Società

San Vito, la chiesa fantasma che nessuno vuole

La Chiesa di San Vito, che si affaccia su Piazza Romita Vescovo, a Modugno, è un problema nel problema, un dolore nel dolore.
Raffaele Carito, avvocato e presidente dell’Opera Pia S. Monte di Pieta“(ente gestore), dice che non solo il suo abbozzo di protocollo d’intesa col Comune di Modugno non ha avuto tuttora risposta (l’Opera Pia, in cambio dei finanziamenti per la ristrutturazione, cederebbe in uso l’edificio sacro per allocarvi un piccolo museo civico o adibirlo a sala riunioni o a piccolo laboratorio di iniziative socio-culturali), ma sono sfumati anche i tentativi di interessare la Sovrintendenza delle Belle Arti o di ottenere dal Ministero per i Beni Architettonici un piccolo cespite dell’8 per mille.

L’avvocato non fa mistero di essere rimasto piccato nell’apprendere che il Comune non intende intervenire perché ritiene il monumento non appartenente al suo patrimonio. Il degrado della Chiesa è aggravato dalla inopportuna segnaletica stradale che le è stata posta a ridosso. Carito dice che l’Opera Pia, -Ente di diritto Pubblico-, non dispone di mezzi sufficienti da destinare alla ristrutturazione, e non vuole depauperare il patrimonio che è tuttora utilizzato per le preminenti iniziative socio-assistenziali in favore degli anziani non autosufficienti, attuale scopo statutario dell’Ente“.
Per quanto riguarda il problema complessivo di Piazza Romita Vescovo afferma che “mal si addice la soluzione architettonica attuata con quel muro posto a ridosso della Chiesa di S. Giuseppe, (per nascondere i locali adibiti a servizi igienici). L’austerità del luogo, con tutta la sua valenza storico-culturale, – la Chiesa delle Monacelle ci riporta alla munificenza della Regina Bona Sforza, tanto amata dai cittadini di Modugno, che ancor oggi ne tramandano il ricordo con manifestazioni scolastico-folcloristiche – è di solare evidenza“.
In quanto alla Chiesa di San Vito, possiede una doppia storia, quella della sua ristrutturazione, mai avvenuta, e quella della sua edificazione: “già da tempo veniva segnalata l’urgenza della ristrutturazione, non solo dall’Ente Opera Pia “S. Monte di Pietà”, che ne curava un progetto edilizio e di restauro, approvato dalle competenti autorità, ma anche dall’Ispettore Onorario di Modugno, Prof. Armida Massarelli la quale, relazionando alla Sovrintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici di Puglia , sottolineava l’importanza storica ed artistica dell’edificio e delle opere in esso contenute (interessanti elementi architettonici e decorativi; riferimenti alla storia ed al ruolo delle Confraternite; culto mariano con forti analogie ad altro culto osservato in altre zone d’Europa ;la funzione storico-culturale derivante dalla sua ubicazione all’interno di un tessuto urbano secentesco). Il monumento appartiene all’Opera Pia. Questo Ente, dal XVII secolo sino al 1968, anno della costituzione dell’Ente Ospedaliero, prestò l’assistenza sanitaria a beneficio della comunità cittadina, specie quella delle fasce sociali più deboli , con economie rivenienti dalle rendite proprie, frutto di lasciti e donazioni e dello spirito di sacrificio del volontariato, attualmente auspicato nel campo dell’assistenza e beneficenza anche dalla recente riforma legislativa che fa ricorso al principio della sussidiarietà degli interventi“.
Purtroppo, constatiamo amaramente, il volontariato è stato parcellizzato e chiuso a doppia mandata nelle categorie di riferimento, senza che possa allargarsi un tantino più in là, e gli aiuti disinteressati ormai appartengono al passato.