna.
Questo fu possibile perchè Modugno.it intuì e colse da subito l’opportunità offerta dalle nuove tecnologie della comunicazione e le offrì alla città. Le mise al suo servizio attraverso un sistema innovativo di interattività, di dialogo, di partecipazione immediata, di scambio continuo di idee e progetti. La condivisione, intesa come modello organizzativo sociale, diventava un vero e proprio modo di essere, un ambiente nel quale ad essere premiato è sempre colui che possiede i contenuti più interessanti da comunicare e che li trasmette col linguaggio più semplice e diretto.
L’idea ambiziosa del progetto Modugno.it era di superare i limiti della carta stampata perchè la tecnica lo consentiva. Il suo spazio fisico, praticamente illimitato (pubblicare 50 oppure 50 mila parole era indifferente), consentiva approfondimenti, rimandi, collegamenti ipermediali, descrizioni minuziose, senza doversi preoccupare in alcun modo di eventuali limiti imposti dall’impaginazione dei giornali tradizionali. Inoltre, la presenza di un database, a differenza della carta stampata, consentiva la storicizzazione delle pubblicazioni e la ricerca delle informazioni in tempo reale, attraverso un potente e stabile motore di ricerca interno. Tutto ciò che veniva pubblicato era sempre e ovunque disponibile.
L’informazione, superava così la connotazione elitaria riservata a pochi (i soci, gli abbonati) per assumere un aspetto più democratico e popolare, in cui, a prescindere dalle relazioni socio-politiche, chiunque fosse nelle condizioni di connettersi alla rete poteva accedere direttamente all’informazione, sostanziando quel diritto costituzionale ad informarsi ed essere informati.

Modugno.it è stata anche la storia di un incontro con la città, scritta da tutti coloro che per ragioni diverse alimentavano uno spazio pubblico accessibile da tutti. Era il tentativo di costruire una comunità di scambio di pensieri, di proposte, ma anche un luogo dove discutere e cercare consenso su ipotesi e progetti, per scongiurare il pericolo di svegliarci la mattina e ritrovarci con una centrale in più o un nuovo tracciato ferroviario, senza che fossero stati discussi, richiesti o voluti.

Il portale ha sempre guardato con attenzione ai giovani, e osservato i loro fermenti, le loro molteplici originalità, i loro tentativi di emergere e farsi conoscere tra mille difficoltà, ma anche e soprattutto i loro orizzonti lontani, le loro genialità, le loro potenzialità, il verde della loro linfa negata, molto spesso trascurati da adulti distratti, presi da cose avulse dalla vita. Quegli stessi adulti testardi, fermi e bigotti che arroccati su posizioni di privilegio non si rendevano conto ciecamente che un’intera generazione stava saltando perchè estromessa dalla politica e dalla responsabilità nel dirigere lo sviluppo di una comunità.

Modugno.it sin dal suo esordio, è stato un servizio volontario prestato alla città, libero e plurale, autofinanziato, privo di sponsorizzazioni, esente da ogni forma di condizionamento o dipendenza economica e politica. Da questo punto di vista l’esperimento potrebbe definirsi riuscito.
Si è reso disponibile a tutti senza distinzione di sorta, uno strumento che ha consentito di allargare spazi di democrazia, di confronto e di sana dialettica, anche se, da questo punto di vista c’è che da registrane un fallimento, segnando così l’enorme distanza che separa l’idea originaria dai risultati ottenuti.
Un fallimento ancora da studiare e analizzare fino in fondo per capirne gli errori.

Continuare? Perchè? E per chi?

Modugno.it non è un destino da subire, ma una scelta da fare.
Probabilmente ad oggi questo spazio libero di comunicazione ha esaurito il suo compito, e come per tutte le cose che nascono devono finire.
Forse a qualcuno è sembrato banale, com’è banale il volo degli aerei, com’è banale l’uomo nello spazio o che la ricerca scientifica si accinge a sconfiggere il male del secolo.
Tutto sembra essere normale, quando conosciuto.
Non è così. Non è banale il volo di un aereo, non è banale l’impegno dell’uomo proteso verso le sue aspirazioni universali di libertà e di felicità, non è banale la ricerca, l’ingegno, “attraverso il quale l’uomo s’india” (Fedone di Platone), così come non è banale il sacrificio delle donne e delle madri, sempre presenti al dolore e pronte al sacrificio.
Per questo il progetto Modugno.it non è stato banale. In esso invece, c’è stato l’impegno, il sacrificio, la professionalità, l’investimento, il sonno perduto, ma soprattutto, la spinta motivazionale di chi ha creduto e voluto tentare nuove forme di partecipazione e di compensazione del potere, allargando gli orizzonti democratici di un “paese” alla ricerca spasmodica di una modernità tutta ancora da (ri)scoprire e chissà, forse anche da (ri)pensare. Un “paese” povero nei suoi sub-strati più intimi, ancor di più, misero nell’arte come nella cultura, nelle relazioni come nella politica che sfocia in un modo di governare una comunità, arcaico e pastorale. Un “paese” che poteva e può fare di più ma che stenta ad emanciparsi, ad abbattere il campanile e aprirsi agli “stranieri”.

Non servono salvatori della patria nè atteggiamenti letargici che trascendono la colpa nel destino.
Accanto al determinismo meccanicistico del giorno e della notte, dell’alternarsi delle stagioni, esiste l’indeterminismo delle nuvole che ci impone un agire personale e responsabile, creativo e ardimentoso per essere artefici del nostro destino.
Non siamo come le termiti soldato, programmate al sacrificio per difendere il termitaio, siamo tutti degli Ettore, il migliore guerriero di Troia, liberi e responsabili. Ed è proprio in questa libertà che possiamo decidere se affrontare o meno Achille, il prode guerriero degli Achei.
Homo faber fortunae suae.

3 pensieri su “Modugno.it, good bye

  1. Ti ringrazio per la dedizione e sensibilità profuse in tutti questi anni.
    Continuerò con piacere a seguirti, sperando che al nuovo network non
    mancherai di conferire un piglio meno asettico di Modugno.it.
    Un caro abbraccio
    Angelo Ruccia

  2. Qualcuno diceva “chiusa una porta, si apre un portone” Questo nuovissimo e semplicissimo strumento di comunicazione e condivisione lo considero semplicemente fantastico!!! grazie Raffaele

  3. Ciao Raffaele,
    grazie per aver portato avanti questa tua innovativa idea per Modugno. Sono stato fiero di averti potuto aiutare nella gestione del forum anche se le cose poi non sono decollate come volevamo. Ma, come dice Antonello “chiusa una porta si pare un portone”. In bocca al lupo Raffaele e se ci fosse bisogno sai come trovarmi. Ciaooooo, Francesco

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