Politica

Nuova legge elettorale, le “periferie” tacciono i vertici decidono

Il 5 agosto 2012 in una riflessione socio-economica accennavo nel preambolo alla nuova legge elettorale che i partiti si apprestano a concordare e successivamente ad approvare in Parlamento.
Mi chiedevo in sostanza, visto che si parla spesso di politica “dal basso” e di “territorio”, oltre che di coinvolgimento e partecipazione, se appunto, “ sui territori locali i partiti e le associazioni ne discutono”
Allora (il 5 agosto) il mare era calmo, anzi piatto ma eravamo in ferie. Adesso siamo rientrati dalle ferie, la calura estiva si appresta a lasciarci ma il mare mi sembra ancora …. piatto.
Che il sistema della rappresentanza politica sia un’architettura intellettuale per estromettere di fatto il “sovrano” (il cittadino) è cosa acclarata (almeno per me). Ma (ri)pensare a leggi elettorlai che hanno in anima reminiscenze autoreferenziali in barba ad ogni regola elementare di democrazia , mi sembra un’offesa alla nostra intelligenza.
Allora che fare?
Chi milita nei partiti deve far sentire la sua voce, il suo dissenso e iniziare forme di resistenza civile e politica.
La società civile, letargica negli ultimi tempi, si organizzi.
Per questo un invito ai partiti e alle forme organizzate di cittadini ad agitare il problema prima che sia fatta la frittata e di organizzare momenti di pubblico dibattito sul tema.
La mia posizione sulla legge elettorale?
Sistema Tedesco con sfiducia costruttiva.