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Emigrazione modugnese, uno studio ignorato

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English: Toronto: Skyline, left side the Canada Malting Silos Deutsch: Toronto: Skyline, links die Silos von Canada Malting (Photo credit: Wikipedia)

Quanto amore per Modugno. Ma si sa, le cose che si hanno, si danno per scontate. Il ciliegio, il pesco, il fico, prima fioriscono poi allietano il nostro palato con il loro frutto. Non dobbiamo far null’altro che attendere.
Per voi non è così. Non è scontato che il fico fiorisca e porti i suoi frutti, se con il vostro amore, sapientemente non lo proteggete, per farlo sopravvivere persino durante i grandi inverni canadesi, quando la temperatura arriva anche a toccare i 30 gradi sottozero. Ed ecco allora che, prima dell’arrivo dei grandi freddi, tagliate alcune sue radici, lo piegate su un fianco, lo coprite amorevolmente di terra, per poi farlo tornare a rinascere, quando la neve è sciolta e il sole incomincia a far sentire la sua presenza.
Ogni giorno ad osservarlo, a scrutarlo, a cogliere ogni piccolo segno della sua ripresa, nel timore di perderlo e con esso una parte gelosamente custodita e portata dentro di voi.
Ecco cosa scrive Domenic Trentadue da Toronto.
“Raffaele, anche se non ci siamo mai visti di faccia, l”internet ci ha fatto conoscere, ci ha dato l’opportunita’ di essere vicini, scambiarci regolarmente notizie di Modugno e di Toronto, molto più importante ci da’ l’opportunita’ di far crescere lo nostra amicizia anche senza vederci. Ho sempre amato Modugno, amo la gente di Modugno,gioisco quando incontro modugnesi che non ho mai conosciuto, amo tutto quello che modugno ha da offrire cibi e le varie tradizioni specialmente quelle religiose, come la festa di San Rocco, il mondo del Venerdi Santo etc.
Coincidenza che ci siamo incontrati tramite l’internet? Io penso di no.
Quello che tu ami e’ quello che io desidero non perdere. E’ per questo che in una maniera o l’altra ci siam conosciuti.”
Questa è solo una delle tante testimonianze. Ripeto quindi: quanto amore per Modugno.
Vale la pena dunque, abbandonare una volta per tutte la retorica, rimboccarsi le maniche e affrontare finalmente e seriamente il problema dell’emigrazione modugnese.
Mi chiedo come non ci sia mai venuto in mente di esaminare da vicino un fenomeno che pure ci appartiene: la sua genesi ed evoluzione, le ragioni per le quali si sia verificato questo esodo, e come mai esso si sia concentrato in Canada ed in particolar modo a Toronto.
Sarei stato contento se un solo erudito locale, magari orbo, si fosse cimentato in un’analisi attenta e approfondita del fenomeno, anche lasciandola nel cassetto. Sarebbe stato forse un seme che altri avrebbero potuto prontamente raccogliere. Per questo è necessario recuperare il tempo perduto. Il tempo, diversamente dal sonno, si può recuperare. Aprire un tavolo permanente per i modugnesi all’estero, esaustivo di esigenze politiche, sociali, professionali, capace di assurgere a riferimento di tutte le problematiche connesse al loro status, significherebbe voler finalmente affrontare il problema dell’emigrazione in tutti i suoi aspetti e il rapporto, oggi povero, tra i modugnesi autoctoni e quelli che hanno tentato l’avventura oltre oceano tanti anni fa a fronte di difficoltà di sopravvivenza.
Ho immaginato un ponte ideale con la comunità modugnese sparsa nel mondo, ed in particolare con quella canadese, nello stesso istante in cui ho pensato al progetto Modugno.it. Oggi questo è possibile. I modugnesi hanno ripreso a frequentare Piazza Sedile sentendosi più di prima vicini alla loro madre-patria Modugno.
Attraverso la lettura del nostro portale i modugnesi nel mondo possono seguire le vicende cittadine, frequentare Piazza Sedile, l’evolversi del suo profilo urbanistico, lo stile di vita, insomma si sentono a casa. Modugno.it intende stimolare, sensibilizzare e diffondere, presso l’opinione pubblica modugnese, la Pubblica Amministrazione, la classe imprenditoriale ed artigianale, le componenti sociali, culturali ed artistiche, il mondo della scuola e dell’associazionismo, l’interesse culturale comune che ci lega ai nostri amici e parenti d’oltreoceano. Opereremo affinchè si creino le condizioni per realizzare progetti ed iniziative comuni, tendenti a ricomporre la nostra identità e a rinsaldare il legame ancestrale che ci unisce a tutti i modugnesi sparsi per il mondo, ed in particolare, con la nostra nutrita comunità in Canada. Infine auspico che le due comunità più rappresentative in Canada, la “Colonia Modugnese” e la “Motta Social Club”, superando qualche piccola incomprensione, scorgano i fattori comuni che le legano e diano vita ad un’associazione ancor più forte e rappresentativa. Lo stesso sindaco, Giuseppe Rana, si è espresso in tal senso nel suo recente viaggio canadese che gli ha permesso di incontrare i rappresentanti delle due comunità testè ricordate.
Il cammino da percorrere è lungo, ma la voglia di cambiare e migliorare è tanta. Basti pensare ai modugnesi che si sono già distinti e hanno saputo affermare sapientemente e con caparbietà i valori della modugnesità nella sua poliedrica composizione su altre terre. Conosciamo bene la storia di uomini come Joe Vitale, emigrato da Modugno nel 1953, che attualmente gestisce una multinazionale produttrice di pasta (è possibile vedere il suo lavoro su internet sul sito: www.italpasta.com), oppure Alessandro Schiavone, detto Sandro, con il suoi 35 punti vendita di panzerotto-pizza in Toronto. Quest’ultimo, piccola curiosità, è riuscito a introdurre nella lingua inglese il termine “panzerotto”.

Pubblicato su “Il Cardo d’Oro” II Vol. Edito da Colonia Modugnese – Toronto (Canada)